L'avvocato Fanuzzi e l'assessore Ismeno

Un singolare contenzioso ha visto coinvolto l’assessore comunale alle finanze, Paolo Ismeno (nella sua qualità di dottore commercialista) e un avvocato, il penalista Ugo Fanuzzi.

La vicenda (oggetto di un procedimento penale che, nel momento in cui scriviamo, è ancora aperto e vede indagato Paolo Ismeno) ha dei risvolti davvero incredibili, sui quali ci si augura che presto la magistratura possa fare piena chiarezza, andando fino in fondo alle inquietanti accuse mosse dal legale nei confronti di Ismeno.

Accuse contenute in una denuncia-querela che lo stesso Fanuzzi, il 25 gennaio scorso, depositò, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Paolo Ismeno
Paolo Ismeno

L’avvocato sosteneva infatti che Ismeno (al quale il legale si rivolse affinché quest’ultimo patrocinasse un ricorso alla Commissione Tributaria di Napoli per ottenere la dichiarazione di prescrizione di alcune cartelle esattoriali, atto che avrebbe consentito a Fanuzzi di ottenere lo sblocco di un rimborso iva a suo favore)  avesse millantato di aver svolto la prestazione professionale richiesta, ossia non presentando alcun ricorso in merito pur sostenendo di averlo vinto.

L'avvocato Ugo Fanuzzi
L’avvocato Ugo Fanuzzi

L’avvocato Fanuzzi, nella sua denuncia-querela, tuttavia, andò anche oltre, sostenendo addirittura che Ismeno gli avesse chiesto (e da lui ottenuto) 300 euro per “lubrificare” un dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Napoli affinché questa persona accelerasse la definizione della pratica.

Si apre un procedimento penale (numero 2853/2016 r.g.n.r. e numero 27395/16 r.g. Gip), in carico al sostituto procuratore Anna Frasca.

Il Commissariato di Polizia di Pozzuoli
Il Commissariato di Polizia di Pozzuoli

Ma, ecco il colpo di scena.

Esattamente un mese dopo la presentazione della denuncia-querela in Procura, il 25 febbraio 2016, l’avvocato Fanuzzi ed il suo collega Pippo Caruso (in qualità di procuratore speciale di Paolo Ismeno) sottoscrivono, presso il Commissariato di Polizia di Pozzuoli, una remissione di querela, proposta dallo stesso Fanuzzi e accettata da Caruso (per conto di Ismeno).

Contestualmente, nello stesso giorno, l’avvocato Fanuzzi firma una dichiarazione ufficiale di “rinnovata stima” nei confronti di Ismeno e riceve, accettandolo, da quest’ultimo, un assegno circolare del valore di 500 euro,  dichiarando di non avere null’altro a pretendere “in causa ed in conseguenza dei fatti richiamati nel procedimento penale” scaturito dalla sua denuncia-querela nei confronti di Ismeno.

L'attestato di stima firmato da Fanuzzi nei confronti di Ismeno
L’attestato di stima firmato da Fanuzzi nei confronti di Ismeno il 25 febbraio 2016

Caso chiuso?

Sembrerebbe di sì, se non fosse che, il 28 febbraio 2016 (ossia appena tre giorni dopo la remissione di querela, l’attestazione di stima nei confronti di Ismeno e la ricezione dell’assegno da parte del commercialista-assessore) l’avvocato Fanuzzi decide, attraverso il suo blog, di rendere pubblico l’esito della vicenda e, nel farlo, usa termini non certo teneri nei confronti dell’operato professionale di Ismeno per il caso specifico, lascia esplicitamente intendere che la stima attestata per iscritto nei confronti di Ismeno è soltanto un atto formale, e, che per recuperare tale stima, a suo dire, “non basterebbero 500 miliardi di euro”, stigmatizzando anche il ruolo istituzionale ricoperto dal commercialista nella sua qualità di assessore alle finanze del Comune, carica che Ismeno ha iniziato a ricoprire poco più di un mese prima della presentazione della denuncia da parte dell’avvocato Fanuzzi.

Il post pubblicato da Fanuzzi sul suo blog
Il post pubblicato da Fanuzzi sul suo blog il 28 febbraio 2016

Agli occhi di un osservatore neutrale, appare tutto molto strano.

Un avvocato che accusa di un reato molto grave un commercialista che ricopre un importantissimo incarico politico, il politico-commercialista che non controdenuncia chi lo accusa di un reato così infamante e accetta che costui ritiri la querela in cambio di un attestato di stima e versandogli dei soldi per chiudere la lite.

Infine, lo stesso denunciante che rincara la dose in “rete”.

Circostanza che Pozzuoli21 ha scoperto soltanto qualche giorno fa, per una singolare coincidenza.

Siamo davvero curiosi di sapere come andrà a finire questa storia e se ci saranno ulteriori colpi di scena.

Al momento in cui scriviamo, per questo procedimento penale, ci risulta che, presso il giudice per le indagini preliminari Vincenzo Alabiso, penda una richiesta di archiviazione firmata dal pm Anna Frasca.

Ma se è vero che, per il reato di millantato credito, non esiste la possibilità di rimettere la querela bensì si debba procedere d’ufficio, ci sono tutti i presupposti per ipotizzare che la vicenda sia tutt’altro che chiusa.

E, di fronte alle cose inizialmente denunciate da Fanuzzi, ma soprattutto visto che c’è di mezzo un politico, sarebbe davvero opportuno che la giustizia  accerti se siamo di fronte ad un semplice malinteso tra due professionisti o se c’è dell’altro che l’opinione pubblica abbia il diritto di sapere.

Vedremo, dunque, se il giudice per le indagini preliminari accoglierà la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero o se respingerà questa richiesta, ordinando al pm di proseguire nelle indagini e, come previsto dal codice di procedura penale,  di formulare le imputazioni nella richiesta di rinvio a giudizio a carico di Paolo Ismeno.