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Stipendio a rischio per i dipendenti comunali

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Il Comune è a un passo dal dissesto finanziario e i dipendenti dell’Ente rischiano addirittura di non percepire lo stipendio a partire dal mese prossimo o, nella migliore delle ipotesi, di riscuoterlo in ritardo. E’ la drammatica situazione emersa al termine di un incontro ufficioso che si è tenuto venerdì scorso tra il sindaco Enzo Figliolia, l’assessore al personale Franco Cammino ed i rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil (Salvatore Tinto, Giovanni Capuano e Giuseppe Migliaccio).

Un incontro che il Capo dell’Amministrazione ha convocato d’urgenza per informare i sindacati dell’enorme voragine nei conti del Municipio (aggravata ultimamente anche dal mancato incasso di circa 2 milioni di euro  di Imu rispetto alle previsioni) ma soprattutto per sottoporre all’attenzione della Triplice la sua “ricetta” per tentare di tamponare l’emergenza.

Una “ricetta” che, a giudizio di Figliolia e Cammino passerebbe per il prepensionamento di ben 156 dipendenti comunali più o meno vicini all’età del collocamento a riposo per anzianità anagrafica e contributiva, in modo da alleggerire immediatamente il peso dei loro salari sul bilancio.

I sindacati però hanno respinto immediatamente questa ipotesi appena, a precisa domanda in merito, è stato risposto loro che nell’elenco stilato dall’Amministrazione figurano lavoratori che, al 31 dicembre 2012, non avevano ancora nemmeno raggiunto i requisiti minimi per andare in pensione.

Non solo: Cgil, Cisl e Uil hanno contestato a Figliolia e Cammino anche il modo di affrontare la questione, sostenendo che l’Amministrazione, prima di pensare a “toccare” i diritti dei lavoratori, deve procedere ad una robusta “revisione della spesa”.

Le organizzazioni di categoria hanno infatti controbattuto proponendo la reinternalizzazione dei servizi di nettezza urbana e acquedotto ma anche una maggiore attenzione ad appaltare a ditte private servizi che potrebbero essere invece garantiti in economia dallo stesso Municipio (un esempio per tutti fatto dai sindacati: la potatura degli alberi sul territorio, intervento per il quale il Comune ha bandito una gara da ben 96 mila euro).

Insomma, il tentativo dell’Amministrazione di ottenere la “sponda” di Cgil, Cisl e Uil per convincere 156 dipendenti ad andare in pensione anticipata è fallito per l’opposizione dei rappresentanti dei lavoratori, che a Figliolia e Cammino hanno chiesto di essere riconvocati (stavolta ufficialmente ed alla presenza dei sindacalisti confederali, comunali, dei dirigenti e di tutti gli assessori) solo quando la Giunta sarà in grado di presentare un piano dettagliato di interventi per far quadrare i conti riducendo le uscite e aumentando le entrate del Comune.

Figliolia, dal canto suo, nel corso della riunione ha lasciato intendere chiaramente che l’alternativa al prepensionamento dei dipendenti sarebbe la mobilità presso altri Enti (ipotesi che lo vede contrario, anche perché si è già impegnato con i lavoratori a non seguire questa strada) e che sarebbe anche disposto a dimettersi da sindaco pur di non  attivare le procedure del cosiddetto “predissesto”, ossia il piano di rientro finanziario stabilito dal decreto legge 174 del 2012, che prevede un prestito da parte dello Stato per ripianare i debiti a patto di subire uno strettissimo controllo da parte del Governo (una sorta di commissariamento) sulla gestione di tutte le risorse economiche del Comune.

Come se ne esce dunque da questa situazione?

Per ora tutto tace.

Si sa soltanto che mercoledì, Figliolia e il dirigente Mino Cossiga sono andati a Roma al Ministero dell’Economia per cercare di cavare il ragno dal buco, ma la loro trasferta nella Capitale non ha sortito gli esiti sperati nemmeno per conoscere l’entità dei tagli ai trasferimenti erariali previsti per l’anno in corso.

