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Rione Terra: interrogazione parlamentare a Draghi per dire “no” al concessionario unico

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La gestione del Rione Terra attraverso un concessionario unico finisce all’attenzione del premier Mario Draghi.

Ad interpellare il presidente del Consiglio per chiedere “iniziative ispettive” su tutte le decisioni che sta assumendo l’Amministrazione Figliolia per la futura gestione dell’antica rocca sono due senatori (Paola Nugnes e Virginia La Mura) e due deputati (Doriana Sarli e Yana Hem) che, in un’interpellanza congiunta tra Camera e Senato, sollecitano il Governo ad entrare nel merito della vicenda per censurare l’operato della Giunta Comunale.

Ricordando la “spesa ingente” sostenuta dallo Stato per i lavori di recupero e restauro del sito, i quattro parlamentari vogliono sapere se “la realizzazione delle mere funzioni commerciali nel bando del Rione Terra non disattenda i principi costituzionali e civilistici in tema di espropriazione per pubblica utilità cui la destinazione del bene deve rispondere a seguito dell’esproprio cui fu sottoposto per ricomprenderlo nel patrimonio indisponibile del Comune di Pozzuoli”.

Non si ravvisano né le finalità pubbliche né le finalità di preminente interesse generale dettate dalla legge – fanno sapere in una nota i firmatari dell’interrogazione – Siamo certe che l’affidamento ad un solo concessionario della gestione della valorizzazione del Rione Terra rischia di porre le basi per la privatizzazione del patrimonio pubblico. Particolare attenzione va posta anche al canone annuo previsto, che sembra del tutto incongruo, alla totale mancanza della promozione turistico-culturale di respiro internazionale del Rione Terra che si prevedeva, ed all’assenza di qualunque attività culturale o di impulso allo sviluppo di un contesto idoneo al patrimonio culturale”.

Il testo completo e integrale dell’interpellanza parlamentare a Draghi può essere letto CLICCANDO QUI.

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