Il risultato era abbastanza scontato, ossia la vittoria di Matteo Renzi, ma forse  era meno scontato il distacco non abissale tra il sindaco fiorentino e il suo principale sfidante Gianni Cuperlo né soprattutto la grande partecipazione di cittadini a questa competizione.

Alle primarie per eleggere il nuovo segretario del Pd, nelle 68 sezioni e 9 seggi “capoluogo” flegreo si sono infatti presentate a votare ben 4.097 persone.

Un dato di affluenza notevolissimo non solo in relazione alle preferenze conquistate dal Partito Democratico alle elezioni comunali dello scorso anno (10.627), ma specie se paragonato alla consultazione popolare che esattamente 12 mesi fa coinvolse l’intera coalizione per la scelta del candidato premier del centrosinistra e vide alle urne 2.244 puteolani (in 1.751 -pari al 78,03%- scelsero Bersani e in 488 -pari  al 21,75%- puntarono su Renzi).

I risultati di oggi a Pozzuoli invece vedono Matteo Renzi imporsi con 2.479 preferenze (pari al 60,51%), seguito a ruota da Gianni Cuperlo (1.337 voti pari al 32,63%) e da Pippo Civati (255 voti pari al 6,22%.). 26 il totale delle schede bianche e nulle (pari complessivamente allo 0,64% dei votanti).

Grazie a questi risultati (confrontabili con il dato nazionale e campano cliccando http://www.primariepd2013.it/ : si può agevolmente notare che Renzi è in calo rispetto al dato nazionale e regionale, Cuperlo è in ascesa rispetto al dato  regionale  e quasi raddoppia la percentuale rispetto al dato nazionale, mentre Civati crolla rispetto al dato nazionale e ha una flessione rispetto a quello regionale), Pozzuoli ha due delegati all’assemblea nazionale del Pd: il sindaco Enzo Figliolia per l’area Renzi e l’architetto Luigi Carnovale per l’area Cuperlo (non scatta il seggio invece per il rappresentante puteolano dell’area “civatiana”, l’ex consigliere Paolo Ismeno).

Inutile dire che il successo “renziano” a Pozzuoli è stato dovuto proprio alla scelta di Figliolia di schierarsi col “rottamatore”.

Scelta che ha coinvolto una parte molto consistente tra i “fedelissimi” nell’elettorato del Capo dell’Amministrazione.

Ma Figliolia forse si aspettava di vincere con uno scarto maggiore rispetto alla sinistra del partito, quella che rappresenta Cuperlo e che a Pozzuoli  ha l’appoggio del deputato Massimo Paolucci, di tre consiglieri comunali (il capogruppo Elio Buono, Ciro Del Giudice e la new entry “cozzoliniana” Niki Della Corte) e di un assessore (Franco Fumo).

Invece, i “cuperliani” si sono dati da fare e hanno conquistato addirittura un terzo dei voti, attestandosi  come secondo miglior risultato complessivo di collegio nella provincia di Napoli, affrontando un “colosso” costituito non solo dal Sindaco ma anche da almeno un assessore (Franco Cammino) e da ben sei consiglieri comunali su nove del Pd (Gennaro Testa, Gigi Manzoni,  Lucio Terracciano, Mimmo Pennacchio, Salvatore Caiazzo e Vincenzo Daniele).

Il tutto tralasciando qualche elettore esterno al Pd che pure sembra sia andato a votare a queste primarie, anche se ovviamente nessuno sa e può dire per quale dei tre candidati.

Il dato politico qual è?

Due sembrano quelli principali. Sicuramente l’ala sinistra del partito ha mostrato la sua forza e chissà che presto non ne chieda il “conto” in termini di ulteriore “visibilità” amministrativa o di futuri incarichi politici.

Con altrettanta sicurezza possiamo dire che Figliolia è riuscito a trascinare molti (ma non la totalità) dei suoi sostenitori “storici” dalla corrente del partito “non rottamatrice” (quella bersaniana) a quella “rottamatrice” renziana.

Diciamo pure che il Sindaco, avendo fiutato l’aria e volendo probabilmente ritagliarsi un ruolo anche più forte rispetto a quello territoriale, è abilmente saltato sul carro del sicuro vincitore di queste primarie.

Scelta legittima, per carità.

Solo che ora, per coerenza, dovrà cominciare a fare il “rottamatore” anche a Pozzuoli.

Da adesso in poi, aspettiamo dunque che dia segnali concreti in tal senso.