Siamo dunque ad una vera e propria corsa contro il tempo.

Dall’Amministrazione trapela infatti che non dovrebbero esserci problemi per pagare ai dipendenti comunali gli stipendi di gennaio in tempo utile (cioè entro dopodomani, lunedì 28) ma che quelli di febbraio attualmente sono legati all’incasso della prima rata trimestrale dei trasferimenti statali, che si spera avvenga entro la fine del mese prossimo, anche se non si esclude che questi soldi possano essere materialmente disponibili per il Comune solo nella prima decade di marzo: il che comporterebbe un automatico slittamento nel pagamento delle spettanze di febbraio ai dipendenti comunali.

Si naviga a vista, insomma.

Ma fino a quando si potrà camminare sul filo del rasoio?

E cosa bisogna fare subito per evitare che ogni mese si possa riproporre la stessa situazione di oggi?

Secondo l’assessore alle finanze Teresa Stellato “purtroppo raccogliamo una luttuosa eredità ed è una situazione che non abbiamo creato noi in così pochi mesi, sarebbe stato tecnicamente impossibile. Stiamo approntando tutte le misure per scongiurare il peggio, ma i miracoli non li possiamo fare. Solo con i proventi dalla vendita del patrimonio e da un contrasto all’evasione dei tributi potremo portare denaro fresco nelle casse comunali. Ma tutti devono fare la propria parte. A cominciare dal personale comunale: noi non abbiamo voluto mettere in mobilità nessuno, ma adesso tutti i dipendenti devono stringersi attorno all’Amministrazione. Per quanto è nelle nostre competenze, più di così davvero non possiamo fare: non stiamo facendo sconti a nessuno, né sui canoni idrici né sul patrimonio, addirittura abbiamo deciso di non effettuare più lavori di manutenzione a chi è moroso nel pagamento dei fitti. Piuttosto, trovo assurdo che in questa città la maggior parte della popolazione si dichiari indigente: siccome ritengo che ciò sia impossibile, faremo delle verifiche e sanzioneremo duramente chi ha autocertificato il falso. Così come perseguiremo con tutti gli strumenti che la legge ci consente quei contribuenti che hanno già evaso l’Imu. Ma stiamo facendo anche una battaglia con il Ministero dell’Economia, visto che il gettito Imu ci è stato sovrastimato e per questo motivo ci sono stati tagliati dei trasferimenti erariali, soldi che noi dobbiamo assolutamente recuperare”.

Ma cosa ne pensano i politici di questa situazione?

Abbiamo ascoltato il parere di tutti i  capigruppo del consiglio comunale e dalle parole della maggior parte di essi trapela una grande preoccupazione.

Al punto che anche chi fa parte della maggioranza non può nascondere l’evidenza e non è di certo tenero con l’Amministrazione.

Come testimonia, ad esempio, il pensiero  di Elio Buono (Pd), presidente della commissione consiliare bilancio: “La difficile situazione di cassa dell’Ente merita iniziative più rigorose sulla riscossione e l’accertamento delle entrate, a partire dalla costituzione dell’ufficio unico delle entrate. Occorre un attento monitoraggio dei flussi di cassa per evitare che possano generarsi mancati pagamenti anche di servizi indispensabili per le funzioni dell’Ente”.

In verità, nella coalizione di centrosinistra c’è anche chi manifesta ottimismo, come Mario Massimiliano Cutolo dell’Udc (per il quale “la situazione è difficile ma non catastrofica e non avendo elementi per valutare la situazione confido nelle rassicurazioni ricevute dal dirigente preposto”) o chi spera che tutto si aggiusti strada facendo, come Vincenzo Bifulco della lista civica Pozzuoli.Bene Comune  (“il momento è estremamente delicato ma confido nel lavoro che sta portando avanti l’Amministrazione, a cominciare dal recupero delle morosità) e Michele Luongo di Sel (“mi astengo da ogni valutazione in merito non avendo una competenza specifica in materia di bilancio: spero soltanto che la situazione si risolva per il meglio).

