Ricevo e pubblico*

Gentile Direttore, approfitto del Suo blog segnalare quanto sta accadendo in tema di trasporto pubblico nel più totale silenzio (anche della stampa) e nella più assoluta indifferenza.

I bus CTP sono fermi ormai da settimane per la mancata erogazione degli stipendi. Non ho competenze ed informazioni puntuali per esprimere una valutazione compiuta, ma appare evidente che siamo di fronte ad una palese violazione del sacrosanto diritto a ricevere la retribuzione per il lavoro svolto.

Esprimo tutta la mia solidarietà come cittadina lavoratrice ai dipendenti CTP ed alle loro famiglie.

Detto questo, devo anche rilevare che, ancora una volta, a farne le spese sono i viaggiatori; sono certa che alla fine una soluzione per le retribuzioni arriverà e che gli stipendi saranno erogati.

E noi? Chi ci ripagherà degli abbonamenti acquistati e non utilizzati?

Chi rimborserà il costo del taxi ed il tempo perso?

E soprattutto, qualcuno può dirci qualcosa di attendibile per i mesi a venire?

Per organizzare lavoro, famiglia, ecc. ?

Io, ad esempio, devo raggiungere, dal centro storico di Pozzuoli, ogni giorno, il mio ufficio in Via Campana.

Le assicuro che è diventata un’odissea, poiché devo continuamente rimettermi alla gentilezza dei colleghi oppure al costoso servizio taxi.

La mia esperienza, ovviamente, è solo una goccia nell’oceano, un esempio.

Ma penso ai tantissimi cittadini dei  quartieri periferici (come il popoloso Monterusciello), oppure a chi deve raggiungere l’ospedale Santa Maria delle Grazie o a chi risiede in quella stessa zona (La Schiana, per intenderci).

Cittadini senza servizio di trasporto pubblico, completamente “tagliati fuori”;  e luoghi, anche di fondamentale importanza sociale (come appunto l’ospedale), del tutto irraggiungibili a chi non ha la possibilità di guidare o comunque di muoversi con mezzi propri.

Tutta la vicenda CTP mi sembra solo un enorme piagnisteo collettivo; stipendi non erogati, macchine vetuste, manutenzione ridotta all’osso.

Ma l’utenza cosa c’entra con tutto questo?

Il suo unico dovere è pagare il titolo di viaggio.

Io, Le assicuro, come tanti altri, lo faccio.

De Magistris, sindaco metropolitano

Penso che sarebbe ora che Città Metropolitana e dirigenza CTP facessero una valutazione onesta, realistica, della situazione aziendale.

Da utente, che ormai da anni subisce i continui stop and go del servizio, ho la chiara sensazione che la CTP sia allo stadio terminale di una malattia rimasta senza efficace cura e che i medici chiamati al capezzale non riescano ad adottare provvedimenti idonei.

Nel nostro Paese è purtroppo ancora viva la pessima abitudine di demonizzare l’iniziativa privata; ma di fronte al disastro del TPL mi domando cosa si aspetti ancora a favorire l’ingresso dei privati, garantendo comunque la regia ed il coordinamento da parte delle istituzioni pubbliche.

Da quel che poco (pochissimo) che saltuariamente si legge, sembra che l’unico grande problema sia l’evasione da parte dei viaggiatori. Mi sembra però ovvio che questo sia solo uno dei problemi e, peraltro, non certo irrisolvibile. Sicuramente non l’unico.

Utilizzo i bus CTP dal 2006 ed in tutti questi anni posso testimoniare di aver incontrato i controllori non più di una decina di volte; sui mezzi non compare neanche un cartellone pubblicitario, segno evidente che introiti significativi derivanti dalla pubblicità non ve ne sono. Devo continuare? 

Ogni volta che arrivo a destinazione ringrazio il Cielo che un traballante pannello in lamiera non mi sia caduto in testa e che il seggiolino non si sia staccato dalla base.

Sarebbe inutile poi parlare di pulizia ed obliteratrici funzionanti: pretese eccessive, vista la situazione.

Dopo settimane di blocco, l’azienda non si è neanche degnata di avvisare i viaggiatori che è in atto una agitazione del personale, e la sua presumibile durata; al momento in cui scrivo sul sito www.ctp.na.it non compare alcuna indicazione.

Se non fosse per il solidale passaparola, gli utenti rimarrebbero ore ed ore ad attendere invano l’autobus.

L’avventore occasionale, poi,  è “spacciato”.

E mi chiedo: ma la CTP ha in organico un responsabile della comunicazione che si prenda la briga di scrivere due righe?

In compenso, però, sullo stesso sito compare un avviso di sciopero proclamato per il 13 luglio.

Francamente, un avviso più beffardo che altro!

Il 20 settembre andremo a votare ed è già partita la giostra dei grandi discorsi: rinnovamento, rinnovamento e ancora rinnovamento.

Io direi di iniziare dall’ABC: un TPL adeguato è immagine di una società che funziona e se il pubblico non ce la fa, abbia il coraggio di dirlo e di tirarsi definitivamente indietro. Almeno ci si organizza.

Perdoni lo sfogo, Direttore. Se mi rivolgo a Lei è perché apprezzo il Vostro servizio.

La mancanza di informazione nelle cronache locali (e relativamente locali, visto che la questione riguarda una “fetta” non piccola di popolazione su un territorio piuttosto ampio in ambito regionale) contribuisce ad alimentare il mostro della collettiva, pericolosa, rassegnazione.

Almeno questo, insieme,cerchiamo di evitarlo.

Cordialità

*Giovanna Dell’Aquila