Due settimane di contratto, poi si vedrà.

Nonostante sia stata espulsa dal Tar per l’appalto fino al 2022 a causa di una offerta anomala (così come recita la sentenza che abbiamo pubblicato sabato in anteprima esclusiva) l’associazione temporanea di imprese che sta gestendo la refezione nelle scuole materne (e nei plessi elementari che ne fanno richiesta) di Pozzuoli continuerà a lavorare per il Municipio almeno fino al 31 ottobre.

Mino Cossiga, dirigente comunale alla pubblica istruzione

Uscita dalla porta principale per decisione della sesta sezione del tribunale amministrativo regionale, dunque, la Gfi-Glm-Mediterranea Sud rientra temporaneamente dalla finestra grazie ad una determina (la 6149 firmata venerdì dal dirigente Mino Cossiga e pubblicata oggi all’Albo Pretorio CLICCA QUI PER LEGGERLA) con cui si stabilisce che, per non interrompere il servizio e non danneggiare né le famiglie né le scuole, l’impresa estromessa dalla gara continuerà a gestire la refezione attraverso un affidamento diretto sotto soglia comunitaria, dal valore complessivo di 41.598.96 euro, per continuare a garantire pasti al costo di 3,56 euro ciascuno.

In buona sostanza, l’Ati bocciata dal Tar dovrà garantire 11.685 pasti, ossia 13 giorni scolastici di fornitura.

Tutto ciò in attesa del da farsi a partire dal 1°novembre.

Due le ipotesi in campo: o far subentrare la seconda classificata nell’appalto (firmataria del ricorso contro il vincitore della gara) che però aveva offerto un prezzo molto più alto (5,10 a pasto), oppure rifare la gara daccapo (o per coprire solo quest’anno scolastico o indire un bando per un ulteriore quinquennio) e, nel frattempo, procedere con più affidamenti diretti in modo da garantire la continuità del servizio, sia pure con ditte diverse.

Intanto, estremamente angosciati da questa situazione di incertezza, i lavoratori della mensa hanno proclamato lo stato di agitazione.

E lo hanno fatto con un documento inviato oggi da Antonio Grieco (per la segreteria regionale Filcams Cgil) al sindaco Figliolia, al dirigente Cossiga, all’assessore Attore, al presidente consiliare Manzoni e all’azienda vincitrice (e non più titolare dell’appalto).

“La sentenza del Tar – si legge nella missiva sindacale – ha confermato le nostre preoccupazioni evidenziate nelle nostre lettere denunce inviate già dall’inizio dell’appalto al Comune, né sono mancate, in questo primo anno di appalto (2017/2018) azioni di protesta dei lavoratori e ripetuti incontri con l’Associazione Temporanea di Imprese per tutte le anomalie riscontrate (problemi organizzativi, perdite salariali, eccetera) che non hanno garantito miglioramenti nonostante l’avvio anche di azioni legali intraprese contro la stessa Ati a tutela dei diritti dei lavoratori. Forte è la tensione e la preoccupazione tra le maestranze storiche per la maggior parte monoreddito, preoccupati per l’inizio del nuovo anno scolastico (iniziato nel centro cottura di Monterusciello con enormi disservizi e disagi) e per il loro futuro occupazionale proprio a seguito delle notizie riportate dai quotidiani. Pertanto – si conclude la lettera della Cgilvi chiediamo un urgentissimo incontro per conoscere la società che dovrà subentrare per poter espletare il previsto passaggio di cantiere nel rispetto delle normative di legge e per garantire il prosieguo e il buon andamento dello stesso evitando interruzioni di servizio e azioni di protesta, se lasciati allo sbando senza notizie e senza tutele.

Commenti