Omissione in atti di ufficio: è l’ipotesi di reato per cui il sindaco puteolano Enzo Figliolia ed il suo collega napoletano Luigi De Magistris (entrambi nella foto in copertina) sono stati denunciati l’altro ieri mattina attraverso un esposto presentato negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

A chiedere ufficialmente l’intervento dell’autorità giudiziaria nei confronti dei due Primi Cittadini è stato (attraverso il proprio legale Roberto Ionta) Vincenzo Russo, presidente dell’associazione “Rinascita Campi Flegrei”, da sempre in prima linea nelle battaglie contro l’inquinamento sul nostro territorio.

Vincenzo Russo (presidente dell'associazione "Rinascita Campi Flegrei") è il firmatario dell'esposto-denuncia contro Figliolia e De Magistris
Vincenzo Russo (presidente dell’associazione “Rinascita Campi Flegrei”) è il firmatario dell’esposto-denuncia contro Figliolia e De Magistris

Secondo Russo, sia Figliolia che De Magistris sarebbero entrambi responsabili “sia della mancata adozione di provvedimenti atti a preservare la salute dei cittadini e di informare gli stessi (cittadini) dei rischi che corrono in quanto residenti nei comuni di loro amministrazione (Pozzuoli e Napoli)”, sia per la “mancata risposta” ad una richiesta (avanzata con una petizione popolare protocollata il 18 marzo al Comune di Napoli e notificata via posta certificata il 3 aprile al Comune di Pozzuoli) di “adozione, da parte dei sindaci dei rispettivi Comuni, di provvedimenti di tutela per la salute e di informazione per gli abitanti di Napoli e Pozzuoli, in riferimento alla ex discarica Difrabi di Contrada Pisani. Con tale atto – si legge nell’esposto – si chiedeva ai suddetti Sindaci quali atti del loro ufficio intendessero adottare al fine di preservare la salute dei numerosi cittadini che vivono nelle immediate vicinanze dei siti sopra indicati, nonché di informare la stessa popolazione, ai sensi della direttiva Seveso, dei rischi rilevanti cui è esposta, atteso che il Sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione e adottare i provvedimenti necessari a preservarne la stessa. A tutt’oggi – è scritto nella denuncia consegnata in Procura – ad oltre due mesi dal deposito al Comune di Napoli e ad oltre un mese e mezzo nei confronti del Sindaco di Pozzuoli, nessun provvedimento è stato adottato né vi è stata alcuna risposta alla suddetta richiesta. Tale stato di cose e il pericolo di inquinamento diffuso di sostanze altamente nocive nonché cancerogene, fa vivere gli abitanti di Pianura e Pozzuoli nella angoscia del rischio per la loro salute”.

I VELENI SVERSATI A PIANURA – “E’ ormai acclarata –prosegue Russo- la grave situazione di disastro ambientale di Pianura, che qui brevemente si richiama: attiva dagli anni Cinquanta, la suddetta era la discarica più grande della Campania fino alla chiusura nel 1996 a seguito delle proteste dei cittadini, esasperati per le maleodoranti esalazioni. Purtroppo, il fastidio olfattivo non è stato l’unico inconveniente provocato dalle attività di sversamento. Si è constatato che almeno 60 persone sono state affette dal linfoma di Hodgkin, uno dei tumori più rari conosciuti dal mondo medico.


Le cause di queste tragedie sono attribuibili allo sversamento di rifiuti dell’industria chimica, fognari, industriali, polveri d’amianto, rifiuti tossici provenienti per la maggior parte dal Nord Italia. La stessa Procura di Napoli ha potuto accertare che, nella cava adibita allo sversamento, si è rinvenuto quanto segue: 16 tonnellate di scarti di collante acrilico e 50 tonnellate di morchie di verniciatura della ditta “Sicaf” di Cuzzagna di Premosello (Novara), 21 tonnellate di fanghi di depurazione e 552 tonnellate di fanghi di verniciatura della “Ferolmet” di San Giuliano Milanese (Milano), 22 tonnellate di morchie di verniciatura, resine e fanghi dalla provincia di Padova, 25 tonnellate di rifiuti speciali cosmetici scaduti da Tocco Magico di Roma, 79 tonnellate di rifiuti industriali e 113 tonnellate di polveri di amianto bricchettate dal Centro Stoccaggio Ferrara di Robassomero (Torino), 1.106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio dalla Fonderie di Riva di Parabiago (Milano) e 800.000 tonnellate dei rifiuti derivanti dalla bonifica dell’area dell’Acna di Cengio in Piemonte”.

GLI STUDI SULL’INQUINAMENTO CAUSATO DALLA DISCARICA  – “L’ingegnere Ennio Italico Armando Noviello, primo ricercatore dell’Istituto di Metodologie Chimiche del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) definì, nella sua perizia per l’indagine aperta dalla magistratura nel 2009, l’aria di Pianura incompatibile con la vita umana a causa della grande quantità di idrocarburi dispersi e della cattiva qualità dell’ossigeno. Tale constatazione è stata presa in considerazione dal Gip di Napoli Alessandro Buccino Grimaldi, il quale, dopo una fase di stallo, ha riaperto le indagini sui veleni sversati nell’ex discarica “Difrabi” a Pianura. Nell’ultima pagina del provvedimento, si legge che in alcuni punti la quantità dell’ossigeno e degli idrocarburi è risultata non compatibile con la vita umana, pertanto nei pressi dell’ex discarica di Pianura la vita dei cittadini è in serio pericolo. Il Gip prosegue poi asserendo che  il pericolo accertato all’esterno della discarica integra una situazione di disastro ambientale in quanto è un fenomeno con una vasta ricaduta sull’ambiente naturale e non, che si configura come potenzialmente catastrofico, per la numerosità delle persone che abitano nella zona che possono essere coinvolte, e la vastità del territorio interessato.

A RISCHIO ANCHE IL MARE DI POZZUOLI?“In effetti, nell’area è stato sversato di tutto, in particolare rifiuti tossici provenienti dalle imprese del Nord e fanghi dell’Acna di Cengio. L’ex discarica è una vera e propria bomba ecologica. Il professor Crescenti, docente all’Università di Chieti, ha dichiarato: La discarica Difrabi, nonostante sia stata chiusa nel 1996, costituisce un pericolo per i cittadini che risiedono all’esterno. E’ stato accertato infatti che mancando l’impermeabilizzazione alla base di gran parte dei rifiuti (venti milioni di metri cubi di materiale inquinante all’interno del Cratere Senga) si verifica dispersione di percolato inquinante nel sottosuolo che attraverso la falda può defluire fino al mare nella zona di Pozzuoli. In assenza di una completa messa in sicurezza, l’inquinamento ambientale causato dal biogas e dal percolato può continuare ancora per decine di anni. Le conseguenze sulla popolazione – così termina l’esposto – sono drammatiche. La gente di Pianura si è ammalata con patologie di vario tipo. Nella zona sono stati registrati casi di mesoteliomi, linfomi e tumori”.

Questa la denuncia. Non resta che attendere le decisioni della magistratura sull’esistenza o meno di eventuali omissioni in atti di ufficio da parte dei sindaci Figliolia e De Magistris.

Inutile dire che Pozzuoli21 seguirà tutti gli sviluppi della vicenda ed è disponibile in qualsiasi momento ad ospitare eventuali repliche da parte dei due Primi Cittadini denunciati da Vincenzo Russo.

Nella fotogallery sottostante, il testo integrale della denuncia sporta in Procura.