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Rotonda “elettorale” a Licola: la verità di un ex consigliere comunale

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Ricevo e pubblico*

Gentilissimo Direttore, Le scrivo per poter far chiarezza, in questa passerella pre-elettorale, circa un fatto storico per i tanti meriti che oggi vengono magnificati da diversi attori presenti nella politica locale.

I fatti da chiarire sono presenti nell’articolo pubblicato sulla Sua testata il 21/04/2022, dal titolo “la campagna elettorale fa miracoli: arriva anche la rotonda di Licola”; all’articolo, pubblicato da Cronaca Flegrea, anch’esso il 21/04, dal titolo “dopo 8 anni di attesa, Figliolia (in campagna elettorale) annuncia la fine dei lavori alla rotonda di Licola”; ed al post pubblicato sulla propria pagina Facebook del Sindaco Figliolia, che dà notizia, intestando i meriti alla sua amministrazione nella fine dei lavori alla summenzionata rotonda; ed anche per cercare di dare risposte ai tanti cittadini che, magnificando l’impresa, sono all’oscuro di come realmente si sono svolti i fatti.

Ma siccome la verità non si può sottacere, cercherò, con fatti e circostanze, di spiegare l’esatto svolgimento di quello che è accaduto.

Correva l’anno 2014, all’indomani di un ulteriore incidente mortale avvenuto all’allora quadrivio prospiciente l’ingresso del depuratore di Cuma, che vedeva coinvolto un giovane puteolano, mio conoscente.

Nel ricostruire la dinamica di quanto accaduto, mi recai sul posto e, da una piccola indagine presso i gestori dei locali commerciali che si affacciano sul quadrivio, fui reso edotto della pericolosità dell’incrocio e della frequenza, quasi quotidiana, di incidenti mortali.

La questione l’affrontammo nella 3^ commissione consiliare del presidente Caiazzo e con una audizione di un gruppo di cittadine definitesi “mamme coraggio”, le quali avevano apposto al centro del quadrivio una serie di croci bianche a testimonianza dei tanti lutti, per manifestare con tale protesta la pericolosità di tale strada.

Successivamente, organizzammo con il responsabile alla viabilità ed al traffico del Comune di Pozzuoli, il geometra Luigi Figliolia, un incontro sul posto, sopralluogo chiesto e voluto dall’allora consigliere Raffaele Visconti e dal sottoscritto.

Da subito ci rendemmo conto della pericolosità della viabilità e chiedemmo al responsabile dell’ufficio di studiare un’ipotesi di rotonda da realizzarsi.

Inizialmente ci accordammo, per verificarne l’efficienza, di posizionare dei New Jersey di plastica, che facilitassero l’ingresso nella rotonda creata anch’essa da New Jersey.

E la creazione di un corpo luminoso al centro della rotatoria.

Già da subito, la viabilità così regolata evidenziò la bontà del nuovo assetto viario e non vi furono più incidenti stradali di alcun tipo.

Premetto che all’epoca del mio interessamento ai fatti narrati ero nella maggioranza del Sindaco, ma di lì a poco, per divergenze gestionali, mi accomodai nei banchi dell’opposizione e, da questa mia nuova collocazione, incominciai una battaglia per la stabilizzazione definitiva della rotonda.

Sono testimonianza di questo le numerose iniziative sia nella 3^ commissione che in consiglio comunale, attraverso numerosi ordini del giorno, interrogazioni e domande di attualità.

Ricordo, ed è registrato, che ad una mia domanda di attualità, il Sindaco, sui tempi della realizzazione definitiva della rotatoria, mi rispose, leggendo una nota del responsabile del depuratore, che annunciava, in un, per me, ipotetico progetto di ristrutturazione e viabilità della sua struttura, che il progetto avrebbe compreso anche quello della realizzazione della rotonda: un bluff. Correva l’anno 2016.

A parziale memoria di quanto accaduto, allego alla presente uno stralcio registrato di una mia interrogazione nel consiglio comunale di gennaio 2016, indirizzata all’allora Assessore ai lavori pubblici Marrandino.

Chi vuole vederlo, può farsi un’idea di come sono avvenuti realmente i fatti e constatare le difficoltà che si manifestavano nel contrastare la mia iniziativa.

Di seguito il video di quel mio intervento in Consiglio Comunale.

Tanto vi dovevo per verità.

*Antonio Di Bonito

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