Sarà la magistratura a indagare su quanto sta accadendo nella gestione dell’assegnazione delle spiagge libere ai privati su una parte del nostro territorio.

A chiederne l’intervento è il Comune di Pozzuoli, che ha scoperto e denunciato gravissime anomalie nelle offerte relative a due tratti di litorale nella zona di Licola.

Lo si evince da due determine dirigenziali consecutive (la 5083 e la 5084, pubblicate ieri all’Albo Pretorio del Municipio) con cui si ricostruisce nei dettagli quanto accaduto nel caso specifico.

Si capisce così finalmente per quale motivo la gara relativa all’utilizzo degli arenili di Licola, sebbene fosse stata la prima ad essere bandita (la presentazione delle domande scadeva il 1°luglio) è stata l’ultima a produrre risultati rispetto alle altre di cui vi abbiamo già parlato dieci giorni fa.

Veniamo al sodo.

Per i sette lotti di Licola avevano fatto richiesta 14 potenziali concessionari: due puteolani sono stati subito estromessi (“Ornella Di Meo” per mezz’ora di ritardo nella presentazione della domanda e “Licola Mare Pulito” per documentazioni incompleta) e dunque la concorrenza si è ridotta a 12 soggetti.

Soltanto tre di questi lotti (il 2, il 3 e il 7) sono stati però assegnati:

il “2” al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da “La stanza di Giò onlus” e il “Lido Circe” di Rosetta Di Francia, con sede a Pozzuoli in viale Sibilla (che hanno offerto un prezzo di noleggio pari a 5 euro per lettino, 2 euro a ombrellone e 4 euro a sdraio);

il “3” all’associazione temporanea di imprese costituita da “Max Mare Service” e “Terzo Millennio Mobilità e Sicurezza”, con sede a Giugliano in Strada Provinciale San Francesco (che hanno offerto 4 euro a lettino, 2 euro a ombrellone e 1 euro a sdraio);

il “7” alla “Tiro a Volo Ideal Camping Marina di Licola srl” di Ciro Topo, con sede a Napoli, in via Santa Maria di Portico (che ha offerto 6 euro a lettino, 3 euro a ombrellone e 4 euro a sdraio).

E qui cominciano le note dolenti, visto che, per gli altri quattro lotti di spiaggia libera, non si è potuto assegnare un bel nulla.

Per due di essi (il 5 e il 6) non c’è stata aggiudicazione in quanto nel frattempo era scattato il divieto di balneazione (sancito con l’ordinanza sindacale 119 del 2 luglio).

Ma già si era notato qualcosa di storto in questa circostanza, giacché  il vincitore del lotto 5 (“Capri Beach srls” di Napoli) aveva offerto prezzi al di sopra del valore massimo stabilito dal bando.

Stessa cosa fatta dal secondo classificato per il lotto 5 (“Riviera srl” di Napoli) e dai secondi classificati a parità di punti (“Pesarino Immacolata” di Bacoli  e “Bar & Ristorante Izbdeska Monika Krystina”di Pozzuoli) per il lotto 6,  vinto (anche se “congelato”) con un’offerta congrua da “Tiro a Volo Ideal Camping Marina di Licola srl” di Napoli.

Per i rimanenti due lotti (l’1 e il 4) è accaduto invece il patatrac totale.

Entrambe gli arenili infatti hanno visto vincitori alcuni concorrenti con lo stesso punteggio (il lotto 1 con “Vittoria srl” di Pozzuoli, “Sorriso snc” di Monte di Procida e “Capri Beach srls” di Napoli; il lotto 4 con “Pesarino Immacolata” di Bacoli  e “Bar & Ristorante Izbdeska Monika Krystina” di Pozzuoli)  ma tutti con offerte anomale, ossia superiori al valore massimo stabilito nel bando.

Il Comune allora ha deciso di invitare questi cinque soggetti a presentare offerte migliorative, nei limiti delle tariffe stabilite dal bando.

