L'assessore Moccia di Fraia col marito, dottor Gaeta

Ai parenti di chi fa politica dovrebbe essere severamente vietato l’uso dei social per esprimersi sull’attività di questi loro congiunti.

E’ l’unica conclusione cui si può addivenire dopo che su Facebook ne abbiamo lette davvero di tutti i colori, da parte di chi, per ragioni di cuore, non potrebbe mai non sostenere pubblicamente un proprio familiare nel proprio operato.

Il problema è che, però , a volte, per perseguire questo nobile fine, si rischia di offendere chi la pensa diversamente.

Ed è ciò che è capitato negli ultimi giorni nella “realtà virtuale” (ma non troppo…) con l’assessore agli spettacoli,  Maria Teresa Moccia Di Fraia.

Attaccata duramente dal Movimento Cinque Stelle martedì per la programmazione degli eventi di settembre, la delegata al ramo, il giorno dopo, viene difesa a spada tratta dal marito, il dottor Fausto Gaeta, che definisce i detrattori di lei alla stregua di “inutili idioti in servizio permanente effettivo”.

Apriti cielo! Il regista televisivo Paolo Lubrano (patron del premio Civitas), ieri sera, bacchetta duramente la coppia, invitando lei alle dimissioni da assessore sia per la qualità del suo operato sia per le dichiarazioni del coniuge.

Stamattina, quasi a “reti unificate”, (ore 9.06 il dottor Fausto Gaeta in risposta al suo commento offensivo sulla pagina “I Cortili dell’Arte” e  ore 9.07 la professoressa Moccia di Fraia dalla pagina Fb dell’Assessorato alla Cultura: tre ore prima del Consiglio Comunale in cui si sapeva che il Movimento Cinque Stelle non avrebbe lasciato cadere la cosa…) le scuse di lui e la presa di distanze di lei dalle opinioni del marito.

Tutto molto imbarazzante, per entrambi.

Un teatrino che la città di Pozzuoli non avrebbe meritato, ma che comunque resta lo spettacolo più seguito (e, forse, anche il più interessante) finora organizzato dal Comune.

A riprova del “nulla” di “visibile” precedente, visto che lo stesso assessore sente la necessità, come ha scritto stamattina, di promuovere un incontro pubblico per illustrare alla città il frutto del proprio lavoro amministrativo.

Esigenza di “mostrare”  che generalmente avverte solo chi sa di non aver fatto nulla di concreto.

O di non averlo saputo comunicare.

Cosa gravissima per una persona che, al servizio della collettività, dovrebbe occuparsi proprio di marketing del territorio…

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