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Rottura sindacale al Comune. Cisl e Uil accusano la Cgil: “Ha ingannato tutti i lavoratori”

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Anche quando sembrano essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda, continuano a parlare due linguaggi diversi, con l’inevitabile risultato di litigare in modo pressoché irreparabile. Cisl e Uil da una parte, Cgil dall’altra: al Comune di Pozzuoli l’unità sindacale è un miraggio e l’ennesima dimostrazione si è consumata in occasione dell’assemblea dei lavoratori programmata per martedì mattina all’interno del Municipio. Un incontro importante e convocato (dai rispettivi rappresentanti territoriali di quella che un tempo si chiamava Triplice) giovedì 3 aprile per protestare contro la mancata convocazione della riunione di delegazione trattante che avrebbe dovuto deliberare  il fondo di incentivazione e di produttività per i dipendenti, in modo da rispettare gli accordi sindacali che prevedono il pagamento di queste spettanze con la busta paga di aprile. (http://www.pozzuoli21.it/dipendenti-comunali-senza-produttivita-in-busta-paga-sindacati-sul-piede-di-guerra/).

Nella stessa giornata del 3 aprile, tuttavia (guarda caso la combinazione!) il segretario generale comunale Matteo Sperandeo, nella sua qualità di presidente della commissione trattante, invia una nota ai sindacati in cui fissa per lunedì prossimo 14 aprile, alle 9.30 in sala giunta, la riunione per discutere del contratto collettivo decentrato integrativo relativo all’anno in corso e delle indennità per specifiche responsabilità.

Ed è questa nota dell’Amministrazione che fa consumare l’ennesimo strappo tra i rappresentanti dei lavoratori.

A 24 ore dall’assemblea dei dipendenti comunali, dunque nella giornata di lunedì 7, circola infatti in Municipio una lettera firmata dalla sola Cgil (coordinatore aziendale Vincenzo Matino e segretario provinciale Salvatore Tinto). Nel documento (indirizzato al segretario generale Sperandeo, al sindaco Figliolia, all’assessore Cammino e a “tutti i lavoratori”), si annuncia l’avvenuta convocazione della delegazione trattante per il 14 aprile  ed il rinvio “a data da destinare dopo l’esito dell’incontro” dell’assemblea sindacale programmata per l’8 aprile. Il tutto perche lo impone “l’etica comportamentale”.

Il documento, fatto veicolare a tambur battente all’interno del Municipio, ottiene l’effetto voluto da chi lo ha scritto in modo clamorosamente fuorviante e ingannevole: limitare al “minimo sindacale” la partecipazione dei lavoratori all’assemblea di martedì.

La Cgil, infatti, omette di spiegare che si rivolge soltanto ai propri iscritti e che la stessa assemblea non è stata annullata ma resta convocata, sia pure con il solo assenso di Cisl e Uil.

Così come la Cgil omette di spiegare per quale ragione si “sveglia” soltanto quattro giorni dopo l’avviso di convocazione della delegazione trattante da parte del segretario generale Sperandeo, convocazione avvenuta nello stesso giorno in cui la stessa Cgil aveva condiviso con Cisl e Uil la necessità di indire un’assemblea con i lavoratori.

Visto che chi rappresenta un sindacato serio e glorioso come la Cgil, dovrebbe essere in grado di conoscere in tempo reale (e non con 4 giorni di ritardo!) tutte le novità riguardanti una vertenza di cui si occupa, o i due firmatari di questo documento (Matino e Tinto) non sono all’altezza del proprio compito e vanno immediatamente rimossi dall’incarico, oppure, se erano a conoscenza della convocazione della delegazione trattante avvenuta già il 3 aprile, seguendo la loro “etica comportamentale” avrebbero fatto una figura migliore a non sottoscrivere (o sconvocare subito) l’incontro con i lavoratori.

Insomma, tutto lascia sospettare che la Cgil locale, come già si vocifera che sia accaduto in altre circostanze,  quando si tratta di problemi che sfociano in rapporti conflittuali tra dipendenti comunali e “stanze dei bottoni”, anche stavolta non abbia saputo dire di “no” a qualche “richiamo” degli “amici” dell’Amministrazione.

Durissima, come era prevedibile, la reazione di Cisl e Uil a questo comportamento dei loro colleghi.

“Martedì, all’assemblea generale convocata da  Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, dopo anni di vita sindacale vissuta “da separati”, si è compreso perché tanti anni vissuti in piena divisione erano giusti ed inevitabili –scrivono in una nota a firma congiunta Giovanni Capuano (capo dipartimento Cisl Fp Napoli Nord) e Giuseppe Migliaccio (responsabile territoriale Uil)  La conferma si è avuta quando, meno di una decina di ore precedenti i lavori assembleari, la Cgil, con un volantino (tra l’altro,  indirizzato “a tutti i lavoratori” del Comune di Pozzuoli, e giammai ai propri iscritti e simpatizzanti, così come correttamente sarebbe dovuto essere) comunicava che, così come “etica comportamentale impone” si rimandava l’Assemblea “a data da destinare”. Volutamente, la citata organizzazione sindacale traeva in inganno “tutti i lavoratori” sul rinvio dell’assemblea, senza specificare che era solo la Fp Cgil a rinviarla. I motivi che avevano indotto le organizzazioni sindacali ad indire l’assemblea generale erano nati proprio in virtù di una convocazione inviata per il giorno 14 aprile 2014, ovvero ampiamente oltre i termini per rispettare un corretto sistema di relazioni sindacali, che vedesse la costituzione e ripartizione del fondo dei lavoratori e consentisse il pagamento delle indennità. Come si evince, le organizzazioni sindacali erano già a conoscenza della convocazione, all’atto in cui indicevano l’assemblea e, nostro malgrado, scopriamo che Cisl e Uil non hanno “etica comportamentale” con la succitata organizzazione sindacale. La certezza che questo voluto ritardo porterà a non pagare la produttività ai lavoratori, dopo che per mesi è stata richiesta invano la Delegazione Trattante, è una condizione inaccettabile e irresponsabile da parte dei dirigenti e funzionari, che vengono pagati per applicare le leggi nel Comune di Pozzuoli. L’atteggiamento tenuto ieri da una parte sindacale sta a dimostrare che tutti i dirigenti e funzionari amministrativi si possono permettere il lusso di non applicare le norme e di non soddisfare le legittime e giuste applicazioni contrattuali, tanto poi nessuno protesta perché, ove mai  qualcuno lo facesse, disturberebbe i “manovratori” o i “conducenti” e sarebbe senza “etica comportamentale”.

E’ guerra aperta, insomma. Chi la vincerà non si sa, ma gli sconfitti sicuri sono i dipendenti comunali.

Senza un sindacato unito, infatti, non si va da nessuna parte.

E chi rappresenta i lavoratori sa bene che, quando un interlocutore ha torto e non sa come rimediare, l’unica strategia che può adottare per sperare di vincere è quella di indebolire il fronte avversario.

Di solito, il primo modo per tentare di neutralizzare il “nemico” è spaccarlo al proprio interno.

Tutto sta a trovare le “sponde” giuste.

E a capire chi sta con i lavoratori, chi con se stesso, chi con un piede in due scarpe (o due in una scarpa sola), chi è ricattabile, chi è libero, chi prende ordini e chi ti manda a quel paese solo se provi a farlo pensare con la tua testa…

 

 

 

 

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