E qui è successo l’incredibile.

Il 20 luglio, infatti, giorno di scadenza di questa sorta di secondo round, presentavano domanda all’ufficio protocollo del Municipio 8 ditte, cioè tre in più di quelle che erano state invitate e che avevano diritto a presentare nuove offerte.

Si aggiungevano infatti alle cinque concorrenti per i lotti 1 e 4, anche la “Riviera srl” di Napoli, la “Maridi srls” di Pozzuoli e la “L.M.S. srl” di Pozzuoli.

Non solo: le offerte pervenute sono state presentate pressoché contemporaneamente (nell’arco di un minuto, tra le 9.15 e le 9.16), avevano plichi di “identico aspetto” e “tutte identica proposta economica”.

Inoltre, “da verifica effettuata” risultava che già le offerte originarie presentate per i lotti 1 e 4 dai cinque concorrenti risultati a pari merito, “erano caratterizzate da identità di aspetto dei plichi e contestualità della presentazione, a conferma di un persistente coordinamento tra tutti i soggetti menzionati”.

Insomma, secondo  il dirigente responsabile del procedimento (l’architetto Agostino Di Lorenzo – nella foto – ) sarebbe stato creato “un unico centro decisionale” per pilotare la gara, di fatto inquinandola.

Di qui, l’esclusione per inammissibilità di tutte le richieste di concessione relative ai lotti 1 e 4 (che saranno offerti dall’Amministrazione ai vincitori dei lotti 2, 3 e 7)  più la contestuale trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica “per la valutazione di eventuali profili di rilevanza  penale nelle condotte riferite”.

Un pasticcio davvero inquietante su cui ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso.

Intanto, ci sono novità anche sul lungomare “Pertini”, dove, per questa estate, la società “Lucrino srl” della famiglia Nasti gestirà la spiaggia del lotto 1.

Su quel tratto di arenile, infatti, il legittimo concessionario  (la società cooperativa a.r.l. “La Colomba”) ha chiesto di posticipare di un anno il montaggio delle strutture previste dall’autorizzazione demaniale rilasciata il 29 giugno scorso, offrendo la propria disponibilità all’affidamento dell’area ad un altro soggetto solo per la stagione balneare in corso.

E il Comune ha stabilito di assegnarla fino al 15 ottobre alla “Lucrino srl”, seconda classificata nel bando che vide vincere “La Colomba” il 27 settembre di tre anni fa (aggiudicazione ancora al vaglio della giustizia amministrativa, adita proprio dai Nasti, che denunciano gravi irregolarità da parte della commissione giudicatrice municipale nella procedura di assegnazione del lotto 1).

Nell’atto dirigenziale non si fa riferimento alle tariffe che la “Lucrino” dovrà applicare per i bagnanti, ma si specifica che l’affidamento è inteso alle stesse condizioni dei vicini lotti L2 ed L3, dove il concessionario “Athena Club” farà pagare 4 euro per il noleggio di un lettino, 2 euro per un ombrellone e 2 euro per una sdraio.

Nessuna decisione infine per il lotto 4, in concessione alla “Montenuovo srl” della famiglia Cutolo, ma sostanzialmente abbandonato dopo l’emergenza Covid nonostante l’obbligo, stabilito dall’Amministrazione, di occuparlo in qualche modo, da parte di chi ha la titolarità a gestire quel tratto di spiaggia.

Il consigliere Mario Massimiliano Cutolo

E’ pur vero che il figlio del concessionario è un consigliere comunale e che, quando controllore e controllato frequentano gli stessi uffici, molto spesso “cane non mangia cane”: ma la dirigenza municipale (e la politica), se vogliono conservare un minimo di credibilità agli occhi dei cittadini, hanno il dovere di prendere una decisione e stabilire se quella è una spiaggia libera e chi, in questa estate dovrà occuparsi di far rispettare il distanziamento o avere il diritto di noleggiare servizi, così come stabilito anche per gli altri tre lotti della “loppa”.