Cosa se ne facciano è davvero un mistero. L’unica cosa certa è che procurano un danno alla collettività, l’ennesimo che i puteolani perbene sono costretti a subire per colpa di gente che calpesta quotidianamente anche le più elementari regole del vivere civile.

Stiamo parlando di una nuova categoria di ladri: quelli che da un po’ di tempo si cimentano nel rubare i contenitori stradali per la raccolta differenziata.

Sì, avete capito bene.

Nel “capoluogo” flegreo non stanno “tranquilli” nemmeno i bidoni utilizzati per sversare l’organico, il multimateriale e la carta.

L’ultimo furto si è verificato qualche giorno fa a via Napoli: da un condominio del lungomare è infatti sparito improvvisamente, dalla sera alla mattina, un carrellato adibito al deposito dei rifiuti umidi.

Qualcuno l’ha portato via dall’esterno del palazzo in cui era stato sistemato dal Comune, lasciando di stucco le famiglie che se ne servivano per compiere puntualmente il proprio dovere.

Famiglie che, in attesa dell’intervento del Municipio per la sostituzione del contenitore (intervento, per la verità, avvenuto dopo 48 ore dalla segnalazione del “misfatto”) sono state costrette a depositare i propri rifiuti organici in altri bidoncini posizionati a pochi metri di distanza.

Un disagio superabile e superato, non c’è dubbio.

Ma ciò nulla toglie alla gravità di certi comportamenti.

Chi e perché può avere interesse a commettere un furto del genere?

Che fine fanno questi bidoncini trafugati?

Chi ne usufruisce?

Dove vanno a finire?

Ovviamente nessuno può saperlo e nessuno riesce ad immaginarlo.

L’unica ipotesi che si potrebbe fare è che se ne sia impossessato qualcuno a cui questo contenitore “manca” e ha pensato di risolvere il problema “autonomamente” senza contattare il Comune e la De Vizia, che probabilmente gliene avrebbero fornito uno direttamente a domicilio.

Poco plausibile infatti è l’ipotesi che di questi bidoncini si possa fare commercio, giacchè il loro valore di mercato è relativamente esiguo (circa 50 euro) e comunque non si capirebbe chi potrebbe avere interesse ad acquistarne uno visto che esiste un apposito servizio gratuito da parte del Municipio.

Resta il fatto che il danno economico c’è, proprio perché il Comune, se non ne ha in deposito, deve acquistare altri contenitori del genere per riposizionarli nelle zone da cui sono stati rubati: tutte spese che poi vanno a “gonfiare” il costo del servizio e, di conseguenza, anche la già salatissima tassa sui rifiuti a carico di ogni famiglia.

E non stiamo parlando di un caso singolo.

Abbiamo infatti appreso che episodi del genere sono già avvenuti in altre zone della città, sia a danno di insediamenti condominiali sia di attività commerciali.

E pare che si sia arrivati addirittura al punto che qualcuno, per evitare le incursioni dei “soliti ignoti”, abbia deciso perfino di incatenare questi contenitori, allo scopo di rendere quanto meno più difficile il “lavoro” dei ladri.

Insomma, per quanto possa sembrare assurdo, evidentemente a Pozzuoli c’è bisogno dell’antifurto anche per i bidoni della differenziata!

E chissà che il Comune prima o poi non si trovi costretto a numerare questi bidoncini in modo da rendere possibile la loro “identificazione” e scoraggiare chi pensa di potersene appropriare così facilmente.

Chi subisce questi atti di inciviltà può comunque consolarsi pensando a coloro che stanno ancora peggio.

Come gran parte dei residenti di Arco Felice, che ormai da un mese hanno visto spariti dalle strade tutti i contenitori della raccolta differenziata.

In questo caso non si è trattato di un furto di massa, ma di una decisione del Comune, che ha così voluto “comunicare” ai cittadini l’avvio del servizio a domicilio. Solo che la raccolta “porta a porta” non è ancora partita, in molti non hanno ricevuto nemmeno il “kit” di buste e biopattumiera per realizzarla e così la popolazione interessata alla “novità”, per disfarsi di organico, carta e multimateriale deve recarsi all’isola ecologica del rione Toiano, ma può farlo solo in determinati giorni ed orari  (dal lunedì al sabato dalle 7 alle 17 e nei giorni festivi dalle 7 alle 13).

Un disagio che doveva terminare già da oltre una settimana e che si spera finisca presto, anche perché non si può pretendere che i cittadini debbano mettersi in macchina per fare il proprio dovere solo quando l’isola ecologica è aperta, quando sarebbe stato molto più logico rimuovere tutti i contenitori contestualmente all’avvio della raccolta domiciliare, così com’è avvenuto in altre zone di Pozzuoli.

Insomma, se oltre ai ladri di cassonetti, ci si mette anche il Comune a creare le premesse per scoraggiare la gente nel fare la differenziata, difficilmente potremo avere una città più pulita di com’è adesso…

(da “Il Corriere Flegreo” del 9 febbraio 2013)