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Quattro sindacati contro la nuova piazza: “Ecco perché non ci piace per niente”

Ricevo e pubblico*

In merito al piano “occupazione suolo pubblico e dehors”, varato recentemente dall’Amministrazione comunale, le organizzazioni sindacali Ascom-Confcommercio, Casartigiani, Confesercenti e Confimprenditori, esprimono perplessità ed insoddisfazione.

Quanto attuato in Piazza della Repubblica, luogo pubblico e spazio della socializzazione ed aggregazione puteolana, ha prodotto qualcosa di differente da quello che ci si aspettava e da quanto l’Amministrazione comunale aveva manifestato nei propri intenti.

(foto tratta dalla bacheca Fb di Domenico Grande)
(foto tratta dalla bacheca Fb di Domenico Grande)

Una vistosa occupazione fatta di ombrelloni, sedie e tavolini, ha trasformato infatti un luogo pubblico in quello che in molti, tra i residenti e gli stessi operatori, vedono come un’estensione di uno spazio privato.

Come più volte ribadito, si è sempre ritenuto necessario una regolamentazione intelligente per l’occupazione degli spazi pubblici urbani.

Una regolamentazione in grado di far coesistere le esigenze degli operatori del settore somministrazione-ristorazione con quelle degli operatori di altri settori e le esigenze dei residenti che, giova ricordarlo, sono poi i primi potenziali clienti delle attività imprenditoriali che operano sul territorio.

Il piano varato dall’Amministrazione comunale doveva pertanto essere lo strumento per la tutela del decoro di piazze e vie cittadine in grado di permettere una migliore fruibilità dei luoghi e garantire agli operatori di lavorare in una situazione di chiarezza e legalità.

Questo invece non è avvenuto.

Inutile negare infatti che oggi, in Piazza della Repubblica ad esempio, qualunque altra fruizione dello spazio che non sia subordinata al consumo di bevande e vivande, risulti limitata.

L’Amministrazione comunale, che in merito alla stesura di tale piano, ha ritenuto unilateralmente di poter far a meno del contributo delle Associazioni Sindacali di Categoria comunicando ad esse solo quanto già deciso, ha prodotto uno strumento che di certo non ha creato un punto di equilibrio tra la libertà di impresa e la tutela del bene comune.

(foto di Enzo Buono)
(foto di Enzo Buono)

Come più volte ribadito, non si è contrari alla presenza di ombrelloni e tavoli degli esercizi pubblici in Piazza della Repubblica ma, così come avviene nei luoghi di pregio di piazze italiane ed estere, va salvaguardato il giusto rapporto percentuale tra spazio pubblico disponibile e spazio occupato da ombrelloni e tavoli.

Così come va salvaguardato, in tema di occupazione suolo pubblico, il diritto di tutti gli operatori del comparto somministrazione-ristorazione a poter usufruire delle medesime opportunità.

Per una maggiore chiarezza, poiché a volte si corre il rischio che si possa essere fraintesi e che il pensiero espresso possa essere deformato, rendendolo così facilmente “smontabile” e “rimodellabile”, si vuole ancora una volta chiarire che impegno delle Associazioni Sindacali di Categoria è la tutela dell’insieme di tutte le attività imprenditoriali, che suddivise nei vari settori merceologici di appartenenza, operano sul territorio.

Così come intento delle scriventi è impegnarsi per la correzione di quelle distorsioni che si ritiene possano danneggiare la maggioranza delle imprese tutelate.

A fronte di quanto illustrato si ritiene pertanto indispensabile, correggere le storture di un piano che, a parere di queste scriventi Associazioni,:

(foto di Enzo Buono)
(foto di Enzo Buono)

 –      Ignora il principio di un equilibrato rapporto percentuale tra suolo pubblico disponibile e spazio occupato da ombrelloni, tavoli e sedie.

–      Mette un gruppo di operatori del settore somministrazione-ristorazione in forte contrasto con quei cittadini che si vedono privati di un bene comune.

–      Mina il diritto di pari opportunità tra gli operatori del settore somministrazione-ristorazione creando operatori di serie A (a cui è concesso poter occupare gli spazi esterni) ed operatori di serie B (a cui tale opportunità è negata pur operando a poca distanza)

(foto tratta dalla bacheca Fb di Lino Trincone)
(foto tratta dalla bacheca Fb di Lino Trincone)

 –      Crea forti contrasti e disparità con i commercianti del centro storico che pur operando sul medesimo territorio, a fronte degli ampi spazi esterni concessi ad alcuni operatori del settore somministrazione-ristorazione, vedono invece le loro vetrine (occupanti pochi centimetri di suolo) oggetto di delibere comunali atte al loro abbattimento perché occupanti spazio pubblico.

 –      Presta facilmente il fianco a critiche e cattivi pensieri in chi vede in questo piano privilegi, preferenze, distingui.  

(foto di Enzo Buono)
(foto di Enzo Buono)

Intento di queste Associazioni Sindacali di Categoria, certamente non ammalate di “neofobia”,  è portare all’attenzione dei decisori politici, dei tecnici, degli operatori e dei cittadini, il tema del corretto uso dello spazio pubblico della città.

Si invita pertanto l’Amministrazione comunale ad operare non solo con buoni propositi teorici ma con esempi diretti di buone pratiche, ed ad utilizzare in tema di occupazione di suolo pubblico, una uniformità di criteri e valutazione che si vorrebbe riscontrare anche in altri contesti.

Contesti ad esempio dove questa Amministrazione comunale, mostra invece criteri differenti nell’assegnazione dei metri quadri fruibili esternamente da altre attività di somministrazione,  o contesti dove, per pochi centimetri di suolo occupato dalle attività commerciali, si richiede e ci si attiva, addirittura con gli abbattimenti.

Vincenzo Addati (Ascom-Confcommercio); Antimo Di Francia (Casartigiani); Raffaele Buono (Confesercenti); Daniele Lattero (Confimprenditori)

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