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Piano intermodale in consiglio comunale

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Lunedì prossimo torna il consiglio comunale. Diciannove i punti all’ordine del giorno della seduta, che si terrà a partire dalle 15.30 sempre al rione Terra.

Il primo argomento di discussione riguarderà le opere del piano intermodale: il parlamentino civico sarà infatti chiamato ad approvare una delibera di Giunta (la numero 34 dl 21 marzo) con cui l’Amministrazione approva l’aggiornamento grafico del piano regolatore generale proprio in virtù dei lavori pubblici da eseguire in base alla legge 887 del 1984, a cominciare dalla famigerata bretella di collegamento tra la tangenziale di via Campana e il porto, opera finora finanziata soltanto parzialmente.

Una questione, quella del piano intermodale, su cui lunedì prossimo gli eletti dal popolo dovranno discutere anche sulla base di due specifiche interrogazioni consiliari presentate (fin dal 30 gennaio) al sindaco Enzo Figliolia da due esponenti di opposizione, Tito Fenocchio e Salvatore Maione.

“Tra gli interventi previsti nel piano –scrivono infatti Fenocchio e Maione- vi sono: l’intervento denominato C/15 (riqualificazione di via Artiaco con creazione di un cavalcaferrovia collegante via Artiaco con via Vecchia S. Gennaro) dal costo di 8.500.000 euro, fermo per mancanza di fondi; l’intervento denominato C/11 1° lotto (prolungamento di via Fascione fino a creare una bretella per imboccare la tangenziale per Monteruscello) dal costo di 9.500.000 euro, fermo per mancanza di fondi; l’intervento denominato C/4 (ex sottopasso Campi Flegrei, oggi progetto di sistemazione fognario e sistemazione assetto viario) dal costo di 7.450.000 euro, fermo per mancanza fondi; l’intervento denominato C/11 2° lotto (collegamento Porto-Tangenziale) dal  costo di 153.980.000 euro, di cui è stato finanziato il primo stralcio con 73.980.000 euro di fondi Fers mentre i rimanenti 80 milioni di euro dovrebbero essere finanziati con fondi Fas; l’intervento di adeguamento del porto di Pozzuoli, per il quale è quasi ultimato il prolungamento del Molo Caligoliano che ad oggi è parzialmente utilizzato come cantiere per l’intervento di completamento della banchina attracco traghetti, per un costo di 9 milioni di euro, tutto fermo per mancanza di  fondi”.

“Visto l’ormai prolungarsi dei danni (per opere cominciate e non ancora ultimate) arrecati a tutto il sistema di mobilità della città di Pozzuoli –scrivono i due consiglieri di opposizione- chiediamo di conoscere se il sindaco intenda verificare se sussistono le condizioni di inadempienza da parte dei concessionari –oggi contraenti generali– al fine di revocarne i contratti e di inviare alla Procura Generale della Corte dei Conti tutti gli atti inerenti le opere non ancora completate per verificare se esistono responsabilità contabili per l’evidente danno arrecato alla città di Pozzuoli”.

Sempre a proposito del piano intermodale, ancora Fenocchio e Maione chiedono lumi  al Primo Cittadino su uno degli interventi previsti, ossia la nuova galleria ferroviaria che collegherà le stazioni di Gerolomini e Vallone Mandria.

“Il progetto –scrivono nella loro interpellanza congiunta i due esponenti dell’opposizione-  prevede la creazione di una galleria che parte dai Gerolomini fino a località Vallone Mandria, lo scopo è quello di interrare i binari per liberare il centro abitato dalla vecchia linea tra l’altro a binario unico, si prevede anche la creazione di una piattaforma a Vallone Mandria e l’acquisizione di Villa Maria per costruire il fabbricato viaggiatori. Siccome, allo stato sono state eseguite solo le opere civili della galleria e i lavori sono fermi da anni nonostante siano stati spesi circa 100 miliardi delle vecchie lire, chiediamo di sapere se il sindaco abbia compulsato il presidente della Regione Campania, in qualità di commissario straordinario della legge 887/84, affinchè abbia certezza del completamento delle opere in oggetto e se il sindaco voglia mettere in campo tutte le procedure tese ad acquisire al Demanio Comunale tutte le aree dismesse oggi in concessione alla Sepsa”.

La questione dunque è molto spinosa e si preannuncia un dibattito altrettanto interessante per capire quale dovrà essere la sorte di queste opere attese da così tanto tempo e ancora praticamente al palo.

