Da qualche giorno, tra i vigili urbani di Pozzuoli non si parla d’altro.

E le voci si sono rincorse con tale velocità da arrivare anche al cronista. Il fattaccio riguarda un maresciallo del settore viabilità, “pizzicato” con l’auto privata piena di generi alimentari acquistati durante l’orario di servizio.

Secondo quanto si è appreso, il poliziotto municipale, dopo una notte di guardia al mercato ittico all’ingrosso, è rientrato con i suoi colleghi, a bordo della pattuglia d’istituto,  circa quaranta minuti prima che terminasse il proprio turno di lavoro, ha parcheggiato la vettura ufficiale, ha preso il suo veicolo personale ed è rientrato al Comando in tempo per “smontare”.

Qui, però, ha trovato ad attenderlo la comandante del Corpo, il maggiore Silvia Mignone, che, evidentemente allertata da qualcosa o da qualcuno, gli ha intimato di aprire il cofano posteriore del veicolo.

Il maggiore Silvia Mignone, comandante dei vigili urbani

Il maresciallo non ha potuto che obbedire all’ordine e, agli occhi della Mignone, si è spalancato un tripudio di pesci, frutti di mare, pane, frutta, verdura e ogni bendiddio.

Alle contestazioni del comandante, il maresciallo non ha saputo fornire spiegazioni sul perché avesse fatto la spesa mentre era ancora in divisa né esibire scontrini che almeno comprovassero l’acquisto di quella merce, che, relativamente alla parte ittica, si presume provenisse proprio dalla struttura in cui il vigile era in servizio.

Preso atto della situazione, il comandante ha inviato in Procura un’informativa di reato e aperto un procedimento disciplinare nei confronti del maresciallo.

Da ciò che trapela come indiscrezione, pare che il vigile in questione non sia nuovo a comportamenti del genere e, per questo motivo, gli sarebbe già stato più volte “intimato”, dai suoi colleghi e dai suoi superiori, a “rigare dritto”, soprattutto per evitare che l’immagine di un intero Corpo potesse essere screditata per gli atteggiamenti di un singolo.

Monito, evidentemente, rivelatosi inutile.