Il recupero del complesso “Monachelle” di Arco Felice è al centro dell’attenzione di associazioni e singoli cittadini, che stamattina  alle 10 si riuniscono presso il bar “Chuka” di piazza Aldo Moro.

Il comitato civico, promosso da Paolo Casale, si è formato lo scorso 3 settembre al termine di un incontro tenutosi nell’area dell’ex convitto.

Lo stabile, composto da tre edifici e da un’area esterna prospiciente la linea di costa, è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione, sospesi nel 2004 e mai ripresi.

“Un’opera rimasta incompleta ed attualmente in stato di abbandono e degrado, preda di atti vandalici e sversamento indiscriminato di rifiuti”, si legge in una bozza di lettera che il comitato intende inviare al sindaco napoletano De Magistris  allo scopo di ottenere, in base alle norme sulla trasparenza amministrativa,  tutte le documentazioni riguardanti “la consegna dei lavori e l’eventuale collaudo; le caratteristiche e la destinazione d’uso attuale riportata nello stato di consistenza dei beni patrimoniali del Comune di Napoli; eventuali atti attestanti l’erogazione o la programmazione di finanziamenti, a valere su fondi comunali, regionali, nazionali o europei, destinanti all’immobile in passato e ad oggi; ogni ulteriore atto che dovesse contenere informazioni utili a ricostruire l’attuale stato di diritto e di fatto dell’immobile”.

In un altro documento, che il comitato intende inviare agli amministratori di Palazzo San Giacomo, si chiede inoltre di far diventare l’ex convitto di via Annecchino un’area di interscambio a servizio di un percorso ciclabile e pedonale che vedrà coinvolta la zona compresa tra Nisida e Miseno.

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“La collaborazione fra le Amministrazioni comunali interessate all’itinerario e le presenti associazioni – si legge nella missiva-  può far nascere nel tratto del percorso una struttura di accoglienza turistica (ostello) oltre a diverse attività culturali e sportive come ad esempio, scuola di vela, ciclo/officina, noleggio bici, eccetera”.

Il comitato ricorda al Comune di Napoli che, nell’ex convitto, prima che fossero sospesi, erano già in corso “lavori per realizzare un ostello per turisti e spazi per attività veliche” e intende chiedere al Municipio partenopeo un incontro per decidere il da farsi “anche allo scopo di un  successivo coinvolgimento più operativo del Comune di Pozzuoli”.

 

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