Ma la seduta consiliare prevede anche altri argomenti di non minore interesse.

Ci sono infatti innanzitutto tre lavori di somma urgenza da approvare (da 2.500 euro per eliminare alcuni pericoli in via Cuma-Licola, da 13.200 euro per ripristinare la viabilità in via Vecchia Campana e la sicurezza di via Campiglione, da 15.000 euro per interventi a salvaguardia della pubblica e privata incolumità).

Ma nell’ordine del giorno sono previste anche le ratifiche di sei debiti fuori bilancio, l’approvazione di tre regolamenti (sui centri sociali per anziani, sul funzionamento della commissione pari opportunità e sul funzionamento dell’osservatorio per la refezione scolastica), la modifica di due regolamenti (uno sull’Imu per quanto riguarda le imprese agricole professionali e un altro sul trasporto scolastico, che prevede la gratuità del servizio a favore degli alunni “trasferiti” in altri plessi lontani dalla propria zona di residenza quando l’edificio scolastico è inagibile per cause di forza maggiore) e, soprattutto, un ordine del giorno, presentato come primo firmatario dal consigliere Elio Buono, che riguarda la gestione del contenzioso dell’Ente.

In pratica, il parlamentino civico dovrà votare un atto di indirizzo con cui si stabiliscono alcune novità importanti.

Innanzitutto, che, “di fronte a contenziosi dall’esito incerto” bisognerà “privilegiare il ricorso ad accordi transattivi”.

L’obiettivo è quello di arrivare ad accordi immediati tra il Comune e chi, per qualsiasi motivo, fa causa al Municipio, in modo da scongiurare il pagamento di spese legali  e di giudizio molto spesso evitabili.

L’ordine del giorno, in particolare, prevede che, per accordi fino ad un valore di 5.000 euro, l’intesa può essere sottoscritta direttamente dal dirigente  e va comunicata, per un’attività di verifica, all’assessore alle finanze ed alla commissione consiliare bilancio.

Per importi superiori a 5.000 euro, invece, dovrà essere la Giunta, con un apposito atto deliberativo, ad autorizzare la transazione a firma del dirigente, ma sempre dietro parere preventivo dello stesso dirigente (e del legale incaricato della difesa del Municipio) sulla convenienza dell’accordo per l’Ente.

La novità più importante è che, in ciascun caso, il servizio comunale competente sulle cause che hanno generato il contenzioso, dovrà presentare all’ufficio legale dal Comune (entro cinque giorni dalla richiesta di quest’ultimo) una dettagliata relazione su ciò che ha provocato il danno per il quale il cittadino trascina in giudizio il Municipio.

Non solo: nell’ordine del giorno in questione verrà anche dato l’indirizzo di “privilegiare incarichi a professionisti operanti sul territorio comunale, purchè, all’atto del conferimento dell’incarico, non abbiano in corso il patrocinio di giudizi contro l’Ente e, pertanto, non si trovino in condizioni di incompatibilità o di conflitto di interesse, così come prescritto dall’ordinamento giuridico e dal codice deontologico forense”.

Inoltre, si legge sempre nel documento che sarà sottoposto all’Assise, “al fine di economizzare e garantire una più efficace difesa dell’Ente, fatti salvi i casi di rilevante importanza  e relativi a questioni di alta complessità, che richiedono specifiche professionalità, gli incarichi vanno conferiti attraverso apposite convenzioni relative a specifiche materie”.

Infine, “per contrastare il crescente fenomeno delle richieste di risarcimento danni derivanti da buche stradali, tombini eccetera e per fronteggiare con la massima determinazione ogni possibile attività fraudolenta”, la proposta dei firmatari dell’ordine del giorno è quella di “realizzare un’apposita banca dati al fine di evidenziare eventuali ripetitività di testimonianze e sinistri e procedere a trasmettere apposita informativa all’Autorità Giudiziaria”.

L’obiettivo è fin troppo chiaro: combattere qualsiasi tentativo di “speculazione” sulle cause per risarcimento-danni.

Un argomento di cui il parlamentino civico discute ogni volta che si devono approvare debiti fuori bilancio.

Debiti che, evidentemente, se fossero gestiti con più attenzione, sarebbero molto meno dispendiosi per il Municipio e dunque per l’intera collettività.

(da “Il Corriere Flegreo” del 30 aprile 2013)

 

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