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Ordinanza comunale entra in vigore grazie a un commerciante!

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Dovrebbero elogiarlo pubblicamente sia l’Amministrazione Comunale che i negozianti del centro storico. Infatti, soltanto in seguito alla sua lettera di protesta, pubblicata da Pozzuoli21 http://www.pozzuoli21.it/lavori-nel-centro-storico-la-protesta-di-un-commerciante-dove-lordinaria-amministrazione/ e inviata al sindaco Figliolia e agli assessori Morra e Fumo, finalmente è entrata in vigore un’ordinanza dirigenziale che regola il carico e lo scarico delle merci nelle strade interessate ai lavori di riqualificazione nelle adiacenze di piazza della Repubblica.

Il cartello, all'ingresso di via Cosenza, che regola il carico e lo scarico delle merci
Il cartello, all’ingresso di via Cosenza, che regola il carico e lo scarico delle merci

Questo singolare merito va ascritto a Peppe Arionte, titolare di un’attività commerciale di corso della Repubblica, che aveva segnalato alle “stanze dei bottoni” del Municipio una clamorosa anomalia nel passaggio tra le disposizioni comunali e la loro applicazione.

Il commerciante Peppe Arionte
Il commerciante Peppe Arionte

Il provvedimento firmato il 10 aprile scorso dal dirigente Mino Cossiga riguardo agli orari consentiti per l’approvvigionamento delle merci (dalle 7 alle 9 e dalle 14 alle 16 di tutti i giorni feriali) attraverso via Cosenza, era infatti rimasto lettera morta proprio perché nessuno aveva pensato a renderlo esecutivo con l’obbligatorio adeguamento della segnaletica stradale.

Segnaletica verticale che, dopo le sacrosante rimostranze di Arionte, è stata finalmente installata sulla strada in questione.

Un esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Resta da capire come mai al Comune non si  fossero accorti di questa grave mancanza.

Eppure, c’è chi prende uno stipendio (pagato con i soldi della collettività) per evitare figuracce del genere all’Amministrazione e disagi che, nel caso in questione, sono durati ben due mesi a discapito di tutti i negozianti che non sapevano dove e quando far transitare i propri fornitori, con il rischio di esporsi a salate contravvenzioni pur di poter lavorare.

L’auspicio è che errori del genere non si ripetano mai più e che il responsabile sia stato quanto meno “cazziato” da chi ha il potere e il dovere di farlo…

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