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Otto disoccupati sul tetto del Comune. Accuse ai politici: “Dateci il lavoro promesso!”

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Alle 14.30 di oggi sono saliti sul tetto della palazzina comunale numero 4, quella dove hanno sede i gruppi consiliari. E lì minacciano di restare fino a quando “i politici che abbiamo votato non manterranno le promesse fatte in campagna elettorale”.

Lavorare al più presto possibile e, nel frattempo, ottenere un aiuto economico per mantenere le proprie famiglie. Questo chiedono gli otto disoccupati   (Pasquale Cassinese, Ernesto Cuordifede, Vincenzo Cuordifede, Loreto D’Auria,  Nicola Del Giudice, Gennaro Lucignano,  Salvatore Scuteri e Marco Vallozzi) che hanno deciso di inscenare la clamorosa protesta in Municipio.

Tra poliziotti del Commissariato che tentavano di convincerli a scendere e vigili del fuoco che gonfiavano i teloni di protezione in caso di gesti inconsulti, i manifestanti (tutti residenti tra Toiano e Monterusciello) hanno spiegato ai giornalisti il perché del loro gesto, peraltro già abbastanza chiaro dal contenuto di un cartello in cui a penna c’era scritto testualmente: “Ridateci la dignità che ci ha donato Dio. Già sappiamo che non c’è niente, c’è solo per voi”.

Il riferimento era per l’appunto a  quei politici che, a loro dire, li avrebbero ingannati “promettendo posti di lavoro fin dentro le nostre case prima delle elezioni. Sono gli stessi  che, se ora li salutiamo per strada, fanno anche finta di non conoscerci. Qualcuno di loro ci offende pure, dicendoci che chi ha dignità soffre in silenzio e non viene a protestare al Comune. Ma che ne sanno questi signori di come ognuno di noi reagisce alla povertà? Ma una persona che non sa fare il delinquente e non trova un lavoro, come deve  campare oggi? Ma loro sono mai tornati a casa a mani vuote? Hanno mai dovuto subire l’umiliazione di vedere i propri figli desiderare tutto? Di vedersi staccata la corrente, la luce, l’acqua, il gas e il telefono? Di vedersi arrivare uno sfratto per morosità? Di dover chiedere aiuto a qualche parente o amico e magari vederselo negare perché con questa crisi stanno tutti senza soldi?  Pozzuoli non è più dei puteolani e la colpa è di chi ci governa! Non è possibile che in tutti i lavori che si appaltano sul territorio non c’è spazio per un disoccupato puteolano, a meno che non ci si faccia raccomandare dai politici!  E’ mai possibile che i politici trovino posti di lavoro solo a chi vogliono loro? Quante cose hanno visto i nostri occhi e quante ne hanno sentite le nostre orecchie, voi non lo potete nemmeno immaginare! Siamo stati ingannati, traditi, umiliati! Ma se sotto ai loro piedi hanno messo la nostra dignità, non consentiremo che facciano la stessa cosa con la dignità dei nostri figli! Per cui, visto che chi governa Pozzuoli sa come deve fare una cosa quando la vuole fare, a questo punto la faccia anche per noi, che pure abbiamo bisogno.  Devono darci un aiuto economico subito e dirci quando scenderemo a lavorare pure noi, altrimenti restiamo qui sopra notte e giorno e diventeremo il loro incubo”.

Dalle “stanze dei bottoni”, la risposta a questa protesta è stata finora il silenzio assoluto.

Un silenzio che, francamente, lascia sconcertati.

E che somiglia tanto ad un’ammissione di colpa…

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