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Revisione falsa sul bus della morte: arrestato il fratello dell’autista e due funzionari della Motorizzazione

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Gennaro Lametta (titolare della ditta “Mondo Travel”) e due funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli sono stati arrestati nell’ambito dell’indagine sull’incidente del bus precipitato dal viadotto Acqualonga della A16 a Monteforte Irpino, nel quale, il 28 luglio dell’anno scorso, morirono 40 persone.

L’ordinanza di custodia cautelare,  emessa dal gip di Avellino su richiesta dei pubblici ministero Adriano Del Bene e Cecilia Annecchini, è stata eseguita dagli agenti della Polstrada di Avellino, che stamattina alle 7 hanno prelevato Lametta dalla sua abitazione di Napoli.

Il filone di indagine è quello relativo alla revisione del pullman di proprietà della Mondo Travel, che, al momento della tragedia, era guidato da Ciro Lametta (fratello di Gennaro) morto nell’incidente: l’inchiesta principale vede indagato Gennaro Lametta assieme a due funzionari di Autostrade per l’Italia per omicidio colposo plurimo e disastro colposo, e altri tre dirigenti per omissione in atti d’ufficio nel capitolo relativo alla mancata manutenzione sulle barriere del viadotto.

Lametta, titolare dell’agenzia che il 25 luglio 2013 noleggiò il bus Volvo a una comitiva di turisti di Pozzuoli per una gita di 3 giorni a Telese Terme e Pietrelcina, alcune settimane fa chiese e ottenne di essere ascoltato proprio in merito alle contestazioni sulla falsa revisione del pullman precipitato dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa.

Ai magistrati, Gennaro Lametta riferì di non essersi mai occupato delle revisioni, compito che in azienda veniva seguito dal fratello Ciro, autista del bus, e da un collaboratore esterno dell’agenzia.

In sede di interrogatorio, al titolare della Mondo Travel, furono contestate altre due pratiche di revisione considerate sospette e riferite ad altri pullman diversi da quello precipitato.

Anche in quel caso, Gennaro Lametta respinse ogni addebito.

Il bus Volvo, secondo quanto accertato dai periti nominati dalla procura di Avellino, ebbe un cedimento nell’impianto di trasmissione, perdendo un giunto che ha poi determinato il malfunzionamento del mezzo, rimasto senza impianto frenante.

 

Il bus era stato fabbricato nel 1995, reimmatricolato 2008 e, secondo il certificato contestato dalla Procura, revisionato nel marzo 2013.

Per la falsa revisione sono indagati i funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli Vittorio Saulino e Antonietta Ceriola.

Per la Procura di Avellino, il certificato che attestava l’avvenuta revisione del pullman a marzo 2013, quindi quattro mesi prima della tragedia, era stato falsificato pochi giorni dopo l’incidente, tramite l’accesso illegale ai sistemi informatici della Motorizzazione Civile.

Per attestare la falsificazione del documento è stata necessaria una perizia calligrafica disposta dalla Procura, poichè uno dei due funzionari contestava l’autenticità della propria firma.  Perizia che smentì il funzionario.

In merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta, ecco cosa ha dichiarato il sindaco puteolano  Enzo Figliolia: “Quanto sta emergendo nell’inchiesta lascia amareggiati e indignati. Per formazione umana sono un garantista e sono convinto che si debba consentire alla magistratura di lavorare con serenità, ma gli arresti dei due funzionari della Motorizzazione civile perché avrebbero falsificato la revisione del bus della morte aprono uno spaccato raccapricciante sui loro presunti comportamenti. Non ho sete di vendetta, ma sete immensa di giustizia per le 40 vittime innocenti della più grande tragedia stradale della nostra storia recente, per le loro famiglie e per l’intera comunità di Pozzuoli che un anno fa fu colpita al cuore da questo lutto collettivo. In manette sono finiti due funzionari pubblici che avrebbero, secondo le accuse, attestato falsi dati in una vicenda nella quale c’è di mezzo la sicurezza dei trasporti e delle persone. Sono cose sulle quali non si scherza. E’ inammissibile la minima leggerezza, figurarsi la presunta alterazione di attestazioni. Chiedo ufficialmente al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi di avviare una verifica puntuale su tutte le pratiche di revisione di bus e pullman rilasciate negli ultimi anni dagli uffici della Motorizzazione civile di Napoli. Pozzuoli e la sua comunità hanno pagato con il sangue una sequela di presunte omissioni, abusi e mancanze anche di pubblici funzionari”.

 

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