Una sospensione della licenza notificata il venerdì sera, con merce acquistata e clienti già prenotati per il fine settimana, senza la possibilità di chiedere spiegazioni negli uffici municipali preposti (chiusi il sabato e la domenica) ma soprattutto per una irregolarità già sanata e di cui era sostanzialmente “colpevole” il Comune.

Difficile che possa capitare di peggio a un ristoratore.

Eppure, a chi lavora a Pozzuoli, può succedere anche questo.

A raccontarci la sua disavventura è Pasquale Santonicola, 37enne titolare de “La Terrazza di Donna Fortuna”, che si trova al civico 22 di via Matteotti, la strada che conduce dalla chiesa di San Vincenzo al lungomare di via Napoli.

Il ristoratore Pasquale Santonicola

Cosa è successo, Pasquale?
E’ successo che non posso lavorare e non ne ho nessuna colpa. Ho rilevato la licenza di questo locale il 24 aprile dell’anno scorso, avevo tutte le autorizzazioni amministrative e sanitarie in regola e né Comune né Asl mi avevano detto che, a causa dei lavori di rifacimento del lato mare che dà sulle scogliere, era stato rialzato il piano stradale e quindi la cappa ecologica di cui è dotato il locale non era più ad almeno 2 metri e mezzo da terra ma solo a 1 metro e 20 centimetri.

La vecchia canna fumaria

Quindi, sei stato multato per questa infrazione.
Sì. Sabato 1 giugno i vigili, in seguito a un controllo, mi hanno contravvenzionato di 50 euro e, a voce, mi hanno detto che avrei dovuto consegnare tutta la documentazione tecnica relativa alla manutenzione della cappa e che avrei dovuto in tempi brevi riportarla ad un’altezza minima di 2 metri e mezzo dal suolo.

La nuova canna fumaria

Tu che hai fatto?
Mi sono attivato subito. Martedì 4 giugno ero già  al comando vigili per consegnare la documentazione richiesta: non trovando la persona preposta al controllo di queste carte, ho lasciato il mio nome chiedendo di essere ricontattato. Il sabato successivo, l’8 giugno, sono venuti loro da me e ho consegnato l’incartamento. Poi mi sono messo al lavoro per portare la cappa all’altezza richiesta.  Tra manutenzione, lavori e perizia sono già a 3.300 euro di spesa. E da mercoledì scorso 26 giugno la cappa è a sei metri di altezza dal suolo. Ho atteso che l’Asl venisse a controllarmi per certificare che fosse tutto in regola così come i vigili mi avevano preannunciato ma, improvvisamente, ieri sera mi è arrivata una sorpresa che non mi sarei mai aspettato…

Qual è stata questa sorpresa?
Pochi minuti dopo le 21, si sono presentati due vigili in divisa e mi hanno notificato un’ordinanza dirigenziale con cui, sulla base del sopralluogo del 1 giugno, mi è stata sospesa la licenza di somministrazione e mi è stato intimato di mettermi in regola con la cappa entro 30 giorni altrimenti la licenza mi verrà tolta. Non sapevo se ridere o piangere. Avevo 22 prenotati a cena che ho dovuto mandare via, altri 30 oggi più due feste per domani. Per il fine settimana avevo di incassare almeno 10mila euro più ho 3mila euro di generi alimentari deperibili che dovrò buttare e quattro dipendenti assunti (io sono il quinto) che dovrò comunque pagare. In più, dovrò risarcire il danno a chi aveva prenotato le due cerimonie da me e subirò un danno di immagine incalcolabile. Ho spiegato tutto questo ai vigili, ho fatto vedere loro che nel frattempo ho adempiuto ai miei doveri con tanto di relazioni tecniche e testimonianze visive della nuova altezza della canna fumaria. Loro, devo dire la verità, erano anche un po’ imbarazzati ma mi hanno risposto che, pur comprendendo umanamente il mio dramma lavorativo, non potevano farci nulla e che, in quanto semplici esecutori di ordini, avevano solo il dovere di notificarmi l’ordinanza.  Erano ben  consapevoli che imporre una cosa del genere a un ristoratore il venerdì sera è una sentenza di morte lavorativa, visto che il sabato e la domenica gli uffici comunali sono chiusi e non puoi manco dimostrare la tua buona fede sperando che ti revochino subito l’ordinanza. Cosa che farò fin da lunedì mattina, anche se ormai il guaio mi è stato procurato ed è anche grosso per chi ha iniziato un’attività da appena 15 mesi.

Cosa vuoi dire al Comune di Pozzuoli?
Che pago 3.200 euro di fitto al mese, circa 8.000 euro annui tra acqua, spazzatura e occupazione di suolo pubblico, che l’anno scorso hanno preteso che io pagassi la spazzatura per un anno di suolo pubblico anche se l’ho occupato soltanto da giugno a dicembre, che pago quattro stipendi, mille euro mensili di luce e gas, ho una cappa ecologica da 15 mila euro e ho tirato fuori bei soldini per manutenerla e regolarizzarne l’altezza per una colpa non mia ma dei lavori del Piu Europa. Mi chiedo cosa io abbia fatto di male per meritarmi la condanna a non lavorare e rischiare di perdere una licenza. E’ così che si tutela l’imprenditoria onesta in questa città?  

L’ORDINANZA DI CHIUSURA NOTIFICATA IERI E IL VERBALE DEI VIGILI DEL 1 GIUGNO

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