Dopo tanti appelli, partiti anche da Pozzuoli attraverso Ciro e Giovanna Di Francia (presidenti dell’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute e di Acli Dicearchia) finalmente oggi sono state desecretate le dichiarazioni del pentito  Carmine Schiavone a proposito dei rifiuti tossici seppelliti dalla camorra nelle province di Napoli e Caserta.

Le rivelazioni del collaboratore di giustizia, rilasciate il   7 ottobre 1997  durante un’audizione davanti  alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti (presieduta dal deputato Massimo Scalia e composta dal deputato Gianfranco Saraca e dai senatori Giovanni Lubrano di Ricco, Roberto Napoli e Giuseppe Specchia) sono pubbliche e disponibili sul sito della Camera dei Deputati e presso l’Archivio Storico di Montecitorio.

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha espresso  «grande soddisfazione per la decisione, dell’ufficio di presidenza della Camera, di togliere il segreto sui contenuti dell’audizione che il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone svolse nell’ottobre 1997 alla Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti», sottolineando che  «si tratta della prima volta che la Presidenza della Camera, senza che questo sia richiesto dalla magistratura, decide di rendere pubblico un documento formato da commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto»

Cliccando sul link sottostante potrete leggere le 63 pagine di audizione del pentito Carmine Schiavone.

Tra le pagine 34 e 35 c’è la rivelazione più inquietante per Pozzuoli, sullo sversamento di rifiuti tossici anche nel lago Lucrino.

http://leg13.camera.it/_bicamerali/rifiuti/resoconti/Documento_unificato.pdf

E proprio queste rivelazioni hanno indotto l’Amministrazione Comunale di Pozzuoli ad uscire immediatamente allo scoperto.

Il sindaco Enzo Figliolia, in un comunicato diramato stamattina dal suo ufficio stampa, ha annunciato che «mercoledì prossimo inizieranno i sopralluoghi e i prelievi richiesti all’Arpac e all’Asl Napoli 2 Nord dal Comune di Pozzuoli, d’intesa con l’assessorato regionale all’Ambiente, per monitorare la situazione ambientale sul litorale di Licola e per verificare il presunto inquinamento da rifiuti tossici come denunciato alcuni mesi fa dall’ex collaboratore di giustizia Carmine Schiavone. Controlli già pianificati da tempo su nostra richiesta, ma dopo la desecretazione dei verbali della commissione parlamentare sulle ecomafie del 1997, con l’indicazione del lago Lucrino come luogo di sversamento e interramento dei rifiuti tossici, chiediamo all’Arpac, all’Asl Napoli 2 Nord e all’assessorato regionale all’Ambiente di estendere con urgenza questi controlli anche a Lucrino, con lo scandaglio dei fondali in più punti, in modo da accertare se vi siano stati tombati fusti tossici o rifiuti speciali. Insieme ai cittadini di Pozzuoli chiediamo chiarezza, senza indulgere in allarmismi. Bene ha fatto il presidente della Camera, Laura Boldrini, a rendere pubbliche le audizioni del pentito del clan dei Casalesi, in modo da garantire la massima trasparenza».

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli ambientalisti.

Secondo Francesco Borrelli e Paolo Tozzi (rispettivamente leader degli ecorottamatori dei Verdi e capogruppo consiliare puteolano del partito) “è il lago D’ Averno che dovrebbe essere monitorato e scandagliato urgentemente. Infatti nel  2010 questo lago fu sottratto al clan dei casalesi che aveva utilizzato dei prestanome per acquistarlo. Addirittura gli agenti della Dia lo sequestrarono in esecuzione di un decreto della Dda. Il più suggestivo dei laghi dei campi Flegrei è profondo, molto ampio rispetto agli altri specchi d’ acqua della zona, privo di illuminazione pubblica ed isolato. Perfetto insomma per vomitare nei fondali qualsiasi tipo di rifiuto. Sulla possibilità che sia stato utilizzato dalla camorra il Lucrino -dichiarano ancora Borrelli e Tozzi in una nota congiunta- abbiamo delle forti perplessità. Infatti il lago costeggia una strada principale dei Campi Flegrei ed è illuminato 24 ore su 24 ma soprattutto il massimo della profondità è di circa 2 metri. Troppo poco per depositare rifiuti tossici e tenerli nascosti. Inoltre, nel 2011, su nostra pressione, la Provincia di Napoli e la Regione Campania intervennero per risistemare una parte dei fondali che avevano formato un “mammellone” di sabbia al centro del lago. Se ci fossero stati rifiuti speciali li avrebbero già trovati. In ogni caso, è davvero scandaloso che solo oggi si fanno le verifiche sulle rivelazioni di tanti anni fa del boss Schiavone. Ci auguriamo che qualcuno paghi per tanta negligenza e superficialità e soprattutto per aver permesso ai clan di continuare a sversare di tutto senza verificare e allertare popolazioni locali”.

Infine, il commento dell’amministratore della società proprietaria del Lago Lucrino.

“Da quando, nel 2005, l’ Elgea diventò proprietaria dello specchio d’ acqua del lago Lucrino -spiega il rappresentante legale della società, l’avvocato Dario Cincottiescludo categoricamente ogni tipo di deposito di rifiuti speciali. Il nostro servizio di guardiania l’ avrebbe impedito e denunciato. Forse in passato hanno potuto gettare dei residui di abusi edilizi ma di certo è complesso depositare rifiuti speciali e tossici nei fondali, anche perchè il lago ha corso più volte il rischio addirittura di rimanere “insabbiato” a causa della scarsa profondità dei fondali. Questo lago è piccolo e molto frequentato: mi sembra strano che la camorra l’abbia potuto scegliere per attività criminali di questa portata, che sicuramente non possono avvenire in luoghi tanto esposti”.