Pozzuoli rischia di diventare zona rossa, al pari di Giugliano e Castellammare di Stabia.

Il provvedimento è al vaglio dell’Unità di Crisi della Regione Campania, così come anticipato poco fa dal TGR Rai.

Nel “capoluogo” flegreo, lo ricordiamo, secondo gli ultimi dati disponibili, ci sono 1.013 cittadini in quarantena, con un’escalation di contagi che ha fatto registrare ben 1.022 positività ai tamponi negli ultimi 33 giorni.

L’eventuale istituzione della zona rossa, per un periodo di tempo determinato, comporterebbe: il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutte le persone ivi residenti;  il divieto di accesso nel territorio comunale; la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; la sospensione delle attività commerciali e produttive, ivi comprese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie, pub, e simili), salvo che in modalità di consegna a domicilio, fatta eccezione per i soli i servizi alla persona ed attività connesse all’approvvigionamento di beni e servizi di prima necessità.

Il transito  in ingresso e in uscita dal territorio comunale  sarebbe consentito solo agli operatori sanitari e socio-sanitari, al personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività relative all’emergenza, nonché degli esercenti le attività consentite  e quelle strettamente strumentali alle stesse, limitatamente alle presenze che risultino strettamente indispensabili allo svolgimento di dette attività e a quelle di pulizia e sanificazione dei relativi locali e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

In sostanza, sarebbero sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità.

Resterebbero aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie.

Sarebbero chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati.

Sarebbero esclusi dai divieti i servizi bancari, assicurativi, finanziari, nonché le attività finalizzate ad assicurare la continuità della filiera produttiva.

Scatterebbe anche il divieto di allontanamento dalle proprie abitazioni se non per esigenze di approvvigionamento di beni e servizi di prima necessità, nonché per lo svolgimento delle attività – anche lavorative – relative alle categorie merceologiche e ai servizi non sospesi, per il cui espletamento sarebbe consentito anche l’allontanamento dal territorio comunale, ove necessario.

La decisione è attesa nelle prossime ore.