Il sindaco Figliolia in una foto scattata al rione Terra

Accelerare. Sembra essere diventata questa la parola d’ordine del sindaco Figliolia, ormai sempre più proiettato verso la candidatura alle elezioni regionali della primavera del prossimo anno e dunque ad anticipare  di due anni la fine del suo mandato da Capo dell’Amministrazione.

Il sindaco Figliolia

Ma il Vincenzo più conosciuto di Pozzuoli non vuole lanciarsi in questa avventura senza aver prima chiuso alcune vicende che potrebbero dargli quella visibilità politica necessaria a sperare di ottenere un grande consenso per la corsa ad un seggio nel Centro Direzionale.

Una di queste “partite” da portare a termine è legata al rione Terra e della sua definitiva valorizzazione. Vicenda complicata, già oggetto di due studi di fattibilità commissionati in cinque anni dall’Amministrazione (e pagati in totale finora circa 50mila euro) prima alla “Trademark” e poi all’Agenzia del Demanio, entrambi  rimasti non soltanto improduttivi di effetti ma perfino nemmeno degnati di un pubblico dibattito politico.

Figliolia però ha fretta di “quagliare”, la scadenza elettorale di metà 2020 è più vicina di quanto appaia sul calendario e lui non intende certo presentarsi come aspirante consigliere regionale (soprattutto agli sponsor napoletani che dovrebbero garantirgli voti “sicuri” al di fuori dell’area flegrea) senza “effetti speciali”.

Così, ha individuato nell’antica rocca l’asso nella manica per garantirsi l’agognato salto di qualità a livello istituzionale.

(foto alfredo luongo)

Ma in che modo “blindare” l’operazione Rione Terra per farla diventare terreno fertile quando arriverà il momento in cui bisognerà propagandare anche l’aria che si respira a Pozzuoli come la più salubre del mondo?

Una cabina di regia, innanzitutto.

Tre consiglieri-capigruppo della sua coalizione (alla faccia della “apertura” all’opposizione più volte promessa in aula…) da chiudere in una stanza con i burocrati dell’Ente fin quando, in tempi brevi, non partoriranno, come gruppo di lavoro, una proposta di modello di gestione da sottoporre al consiglio comunale.

Tre, in ossequio al numero perfetto. E  Figliolia, di capigruppo-consulenti su questa materia, non ne vuole di più.

Vincenzo Daniele, capogruppo Pd (foto gino conte)

Ha individuato anche il metodo politico per sceglierli. Due alle forze politiche di maggioranza più votate che esprimano attualmente almeno due consiglieri, il terzo alla lista che, pur esprimendo almeno due consiglieri, non ha un assessore in Giunta.

I nomi dunque sono quelli di Vincenzo Daniele (Pd), Franco Amato (Con la Città Figliolia) e Tito Fenocchio (Campania Libera).

Fenocchio però ha fatto sapere di sentirsi  rappresentato da Franco Amato.

Franco Amato, (foto gino conte)
Salvatore Maione (foto napoli today)

E dunque il suo posto è stato preso da Salvatore Maione, capogruppo di Democrazia e Libertà, la lista che due anni fa ha preso più voti di Campania Libera.

Prima del panettone sembrava tutto deciso così.

Ma, dopo i botti e lo spumante, è cambiata la scena.

Gennaro Pastore (Uniti per Pozzuoli)

E al grido di “nella cabina di regia ci devo essere anche io”, il consigliere Gennaro Pastore ha fatto saltare gli schemi ed ha preso tutti in contropiede.

Pastore (pupillo dello scafato ex consigliere provinciale Filippo Monaco) rivendica la presenza in quel team anche della lista in cui è stato eletto, “Uniti per Pozzuoli”, ultima in termini di preferenze nella squadra consiliare di Figliolia.

Ma è ovvio che, se in “cabina” entra Pastore,   gli altri “esclusi” rivendicheranno pari dignità: Paolo Tozzi per i Verdi, Lydia De Simone per il gruppo misto e Antonio Villani per “Idea Pozzuoli”, difficilmente starebbero a guardare una porta chiusa. E avrebbero tutte le ragioni per pretendere di sfondarla.

E, stando così le cose, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di bilanciare le presenze in “cabina” secondo i reali rapporti di forza all’interno della coalizione.

Insomma, si rischia di entrare in un campo minato da cui potrebbe essere impossibile uscirne, anche perché non osiamo immaginare come reagirà la minoranza a questa sorta di blitz dei suoi avversari.

Se non fosse calvo, potremmo dire che Figliolia ha un diavolo per capello.

Tocca a lui infatti sbrogliare questa matassa.

E deve fare anche in fretta, se vuole continuare a vedere il rione Terra come chiave di accesso ai sogni da consigliere regionale.

Commenti