Molto più duro è invece Paolo Tozzi (Verdi): “Mi piacerebbe sapere se questa situazione fosse prevedibile o meno, ma non penso proprio che fosse imprevedibile altrimenti dovrei domandarmi cosa ci stanno a fare l’assessore al bilancio, i dirigenti e i funzionari. Il problema è che noi dobbiamo arrivare ad una revisione di tutte le spese. Ci vediamo arrivare centinaia di determine con spese incontrollate. Ho già chiesto in consiglio comunale che si pubblicasse on line l’estratto conto della tesoreria in modo che tutti possano monitorare la situazione in tempo reale e che la situazione finanziaria dell’Ente sia chiara. Le spese devono essere riviste in modo serio e approfondito, a cominciare da quelle correnti, e se c’è bisogno di istituire una commissione appositamente con questa mansione, istituiamola subito e facciamo un’analisi seria e coscienziosa della situazione senza perdere tempo a discutere dei massimi sistemi, altrimenti non ne usciremo mai. Un esempio per tutti: è assurdo che, pur a fronte di un considerevole aumento percentuale di raccolta differenziata, sia stato imposto ai cittadini un salasso per la tassa sui rifiuti, che in due anni è aumentata del 50%. Io mi batterò con tutte le mie forze affinchè la Tarsu sia ridotta del 30%.”.

Ma non è certo tenera nemmeno l’opposizione, che in due consigli comunali consecutivi, il 12 ed il 29 novembre, aveva già lanciato ufficialmente l’allarme sulla situazione economico-finanziaria del Municipio, bocciando il bilancio di previsione, la manovra di riequilibrio e chiedendo un’ispezione ministeriale e della Corte dei Conti dopo aver denunciato un “buco” di almeno 21 milioni di euro nelle casse dell’Ente.

E se per Filippo Monaco (Pdl)  su questioni così delicate come il diritto dei dipendenti comunali a percepire lo stipendio non ci può essere alcuno spartiacque politico ma dobbiamo capire tutti insieme come risolvere il problema all’interno delle disponibilità di cassa e fare in modo che si attui un potenziamento nella riscossione dei tributi”, per  Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà), ex assessore alle finanze e componente della commissione consiliare bilancio, “c’è una scarsa attenzione sui flussi di cassa del Comune, una questione strutturale a causa della nota incapacità da parte dell’Ente di incassare qualsiasi entrata a vario titolo, una questione che tuttavia negli ultimi sei mesi è interamente addebitabile all’assessore al bilancio e all’incapacità dell’Amministrazione di gestire l’ordinario. Siamo di fronte ad una scarsissima liquidità: ad oggi siamo in avanzo di tesoreria di 22 milioni di euro, ci sono mandati di pagamento inevasi per una cifra complessiva che oscilla tra i 12 ed i 15 milioni di euro. A ciò si aggiunge il mancato introito dell’Imu rispetto alle previsioni, visto che sono stati incassati 9 milioni di euro rispetto agli 11, più l’effettuazione di pagamenti doverosi da parte dell’Ente per circa 1 milione e mezzo di euro e ancora 1 milione e 200mila euro pagati alla Cassa Depositi e Prestiti per l’estinzione anticipata di alcuni mutui. In totale, rispetto alle previsioni, tra mancate riscossioni e pagamenti effettuati, nelle casse del Comune ci sono circa 5 milioni di euro in meno. Ed è una situazione di cassa che ad oggi è tale da non consentire nel mese di febbraio nessun tipo di pagamento, a partire dagli stipendi dei dipendenti comunali, visto che i prossimi trasferimenti erariali dallo Stato non arriveranno prima di marzo. Già a dicembre gli stipendi dei  dipendenti comunali sono stati pagati con qualche giorno di ritardo perché si aspettavano gli incassi dell’Imu, mentre mi risulta che fino a qualche giorno fa, per pagare gli stipendi di gennaio mancavano ancora 300 mila euro sui 3 milioni di euro complessivi che servono per questa spesa mensile. Emerge dunque una incapacità di controllare i flussi di cassa, che si aggiunge alla precarietà del bilancio che noi dell’opposizione abbiamo già denunciato in due sedute di consiglio comunale chiedendo un’ispezione della Corte dei Conti. E’ un problema molto serio –conclude Fenocchio- Basti pensare che le bollette per la Tarsu, per i fitti del patrimonio e per l’acqua stanno arrivando soltanto oggi ai cittadini e quindi non si sa quando il Comune potrà materialmente cominciare ad incassare questi soldi e quanti ne incasserà. In più sono stati alienati soltanto tre beni del Municipio per un incasso totale di 1 milione e mezzo di euro, soldi che però sono soltanto una previsione di entrata non ancora nella disponibilità materiale dell’Ente. L’assessore al bilancio dovrebbe concentrarsi per tenere sotto controllo i flussi di cassa, materia su cui credo che finora sia stata poco attenta. Ma anche il Sindaco, e glielo dico davvero in amicizia, dovrebbe fare una seria riflessione sui suoi assessori. A Pozzuoli, per la situazione in cui siamo, abbiamo bisogno di una Giunta di guerra: invece io vedo solo scarsa programmazione e molta superficialità”.

