lunedì, Luglio 22, 2024
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Presentato a Palermo il Rapporto FondItalia 2024

Cresce la richiesta di formazione da turismo, sanità e commercio

Palermo, 21 giu. (askanews) – Con oltre 7 milioni di finanziamenti erogati per percorsi formativi, FondItalia, Fondo paritetico Interprofessionale per la formazione continua, nato dal sodalizio tra Federterziario e Ugl, si conferma ente di riferimento per le piccole e le micro imprese siciliane. È uno dei dati emersi nel corso della tappa palermitana, al Palazzo dei Normanni, del Roadshow organizzato in tutta la penisola dal Fondo Formazione Italia per presentare il Rapporto 2024. La Sicilia rappresenta una delle regioni con il più alto tasso di crescita e adesioni. Ad illustrare i dati raccolti è Egidio Sangue, direttore generale di FondItalia. “Al di là delle risorse raccolte, uno dei dati più significativi che emerge, è che la Sicilia ha utilizzato più risorse di quante in realtà non ne abbia devolute. Quindi c’è una grande fame di formazione. Un altro elemento interessante è la forte richiesta di formazione da parte delle micro imprese. Normalmente nel sistema nazionale i dati ci dicono che le micro imprese tendono ad alimentare il sistema, ma poi non si trovano nella condizione di utilizzare le risorse finanziarie per una serie di motivi legati, in parte, ad una eccessiva complessità burocratica imposte dalle norme. Mi riferisco non solo alle risorse messe a disposizione dai Fondi interprofessionali ma anche dal Fondo sociale europeo e da tutti gli strumenti. Di contro devo dire che in Sicilia, ma non solo, abbiamo un apprezzabile incremento della richiesta di formazione da parte delle micro imprese, che sono quelle che ne hanno maggior bisogno perché ovviamente si trovano più marginalizzate rispetto ai grandi processi di trasformazione e non sono attrezzate. Tra l’altro, i fondi interprofessionali non si limitano alla mera funzione finanziaria ma offrono soprattutto alle micro imprese un sistema di assistenza, costituito dalle parti sociali, dalle reti e dagli enti di formazione, che stimola le medesime e gli dà un supporto sufficiente affinché queste possano meglio comprendere l’importanza della formazione e quindi essere messi in formazione”.Promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori rappresenta la chiave per sostenere lo sviluppo e l’innovazione delle aziende. E le adesioni diventano sempre più trasversali, a conferma della necessità in ogni settore di una formazione costante e sempre più al passo coi tempi.”Abbiamo una forte richiesta dal settore turistico, che è uno dei più rilevanti per la Sicilia – prosegue Egidio Sangue – E, tra l’altro, uno dei settori che ha maggiormente sofferto. Abbiamo un incremento di domanda turistica e le imprese della filiera, come ospitalità e ristorazione, hanno sempre più difficoltà a trovare competenze. Quindi, in parte, suppliscono cercando di formare il proprio personale. Tra l’altro, le esigenze del turista sono cambiate e, a parte la conoscenza delle lingue, il personale è chiamato spesso a utilizzare tutta una serie di strumenti informatici e telematici atti a soddisfare le nuove esigenze del turismo. Poi c’è il settore sanitario, ovviamente noi ci rivolgiamo alla sanità privata, che ha manifestato particolare interesse alla formazione continua. E poi ci sono il mondo del commercio, quello dei servizi e del manifatturiero. Quindi parliamo di molteplici settori, diversificati da area ad area. Ma il coronamento dell’attività di un Fondo interprofessionale – conclude – non è soltanto la raccolta, che è determinante ai fini del finanziamento, ma la messa a terra e l’utilizzo delle risorse finanziarie”.Tra le esigenze emerse nel corso della tavola rotonda quella di migliorare l’offerta formativa affinché risponda sempre più efficacemente ad un mercato del lavoro in continua evoluzione. “Bisogna aprire ad un dialogo costante con le imprese e cominciare a programmare in una logica di partenariato pubblico privato – spiega Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario – Oggi la formazione non è più un settore trasversale ma diretto, che coinvolge tutti i mercati. Quindi è necessario interloquire direttamente con chi poi deve assumere le persone, per poter programmare la formazione secondo un processo continuo che esca dalla logica descrittiva di albi che indirizzano a monte verso professioni che il mercato non riconosce”.Gli incontri di FondItalia sul territorio rappresentano un’occasione per rafforzare non solo il dialogo con le imprese del territorio ma anche quello con le istituzioni locali, fondamentali per una formazione sempre più diffusa ed efficace. Prossima tappa, il 4 luglio, a Napoli.

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