Sono tutte contestabili e potenzialmente annullabili le circa 2.000 multe da 80 euro ciascuna affibbiate agli automobilisti che hanno violato la Ztl del corso Umberto, sul lungomare di via Napoli, a partire dalle prime ore di domenica scorsa.

Ciò almeno fino a quando il Comune non si  sarà deciso ad indicare, con una segnaletica adeguata, tempi e modi della zona “vietata” ai non residenti.

L'ingresso nella Ztl di corso Umberto venendo da Napoli
L’ingresso nella Ztl di corso Umberto venendo da Napoli

E’ la clamorosa novità che emerge sia da un’attenta lettura del Codice della Strada ma anche da ciò che ognuno può vedere con i propri occhi e testimoniare in modo inequivocabile.

A quanto pare, infatti, come spesso accade quando c’è di mezzo la burocrazia municipale puteolana, il diavolo ha costruito le pentole ma non i coperchi.

Ma andiamo a vedere dove potrebbe cascare l’asino, con un ipotetico danno erariale (l’eventuale mancato incasso di oltre 150mila euro di contravvenzioni) di cui qualcuno nelle “stanze dei bottoni” di Toiano potrebbe essere chiamato addirittura a rispondere di tasca propria.

Ebbene, come molti sapranno, il sindaco Enzo Figliolia, con l’ordinanza numero 84 di venerdì scorso 8 maggio, ha modificato una sua precedente ordinanza (la numero 57 del 17 marzo) che stabiliva  l’istituzione dei varchi elettronici nella Ztl del corso Umberto per registrare automaticamente le infrazioni a carico delle auto in transito non autorizzate, ossia quelle dei non residenti in loco.

Con la nuova disposizione, Figliolia ha stabilito alcune finestre di ingresso nella Ztl anche per i non residenti, ossia dal lunedì al venerdì (tra le 4 e le 11 e tra le 15 e le 18) e il sabato, la domenica ed i giorni festivi solo dalle 4 alle 11.

Figliolia ha anche deciso che la sua ordinanza dovesse entrare in vigore dalla mezzanotte e un minuto di domenica 10 maggio.

E già è abbastanza singolare (oltre che irrituale e chissà quanto regolare) che un atto amministrativo inizi a produrre i suoi  effetti prima della sua pubblicazione all’Albo Pretorio, giacchè l’ordinanza in questione è stata affissa sul Bollettino Ufficiale del Comune soltanto ieri, martedì 12 maggio, praticamente dopo 48 ore dalla sua entrata in vigore.

Ma questo sarebbe niente in confronto a ciò che abbiamo scoperto.

Nella sua ultima ordinanza, infatti, Figliolia, all’articolo 6, comunica che, alla luce delle nuove disposizioni, la segnaletica esistente nella Ztl dovrà essere modificata e rimossa quella il cui contenuto non è più compatibile con le decisioni prese venerdì.

Questo perché, come recita l’articolo 7 comma 10 del Codice della Strada, le zone a traffico limitato devono essere indicate mediante “appositi segnali”.

E Pozzuoli21 ha controllato quanto fossero “appositi” i segnali stradali della Ztl del corso Umberto.

E, per non destare alcun tipo di equivoco, ha usato la prima pagina di un giornale per dimostrare che le foto sono state scattate ieri, martedì 12 maggio.

Ebbene, a ben due giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza 84 di Figliolia, su tutta la Ztl di corso Umberto non solo erano ancora presenti i segnali che autorizzano la sosta per il carico e scarico merci nei pressi dei paletti delle rotonde (autorizzazioni revocate dal Sindaco) ma non c’era un solo cartello che indicasse i riferimenti delle  due ordinanze sindacali istitutive dei varchi elettronici né un solo cartello che indicasse i giorni e gli orari di transito nella Ztl per i non residenti.

Informazioni essenziali per gli automobilisti di passaggio sul lungomare.

I quali, ovviamente, non sono tenuti a conoscere a memoria i provvedimenti di un’autorità locale, così come lascia intendere anche il Codice della Strada quando impone una “apposita segnaletica”.

Che cosa vede un automobilista quando arriva all’ingresso della Ztl di corso Umberto?

Un cartello che lo avvisa dell’esistenza di una zona a traffico limitato e delle categorie autorizzate a transitare in quest’area.

Ma nessuno gli comunica che, in determinati orari di qualsiasi giornata, anche il non residente può transitare.

Né lo aiuta a sbrogliare la matassa il display luminoso che indica “varco attivo” oppure “varco non attivo”.

Una terminologia che sembra fatta apposta per confondere le idee.

Sarebbe stato infatti molto più chiaro un display con la scritta “telecamera attiva” o “non attiva” per far capire che esiste un occhio elettronico che riprende le targhe e manda le multe a casa per quelle corrispondenti ad auto non autorizzate al transito nella Ztl.

Per numerosi automobilisti, “varco attivo” suona come un permesso al passaggio libero,  mentre “varco non attivo” viene istintivamente inteso come un divieto di transito.

Esattamente il contrario della realtà.

Di qui, il fioccare di multe (anche più di una nella stessa giornata: arriveranno tutte insieme entro 90 giorni al proprio domicilio) per molti ignari  guidatori, convinti di non aver commesso alcuna infrazione.

Ricapitolando: servono cartelli per spiegare cosa significhi “varco attivo” e “varco non attivo”, cartelli che spieghino quali sono giorni e orari di ingresso nella Ztl anche per i non residenti, oltre a numeri e date delle ordinanze cui fare riferimento per avere maggiori informazioni.

Fin quando non ci sarà tutto questo, e sicuramente non lo è stato fino alle 14.30 di ieri, martedì 12 maggio, (quando Pozzuoli21 ha scattato queste foto) chi ha subìto una contravvenzione attraverso quei varchi elettronici può fare ricorso (al Prefetto o al Giudice di Pace) e chiedere di  farsi annullare la multa per carenza di segnaletica.

Il tutto, ovviamente, a meno che la spesa per il ricorso non sia molto simile all’importo della multa da pagare.

Oppure a meno che, lo stesso Comune, in autotutela, non decida di annullare quelle multe per evitare di uscirne “cornuto e mazziato”, ossia senza aver incassato un centesimo e con spese legali da pagare.

Staremo a vedere come andrà a finire.

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