La “scoperta” l’ha fatta l’altro ieri Laura Iovinelli, fondatrice del gruppo Facebook “Pozzuoli è…”, con una fotografia scattata alle spalle della darsena, nel tratto di mare antistante la chiesa dell’Assunta.

Una visibile chiazza di liquami galleggianti (i soliti, per la verità) che, però, stando a quanto dichiarato tre settimane prima dal sindaco Figliolia, non avremmo mai più dovuto vedere in quella zona, con l’avvenuta entrata in funzione delle cinque pompe di sollevamento ripristinate dal Comune in via Cavour.

Se andiamo infatti a recuperare i commenti ad un post pubblicato il 7 febbraio sulla propria pagina Fb, il Capo dell’Amministrazione, a un cittadino che chiedeva se, con quell’intervento, sarebbe stato “chiuso per sempre lo scolo fronte Rione Terra-Chiesa Assunta”, rispose : “Esattamente. Con questo lavoro è segnata la parola fine a quanto avveniva”.

Riquadrata in rosso la promessa di Figliolia a un cittadino

Alla luce delle immagini di domenica in quel tratto di mare, l’autrice dello scatto ha stigmatizzato “proclami” e “post sensazionalistici” invitando chi di dovere a “fare sul serio” per la salvaguardia del nostro mare e gli elettori a farsi guidare dai “fatti” nelle proprie “scelte politiche”.

Il post pubblicato ieri da Laura Iovinelli

Attirandosi la risposta del sindaco Figliolia, che, sulla sua pagina social, ha replicato sostenendo che l’impianto delle pompe, così come scrivevo il 7 febbraio, funziona”, aggiungendo che a suo parere “quelle chiazze” sono “causa di correnti marine” e annunciando che avrebbe fatto  “effettuare accertamenti nel caso si trattasse di abusi”, ipotesi che lo stesso Sindaco sente “di escludere”.

Riquadrata in rosso, la risposta di Figliolia a Laura Iovinelli

Ci auguriamo ovviamente che Figliolia abbia già attivato i controlli annunciati e  che ce ne comunichi al più presto i risultati.

Sperando che sia meno scalognato rispetto all’ultima volta in cui egli attribuì un inquinamento del genere alle correnti marine.

Era infatti il 27 maggio scorso e il Sindaco ci tranquillizzava sulla balneabilità di Lucrino…ma fu smentito 55 giorni dopo da un consigliere della sua maggioranza (Mario Massimiliano Cutolo) il quale rivelò i veri motivi di quella fuoriscita di liquami, ossia un  guasto alle pompe di sollevamento comunali.

Sbagliare è umano. Perseverare sarebbe diabolico.

Incrociamo le dita.

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