L'avvocato Antonio Tufano, riconfermato segretario cittadino del Pd

Non è stata quella festa di democrazia vagheggiata nelle scorse settimane attraverso la stampa regionale e nemmeno una passeggiata di salute la rielezione di Antonio Tufano a coordinatore cittadino del Pd.

Ieri vi abbiamo raccontato, in anteprima esclusiva, i retroscena che hanno portato alla candidatura unica del 39enne avvocato penalista, con la rinuncia alla competizione da parte dei “ribelli” del partito, ostili al candidato espresso dall’area Figliolia.

Oggi invece c’è stato il voto (niente acclamazione, visto che non c’era una candidatura unitaria).

E, alle urne, si è presentato, com’era prevedibile, solo il 35% dei circa 1.400 tesserati aventi diritto.

Con lo scontato plebiscito per Tufano (481 preferenze, con due schede bianche e una nulla) e per la lista dei 40 dirigenti che lo appoggiano:  Lucio Terracciano, Maria Grazia Siciliano, Luigi Carnovale, Melania Picariello, Agostino Renzi, Roberta D’Isanto, Elio Buono, Anna Di Matteo, Alfonso Artiaco, Rosaria Imparato, Marco Plutino, Rosalia D’Isanto, Gennaro Guarino, Zelda De Vito, Michele Vanacore, Giuliana Annunziata, Paolo Parisi, Giuliana Fulvio, Alberto Scotto di Carlo, Serena Lubrano, Gaetano Iannuzzi, Giovanna Massa, Alberto Cicale, Cristina Carnovale, Davide Dardano, Gilda Vapore, Mimmo Carandente, Claudia Tufano, Pasquale Guarracino, Gemma Macario, Angelo Marchese, Emanuela Carnovale, Massimo Ferraro, Ciretta Romano, Aniello Iaccarino, Natalia Tramontano, Raffaele Penna, Clotilde Mazzella, Luigi Spina e Vincenza Del Vecchio.

Tufano, in una dichiarazione postata sulla sua pagina Facebook, oltre a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla sua elezione, ha voluto lanciare un messaggio distensivo  agli avversari interni nel Pd, sostenendo che “è giunto il momento di avviare un percorso unitario che coinvolga tutti coloro che hanno intenzione di mettere a disposizione le proprie energie per costruire le basi di un progetto politico inclusivo di tutte le forze riformiste e progressiste del territorio”.

Nonostante le evidenti fratture intestine al Pd locale (cinque consiglieri su sette contro il riconfermato coordinatore) e la decisione del 65% degli iscritti di disertare il voto, tuttavia, Tufano (nella foto) non si sente un segretario azzoppato. “Lo sarei stato se, in concorrenza con uno o più sfidanti, avessi vinto  con una percentuale di poco superiore alla maggioranza assoluta o relativa – è il suo pensiero –  Nella situazione che invece si è venuta a creare, con l’assenza di candidature alternative,  non esiste un dato numerico che possa suffragare un’ipotesi del genere. Anzi, c’è di buono che siamo riusciti a far votare quasi 500 persone (il 60% dei tesserati riconducibili all’area Figliolia, ndr) un candidato già sicuro di vincere, e non era assolutamente scontato che ciò accadesse, visto che non è facile far capire alle persone, specie in una giornata festiva, che, per rafforzare una candidatura unica, c’è bisogno anche del concreto sostegno elettorale”.

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