Devono essersi “ispirati” al Comune che ha tappezzato la città di strisce blu. E così hanno disegnato anche le “loro” strisce blu, utili però non come parcheggio a pagamento bensì a delimitare un nuovo campo di calcio: quello che ormai da tempo è diventata la piazza 2 marzo 1970, dove a qualsiasi ora frotte di adolescenti giocano a pallone indisturbati.

Solo che, col trascorrere dei mesi, il livello “agonistico” deve essersi alzato, se è vero come è vero che, ai protagonisti di queste sfide all’ultimo gol, non è bastato più delimitare il “rettangolo” con gli indumenti ma si è passati al vero e proprio disegno dell’area di rigore, con tanto di dischetto da dove tirare il penalty.

Insomma, mancano solo le porte con le reti e siamo al completo!

Il popolo “spettatore” è diviso in due fazioni.

C’è chi dice che “in fondo sono ragazzi” ed è meglio che trascorrano il loro tempo libero così che in altri modi e c’è chi contesta la “location” delle sfide, giacché la piazza non ha certo quella destinazione ed è un peccato imbrattarne la pavimentazione.

Al di là di come ciascuno la pensi, una domanda è d’obbligo: ma le tre telecamere poste al di sopra del “campo”, le ha installate una pay-tv per riprendere quelle avvincenti partitelle tra amici… oppure sono “davvero” impianti di videosorveglianza che dovrebbero servire ad identificare e punire chi fa un uso improprio di piazza 2 marzo 1970?