Nell’arco di un mese, a partire dal 7 maggio, hanno chiesto ed ottenuto la convocazione di due consigli comunali (uno sul giudice di pace, l’altro sulla viabilità), hanno abbandonato l’aula e minacciato un esposto al Prefetto contro la delibera per l’abbattimento e l’esproprio di “Vicienz’ ‘a ‘mmare” e contro un finanziamento europeo a favore dei titolari dell’ex Lido Augusto.

E, adesso, si autosospendono dalle commissioni consiliari, di cui chiedono l’azzeramento.

I cinque "dissidenti": da sinistra destra Enzo Bifulco, Tommaso Pollice, Antonio Di Bonito, Paolo Tozzi e Maurizio Orsi
I cinque “dissidenti”: da sinistra destra Enzo Bifulco, Tommaso Pollice, Antonio Di Bonito, Paolo Tozzi e Maurizio Orsi

Tommaso Pollice, Vincenzo Bifulco, Paolo Tozzi, Maurizio Orsi e Antonio Di Bonito (tutti e cinque della maggioranza: Pollice e Bifulco con la civica “Democrazia e Territorio”, Tozzi e Orsi con i Verdi, Di Bonito con “Bene Comune Figliolia Sindaco”) hanno deciso di lanciare la sfida al Capo dell’Amministrazione ed a tutti i loro colleghi.

E lo hanno fatto protocollando, lunedì, una lettera in cui, oltre ad annunciare il loro “congelamento” da componenti di commissione (decisione che, per la verità, i soli Di Bonito ed Orsi avevano già assunto tre mesi fa, anche se Di Bonito tornò poi sui propri passi) chiedono al presidente consiliare Enrico Russo di sospenderne l’operato “nelle more della ineludibile riorganizzazione delle commissioni consiliari in adesione ai modificati assetti politici”.

La richiesta dei cinque consiglieri
La richiesta dei cinque consiglieri

In realtà, il quadro degli equilibri politici tra le varie forze presenti in consiglio comunale è effettivamente cambiato rispetto a tre anni fa, quando si costituirono le sei commissioni sulla base dell’esito del voto.

Giusto per capirci, in relazione al risultato dell’urna, al Pd spettarono tre presidenze (la 2^ alle finanze,  la 3^ cultura e la 5^ al commercio), all’Udc due (la 1^ all’urbanistica e la 4^ ai lavori pubblici) e a Sel una (la 6^ igiene urbana).

Tito Fenocchio e Michele Luongo: pronti a entrare nel Pd?
Tito Fenocchio e Michele Luongo: pronti a entrare nel Pd?

Nel frattempo, però, se il Pd ha mantenuto la propria consistenza numerica (è entrato Niki Della Corte ma è uscito Ciro Del Giudice),  l’Udc è rappresentata da un solo consigliere (Sandro Cossiga) avendone perso tre  su quattro.

In più, c’è un gruppo misto formato da due consiglieri   (Mario Massimiliano Cutolo e Ciro Del Giudice), i Verdi sono passati da uno a due consiglieri (a Paolo Tozzi si è aggiunto Maurizio Orsi); due consiglieri (Enzo Bifulco e Tommaso Pollice) hanno creato il gruppo “Democrazia e Territorio”;  la lista “Bene Comune Figliolia Sindaco” ha dimezzato la sua consistenza ed ora ha un solo consigliere (Antonio Di Bonito); Tito Fenocchio è passato in maggioranza con “Uniti per la Libertà” ed ora si vocifera di un suo imminente ingresso nel Pd, così come pure Michele Luongo (attuale capogruppo di Sel) potrebbe lasciare il partito di Vendola per approdare in quello di Renzi, dimezzando così la consistenza numerica di Sinistra Ecologia e Libertà.

Insomma, porte girevoli quasi ovunque.

E, quando si cambiano così tante casacche, è chiaro che gli assetti istituzionali non possono restare cristallizzati su situazioni ormai non più rappresentative dello “stato dell’arte”.

Ma è altrettanto chiaro che l’azzeramento delle presidenze delle commissioni è soltanto il primo passo verso un altro, ben più importante cambiamento, ossia quello atteso in Giunta.

Gli assessori Franco Cammino e Mario Marrandino
Gli assessori Franco Cammino e Mario Marrandino

Un Esecutivo, quello di Figliolia, al cui interno, gli unici a non rischiare la poltrona (a meno di clamorose novità) sono soltanto Franco Cammino e Mario Marrandino, ma per una ragione ben precisa: sono diventati assessori dopo l’elezione in consiglio comunale e sarebbe politicamente scorretto annientare la loro presenza istituzionale contro la volontà popolare.

Tutti gli altri amministratori sono in bilico: chi per stanchezza, chi per carenza di risultati, chi per aver perso lo “sponsor”.

Da non sottovalutare, infine, un’altra richiesta degli stessi cinque consiglieri: la riconvocazione della seduta consiliare su traffico e parcheggi.

Un dibattito già previsto per il 25 maggio, ma che saltò per mancanza del numero legale: un rinvio ufficiosamente chiesto da Figliolia, contrario a discutere di un argomento così “caldo” e “impopolare” quando mancavano appena sei giorni alle elezioni regionali…