Ristorante, fai attenzione a questi pesci: potrebbero bruciarti il cervello | Ecco di quali si tratta e perché
Attenzione al pesce che mangi: spada e verdesca possono contenere metilmercurio, una neurotossina che, accumulandosi, danneggia il cervello. Scopri il rischio.
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha più volte lanciato allarmi specifici riguardo a specie ittiche che, per la loro posizione nella catena alimentare, tendono ad accumulare livelli preoccupanti di questa sostanza. La questione è particolarmente rilevante per i grandi predatori marini, la cui carne è molto apprezzata sulle nostre tavole. Ma quali sono questi pesci e perché rappresentano una minaccia per la nostra salute cerebrale? La risposta risiede in un processo chiamato bioaccumulo.
Il nemico invisibile: cos’è il metilmercurio e come agisce
Il metilmercurio: il nemico invisibile che agisce sulla nostra salute.
Il metilmercurio è la forma organica del mercurio, un metallo pesante presente naturalmente nell’ambiente ma le cui concentrazioni sono aumentate a causa dell’attività umana. Una volta rilasciato nell’acqua, il mercurio inorganico viene convertito in metilmercurio da microrganismi e, da qui, entra nella catena alimentare. È un composto estremamente tossico, noto per la sua capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, lo scudo protettivo del nostro cervello.
Il problema si aggrava con il fenomeno della biomagnificazione. I pesci più piccoli assorbono il metilmercurio dal loro ambiente e attraverso la loro dieta. Quando questi pesci vengono mangiati da predatori più grandi, come il Pesce Spada (Xiphias gladius) e la Verdesca, o Squalo Mako (Isurus oxyrinchus), la tossina si concentra ulteriormente nei loro tessuti. Essendo in cima alla catena alimentare, queste specie accumulano quantità significative di metilmercurio nel corso della loro lunga vita, rendendo la loro carne potenzialmente pericolosa per il consumo umano.
Questa neurotossina non viene facilmente eliminata dall’organismo. Al contrario, si lega alle proteine e si accumula nel tempo, in particolare nei muscoli del pesce, che sono proprio le parti che consumiamo. L’assunzione costante di pesce contaminato può portare a un graduale e progressivo aumento dei livelli di metilmercurio nel corpo umano, con conseguenze gravi sulla salute.
Danni cerebrali e precauzioni: come proteggere la tua salute
Salvaguardare la salute cerebrale: consigli e precauzioni contro i danni.
Gli effetti del metilmercurio sul sistema nervoso sono ben documentati e possono essere devastanti. La tossina attacca le cellule nervose, causando danni neurologici permanenti. I sintomi possono variare da lievi a gravi e includono problemi di coordinazione, alterazioni della vista e dell’udito, difficoltà cognitive e disturbi motori. Fetale e infantile sono particolarmente vulnerabili, in quanto il metilmercurio può attraversare la placenta e accumularsi nel cervello in via di sviluppo, compromettendone irreversibilmente la crescita e le funzioni.
L’EFSA raccomanda di moderare il consumo di pesci ad alto tenore di metilmercurio, specialmente per le categorie più a rischio come le donne in gravidanza, le madri che allattano e i bambini piccoli. Non si tratta di eliminare completamente il pesce dalla dieta, ma di fare scelte informate e variate. Integrare il consumo con specie a basso rischio di accumulo, come salmone, sardine, acciughe e merluzzo, è una strategia efficace per godere dei benefici del pesce senza esporsi a rischi eccessivi.
È fondamentale prestare attenzione alla provenienza e alla specie del pesce che acquistiamo. Informarsi e preferire una dieta ittica diversificata è la chiave per ridurre l’esposizione al metilmercurio. La consapevolezza dei rischi associati a certi alimenti ci permette di fare scelte più sane e di proteggere la nostra salute a lungo termine. La conoscenza è il primo passo verso una tavola più sicura e consapevole.
