Ricevo e pubblico*

Buongiorno, Direttore. Da oggi, come Lei sa, è possibile riaprire gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande anche alla clientela che vuole consumare all’interno dei locali.

Tuttavia, noi gestori o titolari di queste attività,  viviamo in uno stato di costante confusione.

Già normalmente non capiamo il politichese, ma in questo momento alcuni dei dettami imposti dal Governo e dalla Regione ci mandano in totale paranoia.

Le chiediamo quindi di rivolgere queste domande a coloro che, sul territorio di Pozzuoli, dovrebbero avere risposte chiare in quanto addetti al controllo ed alla prevenzione

1 – Se non è obbligatorio misurare la temperatura ai clienti, è obbligatorio comunque avere un termoscanner?

2 – Se è sufficiente che i clienti siano a distanza schiena-schiena di almeno 1 metro, si devono comunque mettere segnaletiche adesive sul pavimento prevedendo qualunque tipo di incrocio? E nel caso si uniscano tavoli, bisogna staccare ed attaccare questi adesivi ogni volta?

3 – Se non è obbligatorio per i clienti lasciarci i propri dati, come facciamo noi ad avere il nome ed il cognome di coloro che entrano nel nostro locale?

4 – Per quel che riguarda la chiusura alle ore 23, i pub sono considerati in movida o ristorazione?

5 – I vigili addetti alla verifica del rispetto delle regole, quali documenti controlleranno? E’ importante saperlo di modo che ognuno di noi possa creare una cartellina con tutto quanto è necessario da esibire e in un momento in cui saremo sicuramente presi da 1000 controlli da fare, si possa agevolare il lavoro a noi e a loro.

*Marco Franciosi (titolare del “The Sign”)