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Rifiuti tassati a “peso”: finalmente una buona idea del Comune!

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Com’è possibile che, aumentando la percentuale di raccolta differenziata, aumenta anche la tassa che dobbiamo pagare per lo smaltimento dei rifiuti?

E’ una domanda che tutti ci poniamo spesso, specie quando l’odiatissimo balzello (Tarsu o Tares, che dir si voglia) arriva sempre più pesante rispetto all’anno precedente nonostante tutti gli sforzi domestici compiuti per la corretta separazione dell’immondizia.

In teoria, infatti, la differenziata dovrebbe produrre un risparmio per i cittadini, risparmio derivato dai minori costi di discarica e dagli introiti che il Comune dovrebbe guadagnare dalla vendita del materiale riciclato.

Purtroppo, però, non è così.

Per una volta, tuttavia, evitiamo di soffermarci sui motivi per cui il servizio ha un peso così consistente sulle tasche dei cittadini e parliamo di cosa sta facendo il Municipio per cercare di alleggerire questo fardello sul nostro bilancio familiare.

E’ infatti, finalmente allo studio di ben tre commissioni consiliari (bilancio, ambiente e regolamenti, presiedute rispettivamente da Elio Buono, Michele Luongo e Gigi Manzoni e di cui fanno parte eletti di maggioranza e di opposizione) un progetto che dovrebbe portare alla diminuzione della tassa sui rifiuti in relazione alla quantità di raccolta differenziata prodotta.

La filosofia di base è quella già in vigore in molte città italiane: più materiale porti a riciclo, meno paghi per il servizio.

Cosa si sta pensando di fare?

Utilizzare le aree comunali presidiate attualmente disponibili (le due di Monterusciello, quella di Toiano e della zona alta di Pozzuoli) come vere e proprie isole ecologiche in cui ogni nucleo familiare può portare il proprio rifiuto differenziato (carta, plastica, vetro, alluminio ed altro), farselo pesare e quantificarne in tempo reale il valore, di modo che quel materiale sversato si traduca in una sorta di sconto da detrarre alla tassa sui rifiuti.

Due potrebbero essere i sistemi da adottare: uno computerizzato attraverso un tesserino magnetico in cui automaticamente caricare tutti i dati dopo ogni pesatura, oppure uno più economico e “artigianale” attraverso una sorta di scontrino (tipo buono sconto) da ritirare ogni volta che si è pesato il rifiuto e da consegnare poi al Comune in tempo utile per il calcolo della tassa.

In pratica, però, non sarebbe obbligatorio ma soltanto facoltativo ricorrere ad un sistema del genere per farsi calcolare la tassa sui rifiuti.

In caso contrario, infatti, il costo di gestione di queste isole ecologiche (che dovrebbero essere in numero ben maggiore delle attuali quattro, per raggiungere l’intera popolazione nel raggio più vicino possibile alle zone più densamente abitate) e delle relative apparecchiature potrebbe rendere antieconomico il provvedimento, tanto più che potrebbero esserci anche problemi di localizzazione di queste aree, soprattutto nel “cuore” della città.

Il dispositivo, ovviamente, andrebbe inserito nel regolamento che riguarderà la prossima tassa sui rifiuti (appena si avrà chiarezza sulla normativa di riferimento), regolamento che andrà ad aggiungersi a quello sul “compostaggio domestico  e di prossimità” (ancora non sottoposto al vaglio del consiglio comunale nonostante ne sia stata annunciata l’imminente approvazione già da inizio dicembre), che si pone come obiettivo principale la riduzione della produzione di rifiuti organici e sconti sulla tassa per chi avrà i requisiti previsti per aderire all’iniziativa.

Da quanto si apprende in Municipio, se non ci saranno ostacoli politici e burocratici, entro fine anno il progetto di pesatura individuale dei rifiuti differenziati prodotti potrebbe già entrare in funzione.

Così come si attende che la politica, attraverso  un atto di indirizzo al dirigente in questione, stabilisca (così come sono d’accordo sia maggioranza che opposizione) che si apra ai privati il mercato delle materie riciclabili (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) in modo da ottenere la possibilità di “spuntare” prezzi di cessione più alti di quelli finora garantiti dal Conai (il Consorzio Nazionale Imballaggi).

Il che, ovviamente, potrebbe portare uno sconto maggiore ai cittadini per la futura “pesatura” di questi rifiuti e aumentare gli introiti del Comune per quei rifiuti differenziati che non saranno direttamente “venduti” dalle famiglie, facendo così automaticamente diminuire i costi del servizio.

Non resta che aspettare che queste buone intenzioni si traducano in realtà al più presto possibile.

Nel frattempo, la stessa politica cerca anche di raggiungere obiettivi meno ambiziosi ma altrettanto utili ai cittadini per quanto riguarda la differenziata.

Risale infatti al 15 luglio scorso una lettera con cui il consigliere Michele Luongo (presidente della commissione consiliare ambiente) ha chiesto  al dirigente dell’igiene urbana,  su  proposta del consigliere Lucio Terracciano, che la distribuzione bimestrale di sacchetti alle famiglie (finora consentita solo il venerdì e il sabato dalle 8 alle 12 presso la ex circoscrizione di Toiano) si possa effettuare “su tutto il territorio, dal lunedì al venerdì, impegnando tutte le sedi delle ex circoscrizioni”.

Finora, la richiesta non è stata presa in considerazione da chi di dovere.

Evidentemente, negli uffici dell’igiene urbana si ritiene che decentrare la fornitura dei sacchetti porterebbe ad un utilizzo “clientelare” o, comunque, “improprio” di queste buste.

Tuttavia, secondo il consigliere Terracciano (così come si evince dal verbale numero 132 della seduta della commissione ambiente dell’11 luglio scorso) “considerato il vasto territorio puteolano, tale servizio perde la sua efficacia in quanto moltissimi cittadini, impossibilitati a recarsi presso l’ex circoscrizione di Toiano, non usufruiscono del beneficio”.

Il problema, insomma, c’è.

Io stesso, da giornalista, vengo spesso interpellato in proposito da cittadini che mi chiedono dove e quando si possono ritirare i sacchetti della differenziata.

Segno che, quanto meno, c’è una scarsa informazione in materia.

A cui si aggiunge l’indubbia “scomodità” di doversi per forza recare a Toiano in determinati orari di soli due giorni per ottenere la fornitura.

Insomma, anche questo è un problema che, con un po’ di buona volontà e di buon senso, si può risolvere anche subito, escogitando un sistema che impedisca abusi e sprechi.

Speriamo bene.

 

(nella foto grande in alto, la pesatura della raccolta differenziata, inaugurata ad ottobre scorso dal Comune di Caserta: per leggere, clicca su http://www.casertaprimapagina.it/08-10-2013/cronaca/19515/raccolta-differenziata-a-caserta-parte-il-sistema-di-pesatura-dei-rifiuti-per-premiare-i-cittadini-virtuosi/)

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