Centinaia di persone in marcia da via Rosini al lungomare di via Napoli per chiedere la verità sui rifiuti tossici che secondo un pentito di camorra sono stati sotterrati anche a Pozzuoli, ma pure una più efficace prevenzione sanitaria per fermare le morti di cancro che stanno devastando troppe famiglie sul nostro territorio.

Nonostante l’infelice assenza di qualsiasi rappresentante istituzionale (eccezion fatta per Padre Pier Paolo Mantelli, parroco della chiesa del “Carmine”), è stata un successo la fiaccolata organizzata ieri sera dall’Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute e dall’Acli Dicearchia al termine della Messa in memoria di Lia Di Francia, morta a 43 anni il 19 settembre di 12 mesi fa dopo aver combattuto una lunga ed estenuante battaglia contro un devastante tumore.

L’iniziativa è stata l’occasione per i presidenti delle due associazioni (Ciro e Giovanna Di Francia, rispettivamente papà e sorella di Lia) per elencare, in un volantino distribuito durante la marcia,  quelle che, a loro avviso, sono le priorità da inserire nelle agende governative ai vari livelli di responsabilità.

“Malavita organizzata e pezzi dello Stato hanno fatto ingenti affari con i rifiuti tossici, come ha confermato il pentito Carmine Schiavone, provocando disastro ambientale ed epidemia oncologica –si legge nel documento- Che fare? Vanno inasprite le pene per i reati di disastro ambientale  Vanno desegretati i verbali con le dichiarazioni dei pentiti per individuare, rapidamente, i siti interessati ed i responsabili; i sindaci dei Comuni nei quali sono stati sotterrati i rifiuti tossici, nella qualità di massime autorità sanitarie, debbono costituirsi parte civile nei processi in corso, a tutela dei cittadini; i siti interessati, compresi i pozzi di irrigazione, vanno sequestrati, in attesa di accertamenti, per evitare la commercializzazione dei prodotti; il Governo deve definire sgravi fiscali; la Regione Campania deve approvare un progetto con le Asl interessate per facilitare esami diagnostici e prevedere esenzione di ticket, in particolare per i soggetti con familiarità, al di là della fascia di reddito; Governo e Regione Campania devono approvare un piano pluriennale per la bonifica delle zone interessate, anche utilizzando i beni sequestrati dalla camorra”.

Durante la fiaccolata, Ciro Di Francia ha impugnato un megafono e, attirando anche l’attenzione di numerosi frequentatori abituali del lungomare, ha spiegato a tutti il perché di questa iniziativa: “Siamo qui perché bisogna togliere il segreto alle dichiarazioni di tutti i pentiti, perchè vogliamo sapere quali pezzi dello Stato sono stati collusi con la camorra per il traffico di rifiuti tossici, perchè abbiamo il diritto di sapere se dobbiamo preoccuparci della camorra o dello Stato.  Non è possibile che notizie così agghiaccianti si debbano conoscere da un signore che si  è dichiarato mandante di 53 omicidi. La percentuale di malati oncologici cresce sempre di più e non c’è una prevenzione vera. I nostri primi interlocutori sono il Sindaco e l’Amministrazione comunale. Il Primo Cittadino, come massima autorità sanitaria sul territorio, deve farsi carico di questa situazione avviando un percorso istituzionale per arrivare alla verità. E’ fondamentale iniziare questo percorso, altrimenti la gente si chiuderà in se stessa e non ci saranno risultati. Vogliamo sapere chi ha fatto affari sporchi sulla pelle e sulla salute della gente! Basta con le passerelle! –ha tuonato Di Francia- Tutti i ministri ci esprimono solidarietà, addirittura il presidente della Camera ha detto che siamo di fronte ad una nuova Chernobyl, ma di queste cose si deve discutere in Parlamento, perché la salute è il primo problema dei cittadini. Con la fiaccolata di stasera, vogliamo far riflettere il Comune, la Regione, il nuovo procuratore generale Antimafia, il premier Letta ed il suo Governo. E vogliamo far sapere che esiste uno strumento, il bioscanner, scoperto da un fisico italiano nel 2000 ed omologato dal servizio sanitario nazionale, che, attraverso una sonda elettromagnetica, consente di scoprire cellule tumorali in via primordiale con un esame che dura pochissimi minuti e si può effettuare anche senza svestirsi. Per quale motivo, nel Lazio si possono fare queste indagini diagnostiche col bioscanner pagando il ticket, e in Campania tutto ciò non è possibile? Noi il bioscanner a Pozzuoli ce l’abbiamo, il suo inventore ce lo ha consegnato il 31 maggio scorso. Costa 18mila euro, finora attraverso varie iniziative abbiamo raccolto 13mila euro. Mancano ancora 5mila euro e potremo finalmente consegnare questo strumento alla città, cominciando a fare prevenzione  nelle scuole: un gruppo di medici si sta già formando per utilizzarlo. Contiamo di raggiungere l’obiettivo attraverso tre iniziative: domani 22 settembre, il 13 ottobre e il 17 novembre dalle ore 16.30 alle 19 con una vendita di beneficenza presso l’abitazione in cui risiedeva mia figlia Lia, al civico 70 di via Vecchia San Gennaro. Inoltre, il 27 ottobre, alle 19.30, presso la parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Monterusciello, dove la compagnia teatrale “Arcobaleno Bianco” replicherà la commedia “Felici Condoglianze” destinando l’incasso della serata all’acquisto del bioscanner. Nel frattemporingrazio tutti coloro che hanno partecipato alla fiaccolata, a cominciare dagli insegnanti e dai dirigenti scolastici. E mi dispiace che i livelli istituzionali siano stati ancora una volta assenti. Soprattutto perché evidentemente non hanno capito che il nostro lavoro è “per” e non “contro” di loro e forse per questo motivo si sentono una nostra controparte. Invece li vogliamo con noi, al nostro fianco”.

Fin troppo evidente il riferimento di Ciro Di Francia al sindaco Enzo Figliolia, che non ha partecipato alla fiaccolata benché fosse stato invitato dagli organizzatori.

Come è già accaduto in altri momenti in cui è stato in “difficoltà” (vedi la questione del piano-viabilità), Figliolia ha invece preferito rivolgersi, un’ora prima della fiaccolata, ad una testata giornalistica on line attraverso una lettera aperta (http://www.cronacaflegrea.it/rifiuti-tossici-seppelliti-appello-del-sindaco-di-pozzuoli-al-ministro-orlando/) in cui stavolta spiega la sua posizione sulla vicenda dei rifiuti tossici.

A ciascuno la propria valutazione sia sulle affermazioni del Capo dell’Amministrazione, sia sulla sua scelta di non dedicare nemmeno un’ora del proprio prezioso tempo per essere fisicamente presente a questa iniziativa insieme con i suoi concittadini.

Ciò che non si è ancora capito è per quale motivo il Sindaco di Pozzuoli, in due documenti a sua firma sullo stesso argomento, (l’altro è del 29 agosto http://www.pozzuoli21.it/news/camorra-e-rifiuti-tossici-a-pozzuoli-la-tiepida-risposta-di-figliolia/) non abbia mai fatto alcun cenno alla possibilità di far costituire il Comune parte civile  in tutti quei procedimenti penali che sono (e saranno) incardinati sul disastro ambientale  causato dalla camorra con la complicità di troppe mele marce all’interno delle istituzioni.

Certi segnali sono importanti: perché non darli?

Non si “può”? Non si “vuole”? O non si “deve”?

(servizio fotografico di  Alfio Panico)