Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali e del probabile scioglimento del Consiglio Comunale nel caso in cui il sindaco Figliolia dovesse candidarsi come consigliere del parlamentino campano, ci sono anche “scosse di assestamento” nell’assise municipale cittadina.

Due sono i cambiamenti, uno ufficiale, l’altro certo ma non ancora ratificato (che andrebbe ad aggiungersi all’imminente matrimonio politico di Gianluca Sebastiano con Italia Viva, rappresentata a Pozzuoli dal coordinatore Fabio Costigliola).

Quello documentato è il passaggio, formalizzato ieri, di Enzo Pafundi da Idea Pozzuoli a Democrazia e Libertà, ossia la lista civica fondata dalla famiglia Maione.

Un’adesione che Pafundi spiega così: “Sentivo la necessità di far parte di un gruppo coeso, che potesse determinare l’azione politica. In Idea Pozzuoli mi sono sentito progressivamente sempre più a disagio, il progetto si è via via sfaldato, non ci si riunisce nemmeno più, non so neppure se esista ancora quest’associazione, ero rimasto solo e da soli non si va da nessuna parte. La mia non è soltanto una scelta politica ma anche di concretezza operativa: con un gruppo compatto e ben organizzato, si può sicuramente fare meglio per la città”.

Democrazia e Libertà conta adesso quattro consiglieri (Pafundi si aggiunge a Salvatore Maione, Tommaso Scotto di Minico e Mena D’Orsi) e ha raddoppiato la sua rappresentatività rispetto al voto di tre anni fa, che vedeva eletti solo Maione e Scotto, confermandosi la seconda forza di maggioranza per numero di esponenti.

Sarà stato forse anche per riequilibrare i “pesi” all’interno della coalizione di Figliolia che, proprio nelle ultime ore,  si è consumato un vero e proprio colpo di scena, ossia il clamoroso ritorno di Mimmo Pennacchio nel gruppo consiliare del Pd.

Un passaggio non “vidimato” da comunicazioni scritte, ma ormai già dato per sicuro dallo stesso Pennacchio, che stamattina ha confidato il dietrofront al suo attuale capogruppo del “misto”, Lydia De Simone.

A quanto pare, la notizia non ha colto granché di sorpresa l’attuale opposizione (di cui Pennacchio ha fatto parte negli ultimi quattro mesi, da quando cioè, il 15 gennaio scorso, sottoscrivendo un documento molto critico, decise di abbandonare il Pd insieme all’allora dimissionario capogruppo Enzo Daniele: peraltro, con Daniele e la De Simone proprio in questi giorni aveva praticamente firmato la nascita di un nuovo soggetto politico) in quanto lo stesso imprenditore prestato alla politica, l’altro ieri, aveva votato nello stesso modo della maggioranza l’approvazione dei PICS  (i Programmi Integrati della Città Sostenibile) in commissione consiliare lavori pubblici, atto che sarà sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale in programma domani pomeriggio a porte chiuse.

Abbiamo tentato di contattare Pennacchio per avere una sua dichiarazione ufficiale su questo ripensamento, ma fino al momento di redigere questo articolo, nostro malgrado, è stato impossibile divulgare ai posteri il Mimmo-pensiero.

Proveremo ad essere più fortunati la prossima volta.

Per ora dobbiamo accontentarci delle indiscrezioni su cosa Pennacchio avrebbe detto alla De Simone a proposito delle ragioni che lo avrebbero indotto a rientrare nei ranghi, ossia una telefonata fattagli dal sindaco Enzo Figliolia che, dopo lo sgarbo inflittogli nell’ultimo rimpasto di Giunta, gli avrebbe promesso la “visibilità” istituzionale perduta stando in minoranza, in cambio di un ritorno all’ovile da “pecorella smarrita”.

Pare che l’intesa tra i due sia stata raggiunta sul  nome di un professionista, gradito a Pennacchio, da inserire in una commissione tecnica di nomina politica.

Chissà se è davvero così. Staremo a vedere.