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Rione Terra e turismo: la consulenza (gratis) di un esperto puteolano

La relazione del consulente dell’Amministrazione Comunale sullo sviluppo turistico del rione Terra (pubblicata in anteprima esclusiva lunedì da Pozzuoli21: per leggerla, clicca su https://www.pozzuoli21.it/rione-terra-un-piatto-vuoto-per-gli-investitori-ecco-le-verita-che-figliolia-per-ora-ci-nasconde/) ha destato molta curiosità in città.

Non solo tra i politici ed i cittadini, ma soprattutto tra gli operatori turistici.

A voler commentare questo importantissimo documento è proprio un consulente turistico.

Si tratta di Pasquale Cirillo,  esperto di incoming, titolare della società di servizi turistici e culturali “Mediterraneo Service”, da  anni  impegnato, in Italia e all’estero, nella valorizzazione e nella promozione del patrimonio storico, archeologico e ambientale dei Campi Flegrei e della Campania.

Pasquale Cirillo intervistato dal giornalista Rai Ettore De Lorenzo
Pasquale Cirillo intervistato dal giornalista Rai Ettore De Lorenzo

Cirillo (consulente turistico dell’Associazione Albergatori  Campi Flegrei agli esordi delle sue partecipazioni a fiere e borse turistiche nazionali ed internazionali) è esperto di turismo didattico, collabora con numerose scuole campane e nazionali, è referente di numerose agenzie di viaggi e tour operator nazionali  per l’incoming in Campania, cura un centro guide turistiche abilitate multilingue operante nei Campi Flegrei ed in tutto il territorio campano, ha curato Press Tour nei Campi Flegrei per stampa e tv nazionali ed estere  per conto di enti e società, promuove ogni anno Educational Tour per la scuola (invitando dirigenti scolastici e  gruppi archeologici nazionali per la conoscenza dei Campi Flegrei) ed ha presentato numerose iniziative culturali nei Campi Flegrei.

Insomma, il nostro interlocutore è un esperto del settore.

E a lui rivolgiamo alcune domande.

Cosa pensi dell’esito della relazione del consulente dell’Amministrazione sulla messa a reddito del rione Terra?

La Trademark ha dato le risposte che ha ritenuto più opportune in merito alla richiesta ricevuta dal Comune di Pozzuoli. A mio avviso non è stata sufficientemente trasmessa alla Trademark  la natura del posto, che, prima di essere un’occasione da commercializzare, rappresenta fondamentalmente l’anima assopita della città, estremamente offesa  nel corso degli ultimi 40 anni. Per i puteolani, il Rione Terra avrebbe dovuto rappresentare l’occasione di una ritrovata consapevolezza nel rapporto con le abitudini, gli usi ed i costumi della città, e non solo in questa fase ma per sempre in modo costante. Ovviamente le grandi catene alberghiere non sono interessate in un range di 84 camere fino al 2019 e 207 nel 2020.  La logistica del luogo e la lontananza da aeroporto e stazione ferroviaria non sono inoltre elementi favorevoli per un facile arrivo al luogo. Per quanto riguarda i costi pensati per il percorso archeologico, mi sembrano assolutamente fuori mercato: 12 euro a persona con l’aumento di un euro ogni anno, soprattutto se questo costo è stato pensato anche in funzione degli studenti.

Rione Terra: il percorso archeologico sotterraneo  (foto nando panico)
Rione Terra: il percorso archeologico sotterraneo (foto nando panico)

 

Quale ti affascina di più tra le ipotesi prospettate dal consulente dell’Amministrazione per la valorizzazione del Rione Terra? Gestore unico per alberghi e botteghe oppure villaggio turistico?

