Non era all’ordine del giorno dei lavori del consiglio comunale, ma dopo l’infuocata assemblea sindacale promossa venerdì scorso da Cisl e Uil tra i vigili urbani, lo scontro aperto tra 50 agenti della polizia municipale ed il comandante del Corpo, Carlo Pubblico (nella foto grande in alto), è diventato talmente noto alla collettività da non poter passare inosservato nemmeno agli occhi della politica.

Di ciò che è stato denunciato in quella riunione, ho già ampiamente raccontato sabato scorso (potete rileggere il tutto cliccando su http://www.pozzuoli21.it/50-vigili-e-2-sindacati-accusano-carlo-pubblico/ ).

Ma, mercoledì sera, nell’aula consiliare del rione Terra, in presenza dello stesso capo dei caschi bianchi puteolani, è andata in scena la seconda (e sicuramente non ultima) puntata di questa “telenovela”, con risvolti anche molto polemici.

A sollevare la questione è stato, dalla maggioranza,  Maurizio Orsi (Udc), il quale ha preso la parola per dire che “circolano voci su fibrillazioni nel Corpo di Polizia Municipale che non fanno bene alla città, visto che si parla anche di verbali non notificati e danni erariali”, chiedendo al sindaco Enzo Figliolia (che ha tenuto per sé la delega ai vigili urbani ed è dunque di fatto l’assessore al ramo) di farsi “parte attiva per addivenire ad una soluzione del problema”.

Ancora più duro ci è andato Filippo Monaco. Dai banchi dell’opposizione, il capogruppo del Pdl ha infatti apertamente contestato il tono di una dichiarazione rilasciata da Carlo Pubblico al quotidiano “Il Mattino” di sabato 9 novembre. In quell’articolo il comandante dei vigili, nel difendersi dalle accuse mosse dai sindacati, diceva testualmente “la mia opera di moralizzazione del Corpo è iniziata due anni e mezzo fa”.

Secondo Monaco, “queste parole offendono i vigili urbani e la città perché lasciano intendere che il comandante ha trovato una banda di malfattori e ladroni. Chiedo ufficialmente al sindaco, in qualità di responsabile della polizia municipale, di porgere le scuse ai vigili urbani e alla città intera per queste affermazioni di Carlo Pubblico”.

E se per Paolo Tozzi (Verdi) “un dirigente comunale non può parlare con la stampa per manie di protagonismo”, per Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà) “la discussione diventa complicata se non ci dotiamo di un regolamento serio della polizia municipale su cui si possa valutare  l’operato del dirigente in relazione al suo atteggiamento ed alle sue responsabilità”.

Regolamento di cui, come ha sottolineato Gigi Manzoni (Pd e presidente della commissione consiliare regolamenti) “esiste già una bozza, anche se non penso che Pubblico abbia voluto offendere la città con quelle sue dichiarazioni. E poi sappiamo anche che a volte la stampa interpreta…”.

A tal proposito, è utile spiegare al consigliere Manzoni che, nel caso in cui la stampa dovesse “interpretare” male la dichiarazione di chicchessia, chi viene “male interpretato” può smentire, rettificare o querelare, dunque ha tutti gli strumenti per eventualmente “ripristinare” la verità dei fatti.

Giacchè non risulta che il comandante Carlo Pubblico abbia avuto alcunché da lamentarsi su eventuali distorsioni del proprio pensiero da parte dell’ottimo giornalista (Alessandro Napolitano) che ne ha riportato la dichiarazione, la temeraria ipotesi sollevata da Manzoni cade miseramente nel vuoto.

Il sindaco (e assessore ai vigili urbani) Figliolia non raccoglie, invece, l’invito di Monaco.

Anzi, rilancia.

“Sono soddisfatto del lavoro della polizia municipale –esordisce- Poi ovviamente ci sono da fare degli approfondimenti sull’organizzazione, gli strumenti, le responsabilità e i ruoli all’interno del Corpo. E questo è un argomento che affronteremo quando, spero già nel prossimo consiglio comunale, sarò pronto il nuovo regolamento in proposito. Di tutto ciò che uno dice o fa, penalmente risponde la persona. Io dò un’altra lettura a quell’articolo, e cioè che c’è chi lavora contro la funzionalità della polizia municipale. E farò approfondimenti perché io so chi lavora contro la polizia municipale!”.

Figliolia alza la voce, si fa rosso in viso, il tono delle sue parole sembra vagamente minaccioso.

La sensazione è che presto troverà “pane per i suoi denti”.

Cisl e Uil, infatti, attendono ancora una sua risposta alla loro richiesta di convocazione (partita l’8 novembre) proprio per discutere di questo conflitto tra una parte del Corpo di Polizia Municipale ed il comandante.

Se Figliolia entro il 23 novembre non convocherà i sindacati, è previsto lo stato di agitazione dei vigili urbani, con assemblee nei turni serali del sabato (!) e lo spostamento della vertenza davanti al Prefetto di Napoli.

Insomma, sarà un braccio di ferro tutto da seguire.

Anche perché i due sindacati hanno già promesso ai vigili urbani loro iscritti che sono disposti ad arrivare fino alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per fare valere le proprie ragioni.