Ricevo e pubblico*

Egregio Direttore, ho deciso di scriverLe queste poche righe dopo aver letto con attenzione ed interesse l’intervista da Lei pubblicata al signor Antonio Visone.

Come Lei certamente saprà, fino a pochi mesi fa ho ricoperto la carica di Coordinatore Cittadino di SEL Pozzuoli, ma ci tengo a precisare che questa lettera ha carattere puramente personale.

Da tale incarico, infatti, fui costretto a dimettermi a causa della necessità di trasferirmi in Germania, dove risiedo tuttora e dove lavoro come ricercatore dottorando.

La necessità di lasciare il mio Paese è stata dovuta, oltre che ad un’opportunità difficilmente rifiutabile, alla situazione drammatica in cui, come è risaputo, versa la ricerca in Italia, per cui i giovani vengono dapprima formati, per poi essere costretti ad andare via in quanto non messi nelle condizioni di poter mettere a frutto le proprie potenzialità.

Ho però continuato a seguire con interesse i fatti legati al mio Paese ed alla mia città in particolare, della quale sono e sarò sempre innamorato, ed essendo tornato per le ferie estive proprio come il signor Visone, ci terrei ad esprimere la mia opinione su alcune questioni, sfruttando lo spazio che vorrà gentilmente concedermi.

Nell’intervista da Lei riportata, vengono esposte una serie di problematiche inerenti alla città di Pozzuoli, temi sicuramente importanti e che riguardano la vita di tutti i cittadini.

Devo dire però che il mio punto di vista è decisamente meno pessimista.

Al di là del lavoro che ho avuto modo di toccare con mano nei mesi in cui ho fatto parte in maniera diretta della “classe dirigente” di questa città, tornandovi dopo diversi mesi ho potuto però avvertire pienamente quei piccoli passi avanti e quei tanti sforzi che giorno dopo giorno si stanno compiendo per migliorare e modernizzare Pozzuoli.

Ciò che vedo, e questo è sicuramente l’aspetto che maggiormente mi colpisce, è la presenza di una visione, di un progetto ben preciso, che mira a fare di Pozzuoli, negli anni a venire, una città al livello di altri moderni centri europei.

E’ ovvio che la strada verso tale modello di sviluppo è lunga e ardua, ma, dopo molti anni di nulla, finalmente qualcosa si sta muovendo, e onestamente non posso negare di trovare la città ogni volta migliorata un po’ di più.

Venendo nel dettaglio a quanto affermato dal signor Visone, piu` volte nel corso della Sua intervista, si riferisce a colpe non meglio precisate da additarsi alla politica, rea di non fare abbastanza per la città, oltre ad un invito ai cittadini a prendere in mano la situazione.

A dirla tutta, per quella che è stata finora la mia esperienza in Germania, paese tra l’altro in cui lo stesso signor Visone afferma di vivere da molti anni, molti dei recenti provvedimenti presi a Pozzuoli, e che hanno generato reazioni al limite della sommossa popolare, costituiscono lì invece la normalità.

Lungomare: la zona a traffico limitato di corso Umberto
Lungomare: la zona a traffico limitato di corso Umberto

In Germania le ZTL, i parcheggi a pagamento, le aree videosorvegliate, e così via, sono espedienti comuni per garantire la vivibilità nelle città, e nessuno si lamenta, bensì la politica viene lasciata lavorare e tutti contribuiscono, nel loro piccolo, al bene comune.

Poi al momento del voto si esprime il proprio giudizio, unitamente alla propria preferenza, su quello che è stato l’operato di un’amministrazione.

Oltretutto, devo correggere alcune imprecisioni.

Tanto per cominciare, i parcheggi in Germania sono gratuiti per le prime due ore solo in alcune zone periferiche (almeno nella zona in cui io vivo, a circa un centinaio di chilometri da Francoforte), mentre nel centro città, o nei parcheggi sotterrani e multipiano, si pagano e anche profumatamente.

Stesso discorso dicasi per i mezzi di trasporto pubblico, che non sono affatto economici (2,40 euro per una corsa), seppur garantiscano un servizio impeccabile.

Non è inoltre vero che non ci siano difficoltà di parcheggio: diciamo che un posto in genere lo si trova sempre, ma non necessariamente, come da nostra pessima abitudine, fuori all’ingresso del locale in cui vogliamo recarci.

E lì una ZTL, per inciso, non e` vista come un tentativo di uccidere la ristorazione o l’economia cittadina, bensì come un aiuto ad essa.

I famigerati "paletti" del lungomare, diventati aree di sosta...
I famigerati “paletti” del lungomare, diventati aree di sosta…

Parlando di misure quali i tanto discussi paletti di via Napoli, c’è da dire che in Germania non ve n’è bisogno perchè nessuno si sognerebbe mai di entrare in una zona a traffico limitato, o andare contromano, o in generale di infrangere qualsiasi regola del codice della strada.

Allora forse, e questo in fondo è il succo del mio pensiero: prima di criticare la politica, che oggi alla fin fine è diventata il facile capro espiatorio di tutte le nostre mancanze in quanto cittadini, dovremmo cominciare a fare tutti un po’ di sana autocritica, cercando di aiutare in maniera costruttiva chi ci governa e di spenderci in prima persona per migliorare quanto possediamo, senza fare di tutta l’erba un fascio.

Anche perchè, del resto, fa molto comodo ad alcuni politici nascondersi dietro a quel “sono tutti uguali”.

E in questo rientra anche l’evitare, possibilmente, di sparare a zero in maniera insensata (vedi la questione dei trasporti pubblici, non di competenza dei Comuni; e del resto la Giunta Caldoro, principale responsabile dello sfacelo del trasporto pubblico in Campania, mi pare sia stata democraticamente eletta).

Aiuterebbe inoltre anche avere l’onestà intellettuale di criticare quando occorre farlo, ma riconoscendo anche che molto è già stato fatto negli ultimi anni, senza usare espressioni come “basta con il fumo negli occhi”, perche` altrimenti si scade nel qualunquismo e nel populismo.

Del resto una città che vuole ricostruirsi ripartendo da un’economia improntata sul turismo ha bisogno di tempo: non si puo’ di certo pretendere che i vigili, magari in là con gli anni, imparino da un giorno all’altro l’inglese.

Un processo del genere è per forza di cose lungo e va basato sulle nuove generazioni.

Concludo, perchè non voglio dilungarmi ulteriormente, che occorrerebbe, quando si parla di politica, un po’ di rispetto in più per tutte quelle persone che, senza incarichi, senza compenso e senza apparire, lavorano ogni giorno per pura passione e senso civico.

A loro si dovrebbe solo un enorme grazie, e non un “ribelliamoci altrimenti non cambia mai niente”, perche` proprio loro sono invece i principali artefici di un lento, ma costante cambiamento!

*Antonio D’Isanto 

(nella foto-copertina, l’autore della lettera)