Uno degli occupanti abusivi dorme all'esterno dell'abitazione da cui è stato sfrattato

Quattro nuclei familiari, diciotto persone, tra cui sei minori, due invalidi ed una ragazza incinta al settimo mese.

Tutti via dagli alloggi di fortuna che avevano realizzato  occupando abusivamente la villetta “De Curtis” di via Ferdinando Russo a Monterusciello.

Porticati e locali commerciali diventati case, con allacci elettrici fuorilegge, acqua consumata a carico della collettività e tutto quanto rientra nei “canoni” di situazioni del genere.

Pattuglie di vigili a presidio della villetta dopo gli sgomberi
Pattuglie di vigili a presidio della villetta dopo gli sgomberi

Ieri lo sgombero da parte del Comune, con l’ausilio della forza pubblica, cui è seguita una protesta degli sfollati in Municipio.

Stanotte, queste famiglie hanno dormito per terra o nelle auto, davanti a quelle che negli ultimi sette anni sono diventate le loro abitazioni.

Una storia di ripristino di legalità “per restituire alla collettività un bene comune”, “non un atto di forza ma di tutela nei confronti di tutti coloro che, con sacrificio, vivono nel rispetto delle norme pagando utenze e tasse”, come ha scritto il sindaco Enzo Figliolia sulla propria pagina Facebook.

Il post pubblicato dal sindaco Figliolia su Facebook
Il post pubblicato dal sindaco Figliolia su Facebook

Ma poi, al di là delle parole, anche condivisibili, da parte del Capo dell’Amministrazione, ci sono le traversie umane, le persone in carne e ossa che vivono sulla propria pelle queste vicende e le vogliono raccontare.

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A parlare è Giusy Pisano, 36 anni.

Dal 2009 ha occupato uno di questi locali insieme col marito 38enne Raffaele Vecchione.

Qui è nata anche l’ultima dei loro tre figli.

Giusy Pisano col marito Raffaele Vecchione
Giusy Pisano col marito Raffaele Vecchione

“E’ vero, siamo abusivi, ma è facile sputare sentenze senza sapere perché si arriva a fare cose che uno non vorrebbe mai fare. Noi abitavamo a Licola, ma da lì ce ne siamo dovuti andare per un gravissimo problema con un nostro vicino. E da quel momento non siamo più riusciti a trovare una casa. Lello ogni tanto arrangia ma non ha un lavoro fisso, io nemmeno, un reddito non ce l’abbiamo, l’unica cosa che potevamo permetterci era la sistemazione che abbiamo trovato. Siamo stati inevitabilmente denunciati per furto di energia elettrica e per violazione di domicilio – prosegue Giusy- Pensate che l’Enel mi ha addirittura intestato un contatore della pubblica illuminazione e vuole da me 4000 euro di corrente. E, visto che il Comune qui ci ha dato la residenza,  riceviamo perfino la tassa sulla spazzatura, per locale ad uso domestico, non commerciale.  Dunque, da un lato per lo Stato siamo abusivi, ma dall’altro ci dicono che esistiamo e siamo tassabili, ad eccezione dell’acqua che, per la verità, nessuno ci ha mai chiesto di pagare. A marzo ci era arrivata una carta che ci intimava di lasciare liberi i locali entro trenta giorni, ma qualcuno al Comune aveva detto che non ci dovevamo preoccupare perché comunque non sarebbe successo niente. Poi, ieri mattina, ci siamo trovati tutti addosso e ce ne siamo dovuti andare. Grazie all’intervento della polizia, domani pomeriggio alle 15.30 incontreremo il sindaco in Municipio. Cosa gli chiederemo? Di non essere trattati come animali. Noi vogliamo metterci in regola, pagando una pigione che possiamo permetterci visto che siamo tutti disoccupati, pagando l’acqua, la corrente, la spazzatura, tutto quello che bisogna pagare. Ma  ci lascino lì dove ormai abbiamo la nostra casa. Tanto, se ci mandano via, non risolvono il problema: dopo di noi, arriverebbero sicuramente altri senzatetto ad occupare…”.

Il "trasloco" in auto
Il “trasloco” in auto

Non resta che attendere l’esito del faccia a faccia di domani tra gli abusivi sfollati e Figliolia.

Una cosa è certa: quando ci sono minori e invalidi di mezzo, bisogna andarci con i piedi di piombo prima di buttare per strada delle famiglie (per quanti errori esse abbiano fatto nel procurarsi un tetto) senza dar loro un’alternativa.

Le istituzioni, questo, dovrebbero saperlo.

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