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Sanità, a Parma nascerà il centro per i farmaci del futuro

Iniziati i lavori del Biotech Center of Excellence alla Chiesi

Parma, 21 nov. (askanews) – Innovazione, diritto alla salute, ricerca, malattie rare, farmaci biologici. A Parma si sta costruendo il futuro della sanità e della salute, che riguarderà non solo gli italiani ma i cittadini del mondo. E’ qui che il gruppo Chiesi ha avviato i lavori per realizzare il Biotech Center of Excellence. “Un centro di questo tipo, che è necessario non solo per l’economia del territorio ma per il paese, serve a rimanere competitivi, ad attirare non solo manodopera specializzata e cervelli e aiuta al nostro paese a creare quel rapporto tra l’industria privata e la ricerca pubblica – ha detto nel corso dell’avvio dei lavori il viceministro delle Imprese, Valentino Valentini -. Unico modo fondamentale per far fronte alle nuove sfide che dobbiamo affrontare”.

A chiedere un intervento deciso del governo è stato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani: “Abbiamo bisogno di regole nuove nel governo della spesa farmaceutica. Oggi combattiamo ancora con i tetti di spesa inadeguati rispetto al fabbisogno reale verso innovazione e cure ospedaliere che è sbalorditivo se pensiamo a quello raggiunto negli ultimi dieci anni grazie all’innovazione” portata avanti dalle imprese del settore.

Qui a Parma “lavoriamo per cercare di sviluppare delle terapie innovative in ambito biotecnologico – ha spiegato Francesca Usberti, responsabile del Pharmaceutical development in ricerca e sviluppo di Chiesi -. Questo centro si contraddistingue per un’unicità importante nelle realtà produttive italiane, che è quella di aver associato alla parte produttiva la ricerca e sviluppo che è distante da qui circa un chilometro. Quindi ci possiamo avvantaggiare di una competenza molto importante in ambito produttivo associata al tipico approccio di ricerca che ha contraddistinto Chiesi da sempre”.

Il Centro sarà operativo dal 2024 e sarà specializzato nello sviluppo e produzione di principi attivi come anticorpi monoclonali, enzimi e altre proteine. “Qui possiamo andare dal principio attivo fino alla produzione del prodotto finito e alla consegna al paziente – ha aggiunto Usberti -. Lo step in più è rappresentato dal fatto che possiamo partire ancora prima, dall’identificazione del target, dallo studio della patologia con i pazienti fino al disegno finale del prodotto. Quindi è un sistema di catena integrata dal disegno del prodotto fino alla consegna nelle mani del paziente”.

Dalle cellule al farmaco finito, quindi, fino all’imballaggio per il mercato internazionale, richiamando in Italia talenti e competenze tecniche cruciali per lo sviluppo di un know-how specializzato. “Stiamo già incamerando persone già specializzate nell’ambito delle biotecnologie – ha confermato Antonio Magnelli, Head of Global Manufacturing Division del Gruppo Chiesi -. Pensiamo che questo nuovo impianto, verso la fine, quando sarà a tutti gli effetti lanciato, occuperà più di cento persone”.

L’incontro a Parma è stato anche l’occasione per raccontare l’impegno di Chiesi a favore della ricerca in Italia e in Emilia-Romagna. “E’ un investimento che sta al passo con la tradizione di questa ragione – ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – dove imprese straordinarie, e per fortuna ce ne sono tante, tra la quali Chiesi, fanno un investimento in relazione anche agli impegni di governo, Regione, istituzioni che garantiranno di nuovo e ancora quella che è la nostra cifra per competere con le parti più avanzate dell’Europa e del mondo: ricerca, innovazione e tecnologie. Questo è quello che dobbiamo fare per tenere alta la competitività”.

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