Con la pubblicazione dei primi due bandi per altrettanti pezzi di litorale (uno per Licola, l’altro per Arco Felice e Lucrino: si attendono quelli per il tratto dal Dazio ai Gerolomini e quello per il tratto dal lungomare Pertini al Molo Caligoliano) entra nel vivo la procedura di affidamento di tutte le spiagge libere di Pozzuoli ai privati per la stagione balneare in corso.

Una decisione che, come ricorderete, ha preso la Giunta Figliolia con la delibera 82 del 3 giugno per garantire il rispetto delle regole stabilite dalla Regione in merito alla prevenzione del contagio da Covid.

Delibera molto contestata dall’opposizione e da tantissimi cittadini in quanto prevede la divisione in due parti delle spiagge libere, una metà in cui  il noleggio di lettini e ombrelloni sarà obbligatorio e l’altra metà in cui fruire di questi servizi sarà una libera scelta del bagnante.

Per farla breve, il Comune, fino al prossimo 30 settembre, affiderà a soggetti privati tutte le spiagge libere del territorio puteolano: per ogni porzione di spiaggia libera affidata, il privato verrà messo in condizione di lucrare sul 50% dell’area mentre sull’altro 50% avrà soltanto la possibilità (ma non la certezza) di ricavare un profitto.

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Scelta che, fin dal primo momento, ha sollecitato “cattivi pensieri” in chi ha immaginato che i titolari delle concessioni balneari (alcuni dei quali, nella nostra città, legati – direttamente o indirettamente –  alla politica locale) fossero gli unici a potersi avvantaggiare da un’operazione del genere.

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Immaginate un lido privato che già è obbligato per legge a garantire la pulizia e la manutenzione della spiaggia libera confinante: non sarebbe un bel colpo poter gestire la metà di questa spiaggia libera, allargandosi, di fatto, con ombrelloni e lettini che, per rispettare il distanziamento imposto dalla Regione, questo stabilimento non potrebbe più installare sulla parte già oggetto di concessione?  

Ebbene, secondo tre consiglieri di opposizione, alla luce dei primi due bandi per l’affidamento delle spiagge libere, pubblicati ieri, potrebbe andare proprio così.

Sui propri profili Facebook, infatti, i consiglieri Antonio Caso, Domenico Critelli e Raffaele Postiglione denunciano che questa gestione  “andrà con molta probabilità agli stabilimenti balneari privati già esistenti ed adiacenti alle aree libere, avvantaggiati dal sistema di punteggi deciso: più punti agli stabilimenti balneari piuttosto che alle associazioni o ai soggetti senza scopo di lucro. Più punti a chi dispone di parcheggio e servizi quali bagni e docce nelle vicinanze”.

Il post pubblicato dai consiglieri Caso e Critelli

“Insomma – sottolinea sarcasticamente Antonio Caso –  facevano prima ad affidarle direttamente a loro”.

Il sindaco Figliolia e l’assessore Gerundo

Si attende ora la replica dell’Amministrazione, accusata, a questo punto, di due prese in giro: nei confronti dei cittadini (ai quali si è inizialmente voluto far credere che sulla parte di spiaggia libera attrezzata non ci sarà nessun obbligo di noleggiare lettini  e ombrelloni) e nei riguardi delle associazioni, alle quali è stata fatta balenare l’illusione di poter gestire queste aree ma che, per come sono stabiliti i punteggi, difficilmente potranno competere con i concessionari privati.