In effetti, il Rione Terra, al di là della grande importanza che riveste per la città, rappresenta per l’Amministrazione Comunale di Pozzuoli un problema di difficile gestione. E ciò per una  serie di motivi, tra cui: la conformazione geomorfologica del luogo,  la presenza di un’eccessiva serie di vincoli che rende poco attrattivo il luogo nei confronti degli investitori, la convivenza con la Curia e la mancanza di parcheggi. Credo che il Rione Terra debba vivere secondo la sua naturale propensione, che non deve essere subito e per forza di natura esclusivamente commerciale. Certamente, la ricettività non deve mancare, ma in modo assolutamente diverso rispetto al grande albergo di 200 camere o al resort, in quanto l’antica rocca non si presta alla grande struttura, in aperta contraddizione con la configurazione del posto. Ben altro valore potrebbe avere, per diversi motivi, l’idea di piccoli alberghi con massimo 20/25 camere distribuiti sull’intera rocca.  Ne riporto alcuni motivi: il poco congestionamento al luogo creato rispetto ad una sola struttura di 200 camere; un rapporto meno invasivo  e più umano che si verrebbe a creare con il luogo; dare la possibilità a piccoli imprenditori anche locali di poter essere attori protagonisti della vita del territorio; favorire anche una  offerta di  strutture di 3 stelle e 4 stelle con prezzi diversificati, rispetto al  costo medio di 250 euro a persona in mezza pensione che ho letto sul foglio ricavi della Trademark. Pozzuoli non è nè Capri nè Positano, ed i costi devono essere appetibili. La cosa importante è caratterizzare l’offerta di alberghi, botteghe, bar e ristoranti  del Rione Terra attraverso la  tipicità del nostro territorio, esaltando il nostro senso di appartenenza.  Il gestore unico in relazione all’idea di resort o albergo e di tutti i servizi non mi sembra ottimale,  in quanto si parla di una parte della città con una moltitudine di  differenze. Ho letto inoltre di  possibili ingressi a numero chiuso alla Rocca come si trattasse di un teatro privato: è una pura follia pensare una cosa del genere in un luogo che appartiene a tutti e che prevede una chiesa di culto (catechismo, comunioni, messe, matrimoni). Inoltre, chi potrebbe impedire ad un cittadino di passeggiare in un borgo della città?

Come ti spieghi il fatto che, pur essendo in possesso di una relazione così poco ottimistica, il sindaco Figliolia abbia partecipato ad una fiera immobiliare milanese per annunciare l’interesse degli investitori e dare addirittura delle scadenze sul buon fine delle operazioni?

Queste sono evidentemente strategie che il Sindaco mette in campo per attirare investitori, perché il Rione Terra resta straordinario per le preesistenze archeologiche e l’invidiabile paesaggio, ma poco stimolante per il business vero e proprio.  

E, sempre a proposito del Sindaco, ti sembra opportuno che si esponga così tanto su una sola delle ipotesi prospettate dal consulente (un bando di gara internazionale per la gestione) senza che il Consiglio Comunale abbia ancora deciso nulla in merito?

Non credo che alla fine questa sarà la strada che si percorrerà, anche se risulterebbe la più semplice per l’Amministrazione. La risposta è nella tua domanda: deciderà il Consiglio Comunale.

Pasquale Cirillo
Pasquale Cirillo

 

Sul Rione Terra, tu cosa ci faresti? E perchè a tuo avviso il Comune si è avvalso (a trattativa privata) di un consulente proveniente da Rimini senza prima interpellare gli esperti locali? Non ci sono professionisti del settore a Pozzuoli e nell’area flegrea o a Napoli e in Campania?

