A distanza di sei mesi dalla chiusura delle Universiadi, il Pala Trincone di Monterusciello è ancora chiuso e lo sarà ancora per molto.

Dopo i giochi universitari, in mancanza di un’assegnazione, le porte del palazzetto non hanno mai riaperto, mentre la piscina continua ad essere gestita sine titulo.

Tutto questo nonostante la scelta di avviare un procedimento di affidamento di nove mesi in vista, secondo gli annunci, di una gara per la concessione in valorizzazione con tempi e investimenti più importanti.

Ebbene, dopo la manifestazione d’interesse pubblicata il 24 ottobre, la gara dovrà essere annullata per irregolarità: la commissione aggiudicatrice ha proceduto all’apertura delle buste senza disporre la convocazione della seduta pubblica, come previsto dalle norme. Le sette società candidate, convocate presso il Comune, nella giornata di lunedì hanno ricevuto la notizia del madornale errore.

«Una vergogna senza fine – afferma Raffaele Postiglione, consigliere comunale di Pozzuoli ORAuna gestione della cosa pubblica a dir poco assurda. È incomprensibile che vengano commessi errori del genere. È passato più di un lustro dalla scadenza dell’ultima concessione ufficiale e da quel momento non si è stati capaci di programmare e portare a termine un procedimento per un nuovo affidamento che garantisse l’attività sportiva e sociale, così come la gestione. L’errore a dir poco grossolano allungherà i tempi e sottrarrà ancora per molto il Palazzetto alla collettività».

«Alla chiusura del Palazzetto dopo le attività delle Universiadi – commentano Antonio Caso e Domenico Critelli, consiglieri comunali del Movimento 5 Stellel’Amministrazione aveva annunciato l’imminente riapertura della struttura grazie ad un veloce affidamento di nove mesi, in attesa della preparazione della concessione pluriennale. Incapacità, incompetenza e cattiva amministrazione ancora una volta la fanno da padrone. Tutte le nostre perplessità espresse mesi fa si sono rivelate fondate. Continuiamo a pensare che l’Amministrazione avrebbe dovuto e debba lavorare diversamente, optando magari per una gestione diretta in sinergia con le realtà sportive e culturali».

I danni di scelte sbagliate ed errori di procedure continuano ad essere pagati dai cittadini: per ora siamo a oltre 50.000 euro per la vigilanza, e ne pagheremo circa 10.000 per ogni altro mese che passerà.

(comunicato stampa)