Gennaro Di Falco, Gennaro Vena e Benito Bucci, tre ambulanti del mercato di via Fasano

Sul piede di guerra i venditori del mercato al dettaglio di via Fasano. I 66 operatori concessionari degli 88 box assegnati dal Comune stanno infatti ricevendo dai vigili urbani le notifiche degli aumenti del canone di concessione di suolo pubblico.

Importi che l’Amministrazione ha rivisitato al rialzo nella misura di 70 centesimi mensili al metro quadrato in più (si passa da 7,30 a 8 euro al mese per ogni mq. occupato), soldi però che il Municipio vuole anche per il 2016, anno in cui è stata assunta questa decisione.

I primi venditori a cui è arrivata questa comunicazione (quelli del reparto alimentare e ortofrutticolo) oggi hanno rifiutato di ritirarla e sostengono di non avere alcuna intenzione di sborsare nulla in più di quanto attualmente versano.

Il pavimento squarciato all’interno del mercatino ortofrutticolo

“Al Comune devono imparare una volta per tutte che prima di chiedere soldi bisogna offrire servizi –tuonano Gennaro Di Falco, Gennaro Vena e Benito Bucci, in rappresentanza di tutti i loro colleghi- Dal giorno dell’apertura di questo mercato ci sono state fatte delle promesse per renderlo più funzionale rispetto a tutte le criticità che fin da subito abbiamo riscontrato, ma sono passati oltre tre anni e i problemi restano quelli di sempre: puzza di fogna, d’estate si soffoca dal caldo e d’inverno si soffre il gelo, la pavimentazione è distrutta perché fatta male, non è stato regolamentato il parcheggio esterno, non è stato spostato il giorno dei mercatini rionali dal mercoledì al lunedì in modo da evitarci la concorrenza di altri ambulanti. Siamo stanchi di essere presi in giro –concludono Di Falco, Vena e Bucci – Tre mesi fa erano stati annunciati 200mila euro in opere di manutenzione straordinaria qui dentro, ma invece dei lavori per farci stare come si deve anziché in un luogo che assomiglia ad un obitorio, al Municipio vogliono altri soldi da noi. Una follia!”.

Tuoni e fulmini anche dal sindacato degli ambulanti.

Il sindacalista Aldo Marcellini

“Ci troviamo di fronte ad una richiesta assurda –denuncia Aldo Marcellini, coordinatore nazionale di Unimpresa per il commercio su aree pubbliche Eventuali incrementi andavano comunicati in modo tempestivo agli operatori in modo che ciascuno di loro potesse scegliere se restare o andarsene alle nuove condizioni. E comunque non è possibile far accumulare debiti all’insaputa del debitore. Il Comune non può presentarsi oggi per dire che gli aumenti vanno applicati anche all’anno precedente. Ricorreremo in tutte le sedi possibili contro questi provvedimenti. E pretenderemo che, prima di discutere di ogni aggiornamento tariffario, si eseguano i lavori promessi, deliberati e già finanziati per entrambi i reparti del mercato alla minuta”.

Insomma, si preannunciano settimane difficili per l’Amministrazione su questo fronte.

Ma anche per i clienti del mercatino se gli ambulanti dovessero decidere addirittura di scioperare.