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Sosta vietata in via Rosini: lettera aperta a Figliolia

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Quella delle nuove regole per la sosta su via Carlo Rosini è una questione molto controversa e delicata. “Pozzuoli21” si è già occupato del caso in due occasioni nell’arco di appena 48 ore: il 24 luglio e il 26 luglio. Da allora sono trascorse quasi tre settimane senza che nulla sia cambiato.

E così, ecco che parte un nuovo appello alle istituzioni.

A lanciarlo, attraverso una lettera aperta pubblicata sul suo blog “luciferoflegreo” http://luvipice51.blogspot.it/2013/08/lettera-aperta-al-sindaco-di-pozzuoli.html?spref=fb e rilanciata attraverso Facebook, è il signor Lucio D’Isanto, residente in via Carlo Rosini e volto abbastanza noto in città, avendo lavorato per molti anni come direttore di cancelleria presso l’ufficio del Giudice di Pace di Pozzuoli.

Ecco il testo integrale della missiva, indirizzata al sindaco Enzo Figliolia.

“Io non so, caro primo cittadino della mia città di Pozzuoli se la S.V. mai si degnerà di leggere la presente; so però che il Sindaco di una città, in un paese civile e democratico, dovrebbe dare ascolto ai problemi posti dai suoi amministrati, cioè a coloro che lo hanno eletto, che pagano le tasse (e quanto alte e con quanto sacrificio!) e con esse anche il suo stipendio. Di recente, i cittadini residenti e i pubblici esercenti di via Carlo Maria Rosini e vie adiacenti (tra i quali ho l’onore di annoverarmi) Le hanno indirizzato una lettera, regolarmente protocollata presso il competente ufficio, nella quale, esternando le grandi difficoltà che la predetta zona sta vivendo e -soprattutto- vieppiù vivrà a settembre col riprendere delle attività scolastiche e il ritorno dei fortunati che ancora possono permettersi le vacanze, Le chiedevano un incontro urgente sul tema. A questa missiva Lei non ha risposto e, a specifica domanda di qualche cittadino della zona che La ha incontrato per strada, avrebbe detto di non voler rispondere e di non aver nessuna intenzione di trattare l’argomento e tanto meno di cambiare una virgola di suoi provvedimenti in materia. Se tali affermazioni fossero vere, come sembrerebbe da più di una testimonianza, già tale atteggiamento di per sé sarebbe oltremodo grave, antidemocratico e irrispettoso nei confronti dei suoi amministrati.
Ma veniamo ai fatti.
Nella seconda metà di luglio, in via C.M. Rosini, si procedeva al rifacimento della segnaletica orizzontale (peraltro in parziale ma evidente contrasto con quella verticale rimasta invariata). A seguito di quella che appariva una normale operazione di routine da parte di un’amministrazione comunale, ne risultava una situazione paradossale. Gli “stalli” ove da parte di tutti gli automobilisti (delimitati da strisce bianche) è possibile parcheggiare, sono solo sette, oltre uno per i portatori di handicap. Ovvia la prima riflessione: dove parcheggeranno i residenti che sono molto ma molto più di sette? Dove potranno sostare i clienti dei negozi e ristoranti che sono molto più di sette (altrimenti avrebbero già chiuso da tempo!)? Ma a questo si aggiunge, ad aggravare la situazione, l’interpretazione “restrittiva” data dai vigili urbani, presenti fino agli inizi di agosto tutti i giorni, in base alla quale, essendo stata delimitata segnaleticamente la carreggiata sul lato destro (in direzione di Napoli), su questo lato sarebbe vietata la sosta! E ciò pur essendo la strada larga e a senso unico! Alla luce di quanto sopra, si chiede alla S.V.: in base all’eventuale piano stradale e all’articolo 7 comma 8 del vigente Codice della Strada, dove viene riservata una “adeguata area destinata a parcheggio su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta” come alla lettera prevede la predetta normativa? Non certo nell’area finitima detta delle “Palazzine”, dove cittadini e negozianti sono attanagliati da problemi simili e hanno -a tal uopo- istituito un comitato (anch’esso inascoltato) denominato “Salviamo le palazzine”. E allora dove?
Passando dalla domanda in punto di diritto ad una in punto di fatto (ma in realtà anche questa di diritto), i cittadini residenti di questa strada, impossibilitati in via assoluta a parcheggiare, sono considerati dalla Sua amministrazione cittadini di serie B? Un ente pubblico non deve garantire trattamento uguale a tutti i cittadini come da Costituzione della nostra Repubblica? I residenti devono sbarazzarsi delle auto e del loro diritto a possederne? Gli esercenti della zona, già duramente colpiti dalla crisi economica, devono chiudere e, in tal caso, chi provvederà alle loro famiglie e a quelle dei loro dipendenti?
Cosa ha programmato per settembre quando riapriranno le due scuole elementari, la scuola media inferiore e l’asilo presenti nella zona e quando rientreranno i cittadini attualmente in vacanza?
Se, alla fine di tutto ciò, Lei, Egregio Sig. Sindaco, rispondesse che dei sacrifici sono necessari per il superiore interesse della viabilità, ci troveremmo in presenza di quella abusata ma efficace frase: “l’operazione è riuscita … il paziente è morto”!. Di altre anomalie in materia che vi sono su detta zona (come, per citarne una sola, l’occupazione della carreggiata, sì, della carreggiata e non del marciapiede, con pesanti vasi contenenti piante in via Carmine, mai sanzionata dai vigili urbani, evidentemente in tutt’altre faccende affaccendati) ci si riserva di parlare in successive missive e dopo consultazione con gli altri suoi (?) amministrati della zona.
Con la deferenza comunque dovuta al Primo Cittadino Le porgo i più distinti saluti”.

Ovviamente, è lecito attendersi una risposta del sindaco Figliolia, non solo nel merito della vicenda, ma anche sul sospetto, avanzato dal signor D’Isanto, di aver adottato, nell’interloquire con alcuni cittadini che gli chiedevano conto della situazione, un  “atteggiamento (…) oltremodo grave, antidemocratico e irrispettoso nei confronti dei suoi amministrati”.

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