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Scuolabus bloccati dai genitori degli alunni appiedati: “Niente per i nostri figli, niente per nessuno!”

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Per protesta hanno bloccato l’uscita degli scuolabus comunali dall’autoparco del mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Rischiano una denuncia per interruzione di pubblico servizio i circa 20 genitori di altrettanti alunni delle scuole di Licola che stamattina, al grido di “niente per i nostri figli, niente per nessuno”, si sono fisicamente parati davanti ai pullmini municipali adibiti al trasporto scolastico.

Com’è noto, infatti, dal primo giorno di lezione nelle elementari e medie, il servizio è ridotto ai minimi termini (inizialmente tre, ora cinque mezzi sui 18 che dovrebbero essere a disposizione) in quanto la stragrande maggioranza dei veicoli attende ancora il “via libera” della Motorizzazione Civile attraverso un apposito collaudo necessario a causa di alcune carenze.

E così, stufi di attendere che la situazione si risolva in tempi ragionevoli, i papà e le mamme di questi bimbi di Licola (completamente tagliati fuori anche dal trasporto a scartamento “ridotto”) hanno deciso di inscenare una manifestazione appositamente pensata per creare disagi a tutti gli alunni (circa 150) che stanno usufruendo del servizio  e sollecitare l’Amministrazione a prendere di petto la situazione.

Un momento della protesta di stamattina nell’autoparco degli scuolabus comunali

Il blocco dei cinque pullmini (che servono le zone di Agnano Pisciarelli, Cigliano, San Vito e via Campana) è durato per metà mattinata (per guardare un breve video della protesta, clicca su https://www.facebook.com/video.php?v=644992592288476&set=vb.361806727273732&type=2&theater) fino a quando i genitori in questione (dopo i vani tentativi di mediazione da parte dei vigili urbani e dei poliziotti) non sono stati convocati in Commissariato per essere identificati.

Un atto che lascia supporre uno strascico giudiziario della vicenda.

“Magari ci denunciassero –tuona Umberto Mercurio, (nella foto) portavoce di questi genitori- Siamo proprio curiosi di sapere chi, tra noi ed il Comune, ha interrotto un servizio. Noi di Licola il trasporto al Comune lo abbiamo già pagato e possiamo esibire come prova anche le ricevute di versamento dei  bollettini: ma, da quindici giorni i nostri figli non vanno a scuola perché gli scuolabus finora li abbiamo visti solo qui nell’autoparco. Adesso aspettiamo di parlare con il Sindaco, al quale abbiamo chiesto un incontro. Da lui ci attendiamo una soluzione in tempi brevi e di sapere perché si è arrivati a fine settembre con questo problema”.

Per ora, tuttavia, a rispondere non è Figliolia ma Alfonso Trincone, assessore alla pubblica istruzione (nella foto in basso).

“Come ho già detto due settimane fa, stiamo parlando di un servizio a domanda individuale, che non è più obbligatorio, ma che vogliamo continuare a garantire per non creare disagi alla platea scolastica. Però siccome non possiamo esternalizzare il servizio,  i genitori si devono calmare ed avere pazienza: oltre a rischiare conseguenze penali, non possono danneggiare altri bambini impedendo loro di usufruire del trasporto né pensare di bloccare l’attività amministrativa. I tempi burocratici per le revisioni sono quelli che sono e noi non possiamo farci nulla: né ci si può rimproverare di esserci mossi in ritardo, giacchè le procedure per rimettere in sesto questi scuolabus sono iniziate già da giugno, prima che terminasse lo scorso anno scolastico”.

Insomma, il braccio di ferro è destinato ancora a proseguire.

Non resta che attendere il prossimo round…

 

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