Il candidato deputato Maria Carmine Tumiatti con il sottosegrtario uscente Gennaro Migliore, capolista alla Camera nel proporzionale

I sondaggi, nel collegio flegreo della Camera, danno il centrosinistra per spacciato.

C’è chi però non si dà per vinto in partenza.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che la sua candidatura all’uninominale era già pronosticata come un evento improbabile, se non impossibile.

Stiamo parlando di Maria Carmine Tumiatti, la 56enne insegnante puteolana di Religione su cui, il Pd, tra la sorpresa generale, ha puntato per tentare il “colpaccio”.

Professoressa Tumiatti, com’è nata la Sua candidatura?
Spontaneamente. D’istinto, durante uno degli ultimi direttivi cittadini del partito, quando si discuteva di questo argomento, al termine della dibattito, chiesi per quale ragione non si potesse avanzare una candidatura femminile da affiancare a quella maschile di Alfonso Artiaco. E proposi il mio nome. Il resto lo sapete già…

Sì, sappiamo bene che alla fine della fiera è stata scelta Lei. Ma non vorrà farci credere di essere riuscita in questo obiettivo senza l’ausilio di sponsor eccellenti all’interno del partito…
So che a qualcuno può sembrare strano, ma io non ho chiesto a nessuno di spendersi per la mia candidatura. Non sono una persona con ambizioni o velleità particolari.  Mi risulta che la decisione sia stata presa dalla direzione nazionale del partito.

C’è chi dice sia stato addirittura Renzi a darle il via libera…
Non ne ho idea. Chiedetelo al candidato premier…

La Tumiatti mentre firma la sua candidatura alla Camera

Lei però, oggettivamente, era la seconda scelta del Pd di Pozzuoli come rappresentanza territoriale del partito alle Politiche. Non teme che questa circostanza possa condizionare negativamente la Sua campagna elettorale?
Io, di certo, non vado al patibolo e, se qualcuno dovesse pensare una cosa del genere, sappia che si sta sbagliando. Sono il candidato del Pd e non credo proprio che il Pd, in tutto il collegio, abbia interesse a fare brutte figure. Sono convinta che i primi a sostenermi saranno gli amici Alfonso Artiaco e Roberto Laringe, così come io, da fondatrice del Partito Democratico a Pozzuoli, avrei fatto con loro a parti invertite. L’impegno mio sarà massimo per ottenere il risultato e non ho alcun dubbio su quello del Pd, a cui chiederò di insediare il mio comitato elettorale in tutti i circoli cittadini del collegio, condividendo ovviamente queste sedi con tutti gli altri candidati alla Camera e al Senato del partito nel collegio, sia per la quota uninominale che per quella proporzionale. Se mi permette, vorrei fare un ringraziamento particolare ai Giovani Democratici di Pozzuoli per il sostegno che già hanno pubblicamente manifestato alla mia candidatura.   

Perché un elettore del collegio numero 9 dovrebbe votare Maria Carmine Tumiatti alla Camera?
Perché sono una persona semplice, perché la mia professione è quella di educatrice e perché  penso che, come diceva Papa Paolo VI, la politica sia la più alta forma di carità. Ma soprattutto perché vivo e continuerò a vivere in questo territorio, di cui conosco a fondo i problemi. Non sarò né potrei mai essere come quei politici che prendono i voti e scappano. 

Se dovesse farcela, per cosa si batterà nell’aula di Montecitorio?
Credo che nel nostro Paese si debba cominciare a legiferare per gli ultimi. Penso, ad esempio a tante persone anziane o malate che non hanno la possibilità economica di pagarsi un’assistenza privata o anche in convenzione. E a tanti giovani che, da questa necessità, potrebbero trovare un’occupazione garantita dallo Stato…

Come la vede questa campagna elettorale?
Più che altro auspico che sia all’insegna dei contenuti, della lealtà e della correttezza. Io, almeno, voglio farla così. E mi sembra doveroso iniziarla con gli auguri di buon lavoro a tutti i miei avversari.