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Rischio al femminile: dall’Inail due nuovi quaderni operativi

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

 

Qual è l’impatto della conciliazione delle responsabilità familiari e professionali sulle donne? Quali sono i rischi sottovalutati e i percorsi futuri da intraprendere per diffondere un nuovo concetto di salute sul lavoro che ricomprenda la differenza di genere tra le sue specificità? Vogliono dare una risposta operativa a questi quesiti i due nuovi quaderni tematici “Integrazione di genere delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e “Rischi lavorativi. Un approccio multidisciplinare” che –allegati alla “Rivista degli infortuni e delle malattie professionali”– ridefiniscono le linee guida sulla valutazione dei rischi in un’ottica anche di genere.

Presentati di recente presso il Parlamentino Inail di via IV Novembre, i volumi rientrano all’interno del progetto “Salute e Sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere”, che vede protagonisti la direzione regionale Inail Toscana e l’Università di Pisa, con la collaborazione di alcune tra le realtà industriali più importanti del territorio, quali Sammontana, Amadori e l’Azienda ospedaliera universitaria pisana.

 “Fin dall’inizio abbiamo guardato con molta attenzione a questo processo di raccolta dati, volto a dare una visione globale sulla valutazione dei rischi connessi al genere –ha spiegato il presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, introducendo i lavori– Oltre a dati puramente quantitativi, ho trovato rilevante il riferimento a casi concreti. Il mio auspicio è potenziare la struttura organizzativa di questo processo, così da poter estendere questo tipo di attività a tutto il territorio nazionale. Questo permetterebbe di costruire una ‘banca dati di esperienza’, arricchita cioè di casi concreti, che si potrebbe riagganciare al nostro lavoro sugli open data”.

“Per troppo tempo l’ottica di genere è rimasta rilegata al tema della maternità o dell’allattamento, mentre oggi ci stiamo accorgendo che molti aspetti del sistema lavorativo femminile non sono stati mai considerati, quale ad esempio l’uso di solventi che danneggiano il sistema endocrino femminile –ha sottolineato il viceministro del Lavoro, Cecilia Guerra, intervenuta alla presentazione dei volumi dell’Inail– La Comunità europea ci ha sollecitato più volte a promuovere l’uguaglianza di genere in tutti i settori, per questo oggi risulta fondamentale adoperare un approccio non più neutrale, ma mirato anche all’universo femminile, che venga seguito a livello di sistema”.

Il viceministro ha, infine, riportato l’attenzione sul tema della conciliazione: “Si fa troppa fatica a cogliere gli aspetti legati allo stress che il doppio lavoro comporta, eppure la maggioranza delle donne deve conciliare la vita privata con il lavoro di mercato”.

A rimarcare il carattere multidisciplinare della materia è stato il presidente del Comitato unico di Garanzia (Cug), Antonella Ninci, che ha fatto riferimento ai “rischi dimenticati”.

“Trattare il lavoratore come se fosse neutro conduce a una forma di ingiustizia sostanziale, che solo di recente ha trovato una sua evoluzione nella contaminazione tra le politiche di pari opportunità e quelle della sicurezza sul lavoro. Non stiamo parlando, infatti, di nuovi rischi ma di rischi in passato sottovalutati, sui quali il Cug dell’Istituto sta da tempo cercando di riportare l’attenzione”.

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