E’ una di quelle vicende così delicate da urtare la sensibilità delle persone in qualsiasi modo se ne parli. Ma, di fronte ad una richiesta di chiarimenti, è davvero difficile tacere. Specie quando ad avanzarla è un rappresentante delle istituzioni.

La “materia del contendere” è l’elenco (pubblicato sul sito del Comune di Pozzuoli dal 22 dicembre scorso http://www.comune.pozzuoli.na.it/index.php/notizie/1643-fondo-pro-vittime-di-monteforte-irpino-criteri-di-assegnazione-ed-elenco-dei-donatori) di tutti coloro (persone fisiche o giuridiche) che, da agosto 2013, hanno  effettuato donazioni sul conto corrente aperto dal Municipio puteolano in favore dei familiari delle 40 vittime del tragico incidente di Monteforte Irpino.

Un elenco composto da 136 benefattori, per una somma totale raccolta, che ammonta a 32.714,68 euro.

Soldi che, con criteri stabiliti dall’Amministrazione, sono stati ripartiti nel modo più equo possibile tra i nuclei familiari devastati da questa immane sciagura.

Qual è l’aspetto curioso di questa raccolta fondi?

Che, come si legge dal comunicato pubblicato sul sito del Comune, vengono riportati, “per il rispetto della privacy, solo le iniziali del cognome e del nome del donatore e la località da dove è stato effettuato il versamento”.

E fin qui, potremmo pensare che tutti coloro che hanno deciso di devolvere una cifra per quella causale, abbiano anche chiesto di non essere identificabili per varie ragioni.

Invece, non sembra essere così.

Principalmente perché nell’elenco compaiono almeno quattro soggetti giuridici ampiamente riconoscibili (il “Circolo Ilva Bagnoli”, il “Comune di Cerano”,  il “Forum Giovani di Pozzuoli”, “Equitalia Sud di Palmi”), ma anche perché tra i donatori c’è chi avrebbe voluto comparire col proprio nome e cognome.

Si tratta di un consigliere comunale puteolano, che, pur non volendo (ancora) rivelare la propria identità, sottolinea alcuni particolari non di poco conto.

“Innanzitutto –dice- sono molto amareggiato per il fatto che, su 136 donazioni a beneficio di famiglie di puteolani colpite da una così immane tragedia, soltanto 13 donazioni provengano da Pozzuoli, meno del 10% del totale.  Mi sconcerta anche constatare che, sui 32.714,68 euro raccolti, solo 7.935,08 euro, pari al 25% del totale, arrivi da Pozzuoli. E che, di questi quasi 8.000 euro, 5.000 siano stati versati da un solo soggetto, una società privata, mentre nell’elenco dei donatori figurano soltanto le iniziali di 7 cittadini puteolani, che hanno devoluto complessivamente un totale di 885 euro. Mi chiedo –prosegue il consigliere comunale- se in una città di 100mila abitanti il risultato di una raccolta del genere dovesse e potesse essere questo. Ma mi chiedo anche per quale motivo nessun donatore privato è stato reso riconoscibile all’opinione pubblica. Io avrei gradito essere citato per nome e cognome nella lista di coloro che hanno effettuato questa donazione: nessuno mi ha avvisato del fatto che sarebbe stata applicata questa forma non richiesta di privacy né io ho impedito a chicchessia di rendere note le mie generalità. Pertanto, quella di nascondere la propria identità non è una decisione dei singoli donatori, ma dell’Amministrazione. Ed io voglio capirne il motivo. Non vorrei, infatti, che la vera ragione di questa scelta stia nel voler impedire di  far conoscere ai cittadini i  nomi e cognomi dei politici che a parole volevano dare la luna per i familiari delle vittime di Monteforte Irpino e poi magari su quel conto corrente non hanno versato nemmeno un centesimo. D’altronde –conclude il consigliere- l’aritmetica non è un’opinione. Tra consiglieri comunali, sindaco e assessori, siamo in 31, quasi tutti di Pozzuoli, e nell’elenco dei donatori ci sono soltanto 7 cittadini puteolani. A questo punto, mi auguro che l’Amministrazione voglia rendere nota almeno l’identità dei politici puteolani in carica che hanno aderito a questa raccolta fondi. Io uscirò allo scoperto come autore di queste dichiarazioni soltanto quando tale elenco sarà reso noto oppure per chiederne la pubblicazione attraverso un’interrogazione. Perché la gente deve sapere chi fa le chiacchiere e chi fa i fatti. Soprattutto in occasione di eventi così tragici, quando tutti sembrano voler muovere mari e monti, ma poi magari si tirano indietro appena c’è da fare il gesto di mettere mano al portafoglio”.

Chissa cosa penseranno di questa “sfida” sia l’Amministrazione che i consiglieri comunali.

Staremo a vedere…