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Piano Regolatore a Pozzuoli: ce n’è uno per gli “amici” e uno per “tutti gli altri”?

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Il retropensiero della scoperta di cui sto per raccontarvi è davvero inquietante.

Già: perché forse non lo sapete, ma  Pozzuoli è una città in cui esistono addirittura due piani regolatori generali, anziché uno.

O meglio, un elenco di norme attuative dello strumento urbanistico che risultano, in almeno due parti, differenti, a seconda del “formato” del Prg di cui si sia in possesso.

In pratica, su quello cartaceo c’è scritta una cosa e su quello “virtuale” ce n’è scritta un’altra.

E vai a capire adesso in base a quale delle due versioni sono stati rilasciati eventuali permessi a costruire!

E vai a capire se, per caso, qualcuno con i “santi in paradiso” ha potuto usufruire della versione più “favorevole” alle proprie esigenze, e, magari qualcun altro “figlio di nessuno” si è dovuto arrendere alle prescrizioni più restrittive.

Lo so. Adesso state pensando che io sia impazzito.

Ma non è così e vi spiego perché.

Tre mesi fa, il 18 novembre, il presidente dell’associazione “Vita Flegrea”, Enrico Scotto di Minico  (avvocato civilista che molti ricorderanno come ex vicesindaco di Pozzuoli  ed attualmente è coordinatore flegreo dell’Italia dei Valori) ha protocollato in Municipio una lettera inviata al dirigente dell’ufficio tecnico comunale Mino Cossiga e, per conoscenza, al sindaco Enzo Figliolia e all’assessore all’urbanistica Roberto Gerundo.

Per chiedere una cosa apparentemente singolare, e cioè “di conoscere se il piano regolatore e le norme di attuazione pubblicate sul sito internet del Comune di Pozzuoli siano conformi a quelli approvati e vigenti”.

Facile immaginare lo scompiglio che un interrogativo del genere  possa aver creato nelle “stanze dei bottoni”.

Perché è fin troppo chiaro anche a un bambino che, chi pone un interrogativo del genere, non lo fa per perdere tempo ma già ne conosce la risposta e sa dove vuole “andare a parare”.

Dunque cerca di capire soltanto se al Comune si sono accorti che c’è qualcosa che non quadra.

E dal Comune rispondono dopo 15 giorni, il 3 dicembre, con una lettera  firmata dal funzionario responsabile dell’ufficio urbanistico (Nicola Pisano) e congiuntamente anche dal dirigente Mino Cossiga.

In sostanza dall’Ente si afferma che “il piano regolatore generale pubblicato (…) è conforme a quello approvato ed attualmente vigente”.

Ma si affrettano anche a precisare (…) l’eventualità che nel lavoro di trasposizione possa essersi verificato qualche errore grafico e/o normativo”.

Cioè dicono che può essere capitato qualche sbaglio o nei disegni o nel contenuto.

E infatti consigliano di “contattare sempre l’ufficio competente per richiedere un’apposita certificazione” allo scopo di ottenere “un puntuale inquadramento urbanistico, anche in relazione alle specifiche normative tra i vari livelli di pianificazione e di vincoli operanti sul territorio”.

In sostanza, dicono dall’ufficio urbanistico, se volete andare sul sicuro, non andate a leggere il Prg su internet ma prendetevi le carte al Comune.

Ed ecco che arriva la controreplica dell’associazione “Vita Flegrea”, con una lettera protocollata in Municipio mercoledì scorso 19 febbraio.

In questo documento, il presidente del sodalizio Enrico Scotto di Minico, dice che “non corrisponde al vero” l’affermazione del Comune secondo cui “il piano regolatore pubblicato è conforme a quello approvato (sul sito internet comunale, n.d.r.) ed attualmente vigente”.

L’avvocato Scotto spiega infatti che “dal confronto (del Prg pubblicato sul sito internet) con una copia in possesso dello scrivente (copia autenticata dal Segretario Generale del Comune di Pozzuoli e consegnata alla Commissione Edilizia Integrata in data 13 luglio 2004) si rilevano immediatamente alcune significative differenze nella sezione Norme di Attuazione”.

Il presidente dell’associazione “Vita Flegrea” elenca le differenze tra le due versioni delle norme attuative del Prg.

E scrive che, sul sito internet, all’articolo 36 delle stesse norme di attuazione, rispetto alla versione cartacea, “manca un intero paragrafo prima dell’ultimo, ovvero “nelle subzone E1 e E2 è ammessa la realizzazione di campeggi in conformità al successivo artiicolo 52 (subzona G2)”.

E, sempre sul sito internet comunale, all’articolo 52 delle norme di attuazione del Prg (zona G, ricettività e complessi turistici), “alla fine del secondo paragrafo, dopo le parole “non superiore al 20% dell’esistente” risulta aggiunto il seguente periodo “quest’ultima esclusa nelle subzone G1 ricadenti in zona di Protezione Integrale del P.I.P. dei Campi Flegrei”, periodo non presente nella copia conforme in possesso dello scrivente”.

L’avvocato Scotto conclude la sua lettera così: “Fermo restando che un più approfondito confronto, forse permetterebbe di scoprirne altre, occorre qui rilevare che le difformità sopra rilevate non sono mere differenze semantiche ma modificano in maniera rilevante la possibilità di ottenere il rilascio di permessi a costruire. La risposta dell’Ufficio Tecnico del Comune di Pozzuoli, alla luce di quanto suesposto, è preoccupante perché evidenzia  che proprio l’Organo deputato alla Gestione e Pianificazione del Territorio non conosce le norme da applicare e ci si chiede, a questo punto, quale sia la normativa applicata dall’Ufficio Tecnico Comunale.

Il noto civilista puteolano si dice “sicuro” che si “provvederà alla doverosa verifica del Piano Regolatore pubblicato sul sito” e resta “in attesa di un sollecito riscontro”.

Ma la domanda delle “mille pistole” resta senza risposta: qual è la normativa applicata dall’Ufficio Tecnico Comunale?

Ed è sempre la stessa in ogni circostanza?

E, se non fosse sempre la stessa, con quale criterio si decide se applicare il Prg “cartaceo” o quello “internettiano”?

Interrogativi (per usare un termine caro al sindaco Figliolia) “da far tremare le vene ai polsi” e su cui i cittadini attendono risposte.

Nella speranza (e anche questo è un dato ancora da verificare alla luce dei rilievi dell’associazione “Vita Flegrea”) che i permessi a costruire finora rilasciati siano stati concessi seguendo sempre le norme di attuazione “ufficiali”.

In caso contrario, ci sarebbe da aspettarsi davvero di tutto.

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