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Stretta sulle case popolari di Pozzuoli, i sindacati inquilini dichiarano guerra all’Amministrazione: “Mobiliteremo i cittadini!”

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Ricevo e pubblico*

Apprendiamo con stupore che l’assessore Gerundo, anziché convocarci per affrontare concretamente le numerose problematiche sollevate dai cittadini e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini, propone l’approvazione di un atto che applica la norma in maniera restrittiva e penalizzante per parecchie famiglie puteolane.

E’ evidente che tale posizione scaturisce da una visione estremamente distorta e tecnicistica della gestione del patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica di Monterusciello.

Un'immagine di Monterusciello durante la costruzione del quartiere
Un’immagine di Monterusciello durante la costruzione del quartiere

Gli alloggi popolari, realizzati con la tecnica della prefabbricazione pesante e con gravi carenze di carattere strutturale, a differenza di quelli di altre realtà territoriali, sono stati realizzati per fronteggiare la grave emergenza abitativa determinatasi in seguito agli eventi bradisismici e tellurici degli anni ’80.

Si tratta quindi di alloggi provvisori e precari che necessitano, così come sostenuto nei protocolli di intesa sottoscritti con l’Amministrazione Comunale, di politiche abitative che tengano conto di tali aspetti e peculiarità.

I contenuti della delibera di Giunta 183 del 2016 sono stati adottati attraverso una interpretazione restrittiva della norma vigente, che lascia trasparire una visione miope ed approssimativa della realtà socio-abitativa del quartiere di Monterusciello.

Atti di tale rilevanza andavano sicuramente concertati con chi quotidianamente si misura con i cittadini e con le tante problematiche abitative e sociali che li attanagliano.

L'assessore Roberto Gerundo
L’assessore Roberto Gerundo

L’assessore proponente ha avuto, quindi, in questa fase, un comportamento alquanto “antisindacale”.

Ci preme sottolineare che da sempre le organizzazioni sindacali degli inquilini si sono battute per l’affermazione della legalità e della trasparenza nella gestione amministrativa degli alloggi, soprattutto attraverso l’adozione di misure di contrasto all’occupazione senza titolo di abitazioni.

Impropriamente si vieta ad un parente collaterale di regolarizzare il rapporto locativo o il diritto al subentro, seppur casistiche previste dalla normativa regionale vigente, mentre si continuano a tollerare occupazioni e detenzioni di alloggi da parte di chi non ha i titoli e i requisiti.

L’Assessore continua ad utilizzare la formula del “rent to buy” (“affittare per acquistare”), che può anche vederci concordi, ma solo dopo aver provveduto a realizzare fattivamente un piano di riqualificazione e di recupero del patrimonio abitativo di proprietà comunale, così come ipotizzato nelle idee progettuali recentemente approvate dall’Amministrazione per garantire la vivibilità degli alloggi.

Tra l’altro, tale ipotesi, ispirata da una visione esclusivamente ragionieristica della gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, va necessariamente preceduta da una fase di regolarizzazione di voltura e sanatoria delle oltre 3.000 istanze prodotte dai cittadini, nonché attraverso un piano di vendita di alloggi, approvato dalla Regione, così come previsto dall’articolo 4 della legge regionale 12.12.2013 numero 24.

I manifestanti all'esterno del Municipio di Toiano
Una protesta all’esterno del Municipio di Toiano

Pertanto, chiediamo un incontro urgente all’Amministrazione nonché la sospensione “ad horas” degli effetti della citata deliberazione numero 183/2016 nelle more di un confronto di merito e invitiamo tutti i cittadini, che saranno adeguatamente informati, a sostenere le nostre giuste rivendicazioni per il bene comune della collettività e ad essere pronti a sostenere eventuali iniziative più incisive, anche attraverso la mobilitazione.

*Gaetano Palumbo (Sunia), Andrea Fulvio (Sicet), Pasquale Di Bonito (Uniat), Raffaele Formisano (Cgil Casa), Elvira Brandi (Sai Cisal)

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