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Produttività: premi “fuorilegge” ai dipendenti comunali?

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Sono legali i premi di produttività che l’Amministrazione sta pagando ai dipendenti comunali? A chiederselo è il consigliere di opposizione Tito Fenocchio, che, sul delicato argomento, ha presentato un’interrogazione indirizzata al segretario generale municipale Matteo Sperandeo e al sindaco Enzo Figliolia. Nella sua interpellanza, protocollata mercoledì scorso, l’esponente di minoranza sottolinea che secondo specifiche “prescrizioni di legge” regolate dal decreto legislativo numero 150 del 2009 e “nei termini del contratto collettivo nazionale di lavoro, la premialità è preordinata con specifici documenti regolamentari, tra i quali il piano delle performance”, la “deliberazione degli obiettivi del piano esecutivo di gestione” e il “raggiungimento degli stessi obiettivi accertati dall’organismo indipendente di valutazione dei dirigenti”: il tutto “per evitare possibili danni, per l’Ente e per gli stessi lavoratori, da erogazioni irrituali”.

Fenocchio (nella foto a sinistra) chiede, in sostanza di “conoscere con quali atti sono stati deliberati, resi pubblici ed efficaci i documenti presupposti di programmazione; quali sono stati gli atti presupposti di Peg; quali sono i progetti approvati; quali sono le modalità di erogazione della premialità incentivante”.

 

 

 

 

In sostanza, secondo il consigliere eletto con la lista civica “Uniti per la Libertà”, il piano esecutivo di gestione deve essere approvato dalla Giunta su proposta del segretario generale (nella foto in basso a sinistra) entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio preventivo, dopodiché, una volta che sono stati stabiliti gli obiettivi da raggiungere per ogni dirigente, gli stessi dirigenti devono elaborare i progetti di produttività per i dipendenti ed il piano delle performance e infine, la produttività ai dipendenti (e agli stessi dirigenti) deve essere pagata soltanto quando viene certificato il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Tutto questo, negli ultimi due anni, è avvenuto secondo la procedura prevista dalla legge, giacchè i primi acconti sulla produttività sono stati già liquidati?

O c’è il rischio che le cose siano state fatte senza mettere le carte a posto, facendo correre a tutti i “premiati” il rischio di dover restituire al Municipio i soldi finora percepiti a titolo di incentivo?  

Le risposte da parte dell’Amministrazione arriveranno nel corso della seduta di consiglio comunale convocata per lunedì prossimo 30 settembre a partire dalle ore 18 nella consueta sede istituzionale di Palazzo Migliaresi, al rione Terra: l’interpellanza di Fenocchio è stata infatti inserita come 11° e ultimo punto all’ordine del giorno della seduta.

In questa stessa riunione del parlamentino civico, dovranno essere votati anche altri atti: la convenzione per la gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, l’accordo di programma per la realizzazione del piano sociale regionale per la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria, la cittadinanza onoraria a Padre Camillo Martone, l’approvazione di quattro regolamenti (riguardanti il testamento biologico, la toponomastica, la numerazione civica e l’osservatorio sul lavoro nero) la variazione di bilancio per istituire il fondo di emergenza destinato ai familiari delle vittime della tragedia di Monteforte Irpino e l’approvazione dell’avviso pubblico rivolto ai privati per la realizzazione di attrezzature di quartiere (aree di parcheggio e di verde attrezzato), ossia i cosiddetti “standard urbanistici”.

“Standard”. E non “stantard”, come ha inopinatamente scritto il disattento estensore dell’ordine del giorno pubblicato all’Albo Pretorio del Municipio.

Perché voglio sperare che si sia trattato soltanto di un errore di disattenzione, giacchè il “cambio” di consonante è perfettamente in “linea” con la pronuncia verbale della stessa parola in dialetto puteolano…

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