L’Amministrazione faccia un bando pubblico con delle regole precise, in cui si chiarisce in modo netto l’idea di sviluppo che si ha per il Rione Terra, i canoni di affitto per eventuali immobili da locare, la tipologia di offerta da erogare, i requisiti richiesti e tutto quello che serve. Per quanto riguarda il percorso archeologico si potrebbe pensare al modello Seterie di San Leucio gestite dal Comune di Caserta (personale del Comune, biglietto d’ingresso di 3 euro e prenotazione direttamente al Comune). Il costo per il percorso archeologico del Rione Terra potrebbe essere invece di 5 euro. Per quanto riguarda la scelta delle professionalità locali, non entro nel merito: è facoltà dell’Amministrazione avvalersi delle professionalità che ritiene opportuno scegliere. Dispiace non essere coinvolti per un contributo di conoscenza che si potrebbe offrire alla città. Ben altra cosa è il dovere dell’Amministrazione di informare circa le grandi trasformazioni che la città si appresta a vivere. La mia idea di turismo nei Campi Flegrei esula dall’esaltazione di un singolo sito anche prestigioso come il Rione Terra, credo invece che vada interpretata rispetto ad uno sviluppo complessivo dell’area, migliorando l’organizzazione del territorio ed i suoi servizi ed abituando lentamente il puteolano all’idea del bello, nel senso della cura del proprio habitat. L’idea di bene culturale inteso come ossigeno per la crescita di una comunità dal punto di vista sociale ed economico.  In questa cosa siamo deficitari a livello nazionale: in questo paese si investe poco in cultura, e soprattutto il bene culturale è spesso visto come esclusivo momento di sfruttamento senza che contribuisca allo sviluppo delle varie comunità locali. A Pozzuoli si corre il rischio di essere conquistati “economicamente” se i progetti non inizieranno a viaggiare parallelamente allo sviluppo socio/culturale del puteolano stesso. Fondamentale risulta la sinergia tra territorio, scuola e impresa locale al fine di iniziare un percorso comune che parta proprio dalla scuola  flegrea in quanto agenzia primaria di educazione e diffusione culturale. E’ decennale ormai il progetto della Mediterraneo Service “La Campania entra in classe dai Campi Flegrei a Padula”, in cui agli studenti flegrei e campani portiamo il nostro territorio a scuola prima della visita vera e propria. Da quest’anno gratuitamente le scuole potranno chiedere un incontro in cui illustrerò praticamente insieme ad archeologi, storici dell’arte, guide turistiche e figure alberghiere quali sono le reali possibilità di inserimento in un contesto turistico. E’  più stimolante e coinvolgente illustrare agli studenti i grandi progetti sul territorio, in funzione delle reali possibilità di inserimento nel mondo del turismo, in questo caso l’incoming. Come dicevo prima, vivere di turismo vuol dire abituarsi con graduale consapevolezza al concetto “che fuori casa mia ogni cosa mi appartiene” perché è parte fondamentale della propria economia quotidiana.

Immaginati con un ruolo di governo locale e  dimmi tre cose, immediatamente o rapidamente realizzabili, che  faresti per attirare i turisti a Pozzuoli… 

Realizzerei già domani almeno questi semplici tre punti in chiave turistica. Mettere un ticket per bus turistici di 15 euro mezza giornata e 25 euro intera giornata con la possibilità di poter effettuare carico/scarico dei passeggeri ed utilizzare aree di sosta  previste. A Sorrento si paga 10 euro all’ora, ad Ercolano 15 euro all’ora, ad Amalfi è un suicidio, parliamo di 30 euro all’ora e potrei continuare ancora. Incontrerei subito i commercianti del centro storico in merito all’arrivo di navi da crociera, trovando soluzioni ideali con un pubblico diverso da quello che normalmente si soddisfa durante l’anno. Metterei una navetta Porto/metro/Anfiteatro/Solfatara/Cuma/Lago d’Averno.  Per attirare turisti c’è bisogno di un lavoro di marketing ed organizzazione: fare un calendario di tutti gli eventi di qualità; partecipazione a Fiere e Borse turistiche, a mio avviso sarebbe il caso di iniziare in modo capillare in Italia; educational tour con operatori e giornali di nicchia interessati ai Campi Flegrei. In questo momento non ci sono magie da mettere in campo, ma solo un duro lavoro di concerto attraverso cui porre le basi per iniziare a pensare di poter fare turismo. Innanzitutto ormai  è superfluo parlare solo di Pozzuoli, ma diventa necessario identificarci come area flegrea: sui mercati turistici ci si presenta  ormai come aree, basta guardare alla penisola sorrentina, alla costiera amalfitana, al Cilento e Vallo di Diano ed alla zona vesuviana. Non è una cosa che si improvvisa così semplicemente il turismo, ma è una crescita costante e continua della città in tutti suoi aspetti: accoglienza, erogazione dei servizi, trasporti pubblici, decoro urbano, sicurezza fino ad arrivare successivamente alle motivazioni di carattere culturale e spettacolare, gli eventi insomma.  La città del turista non esiste, è un’invenzione di chi vuole affrontare in modo scherzoso la cosa: il turista è semplicemente un’ospite temporaneo della città che lo accoglie e vive per 2/5/10 giorni quello che normalmente il puteolano in questo caso vive 365 giorni all’anno. Bisogna migliorare innanzitutto la qualità della vita per il cittadino locale, abituandolo nel tempo alla cura delle cose che gli appartengono.

 (la foto in alto del rione Terra è di Nando Panico)

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