Non meno caustico Salvatore Maione (Fli): Quello che dovevamo dire sul bilancio l’abbiamo detto in due consigli comunali lasciando agli atti un documento sottoscritto da tutti i consiglieri di opposizione. E’ evidente che la situazione dei mancati introiti in vari settori è ormai un problema strutturale, e quindi non si risolve con slogan propagandistici da parte dell’Amministrazione Comunale. Se bisogna guardare al passato, basti pensare che Figliolia è la seconda volta che fa il sindaco e i problemi sono iniziati e generati dal suo primo mandato da sindaco, quando si consentiva di fare tutto e il contrario di tutto, valga come esempio la gestione della Romeo e degli alloggi a Monterusciello. Il secondo mandato di Figliolia invece si è aperto con strani aumenti sul costo del servizio di igiene urbana svolto dalla De Vizia. Oggi iniziamo a pagare le conseguenze di tutto ciò e nessuno potrà dire che noi dell’opposizione non l’avevamo detto. Nel caso specifico della mancanza di liquidità, sarei curioso di sapere se col gettito dell’Imu siano state pagate imprese e ditte esterne, e per quale motivo si è preferito, durante le feste natalizie, elargire qualche milione di euro a qualche impresa per permettere a qualcuno di trascorrere un Natale più caldo invece di pensare ai dipendenti comunali, che sostanzialmente portano a casa un semplice stipendio per poter vivere”.

Questo, dunque, è il quadro della situazione.

Viene da chiedersi: di fronte al rischio concreto di dover dichiarare dissesto e di non riuscire nemmeno a trovare i soldi per pagare puntualmente i dipendenti dell’Ente, cosa aspetta il sindaco a confrontarsi con il parlamentino civico, a maggior ragione dopo la magra figura rimediata insieme con l’assessore Cammino al cospetto dei sindacati territoriali nell’incontro di venerdì scorso?

Teme forse che la discussione in aula possa spaccare la maggioranza o far emergere qualche verità scomoda sull’operato dell’Amministrazione?

Oppure ha già dimenticato di aver detto più volte pubblicamente che per lui il consiglio comunale sarebbe stato “l’epicentro di tutte le decisioni”?

(da “Il Corriere Flegreo” del 26 gennaio 2013)

 

 

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